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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01227 presentata da BIANCONI LAURA (FORZA ITALIA) in data 31/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01227 presentata da LAURA BIANCONI mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.098 BIANCONI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che: il 23 dicembre 2006 il Sindaco di Roma, on. Walter Veltroni, ha presieduto la cerimonia di inaugurazione per l'intitolazione della stazione principale della capitale d'Italia, la stazione Termini per l'appunto, al Papa Giovanni Paolo II; in quella occasione, anche alla presenza di altre autorità e del ministro Rutelli, il sindaco di Roma ha precisato che aveva deciso di intitolare la stazione principale di Roma, uno dei più importanti luoghi di viaggio del mondo, in cui ogni giorno transitano migliaia di persone, proprio ad un uomo che "ha incontrato i popoli di tutto il mondo"; dopo solo pochi giorni il sindaco Veltroni precisava che non si trattava di una vera e propria intitolazione ma solo di una semplice dedica fatta in un luogo adatto a ricordare il Santo Padre, chiarendo che la stazione continua a chiamarsi Termini. Così facendo il primo cittadino di Roma ha dimostrato non solo poca sensibilità nel ricordare la figura di questo Pontefice ma anche dei tanti cittadini che lo hanno amato; Papa Giovanni Paolo II è stato un uomo che ha segnato con i suoi ventisei anni di pontificato passaggi importanti per tutta l'umanità, tra cui le grandi battaglie per sconfiggere tutti i totalitarismi; l'impegno profuso da questo Papa per la pace tra i popoli, per la tolleranza tra le religioni, per il rispetto ed il dialogo tra tutti gli esseri umani non ha precedenti nella storia dell'umanità, così come gli è stato riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale; le sue iniziative hanno avuto anche in Italia importanti ripercussioni, non ultima quella di consentire a buona parte della sinistra italiana di emanciparsi dall'ideologia comunista; quasi tutti i Comuni d'Italia hanno intitolato una piazza od una strada a Giovanni Paolo II, anche in capitali europee profondamente laiche come Parigi, ove il sindaco della città ha dedicato a questo papa un'importante piazza quale quella di Notre Dame, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che anche in Italia, e più precisamente nella sua capitale Roma, non sia doveroso che la stazione principale della città venga a tutti gli effetti intitolata a questo grande pontefice che ha segnato la storia dell'umanità; se anche per i rapporti di buon vicinato, che da sempre ci legano alla Stato del Vaticano, e per il grande affetto dimostrato da Giovanni Paolo II per l'Italia, non sia importante dedicargli un luogo importante del Paese come è avvenuto per tanti altri uomini illustri. (4-01227)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 032 all'Interrogazione 4-01227
presentata da BIANCONI Risposta.
- Il Ministero per i beni e le attività culturali concorda
sull'opportunità che venga ricordata una figura importante
per la storia del secondo Novecento e particolarmente cara all'Italia
e alla città di Roma come Papa Giovanni Paolo II. Tuttavia,
la scelta della località da consacrare alla memoria del Sommo Pontefice
è di diretta competenza delle amministrazioni cui i luoghi ed i
beni appartengono. Il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività
culturali Mazzonis



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.