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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02398 presentata da BELLOTTI LUCA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 31/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02398 presentata da LUCA BELLOTTI mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.101 BELLOTTI. - Al Ministro della solidarietà sociale. - Per sapere - premesso che: l'Italia, come altri Paesi europei, da Paese di emigrazione è divenuto, da tempo, Paese di immigrazione: tale fenomeno ha ingenerato non pochi problemi con riguardo soprattutto al processo teso a garantire una effettiva integrazione dei migranti; il Comune, come ente territoriale originario, ha da sempre rappresentato per la cittadinanza anche l'espressione identitaria della propria comunità locale; la leale collaborazione e il dialogo tra i diversi enti territoriali costitutivi della Repubblica, e tra questi e gli immigrati, sono stati considerati come strumenti essenziali, in maniera trasversale, da tutte le forze politiche, al fine di evitare situazioni di intolleranza e permettere una graduale, pacifica ed effettiva integrazione dei migranti nella comunità nazionale; da quanto emerge, dall'articolo apparso sul Gazzettino venerdì 11 gennaio 2007 «Clan Rom di Bologna trasloca a Crespino. Il sindaco contrariato: un grosso problema», si sarebbe determinato un caso di mancata applicazione del principio di leale collaborazione che deve contraddistinguere, tra gli altri, i rapporti tra i diversi enti territoriali costitutivi della Repubblica; sulla base di quanto dichiarato nell'articolo succitato, una comunità Rom di 32 persone sarebbe arrivata nel comune di Crispino per alloggiare in un appartamento affittato per loro dalla Onlus Lega per i Diritti e la Solidarietà fra i Popoli, a seguito di un progetto presentato da quest'ultima per accoglierli, presso la Consulta «contro l'esclusione sociale» del comune di Bologna, la quale l'avrebbe valutato, approvato ed anche finanziato (4.000 euro); il primo cittadino del comune di Crespino, non essendo stato informato del trasferimento, avrebbe espresso rammarico e disappunto nei confronti della condotta del comune di Bologna, sottolineando le potenziali conseguenze sociali negative che tale trasferimento potrebbe avere sulla piccola comunità locale; l'episodio fa emergere da una parte la difficoltà nella gestione del fenomeno dell'immigrazione che interessa non solo i territori in questione ma l'intero territorio nazionale, dall'altra la poca sensibilità da parte di alcune istituzioni nell'affrontare il problema; il fatto sopra descritto, inoltre, mette in rilievo l'emergere di sfide e bisogni sempre nuovi che si pongono alla società e alle istituzioni e conseguentemente l'esigenza di rafforzare e non depotenziare l'applicazione di un principio costituzionale quale quello della leale collaborazione -: se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali misure concrete di propria competenza intenda adottare affinché si introducano serie politiche atte ad affrontare il problema dell'immigrazione e dell'integrazione degli immigrati, contemperando i diversi e contrapposti interessi che emergono e che hanno tutti diritto ad essere garantiti in ciascuna comunità locale; se non ritenga di dover adottare iniziative volte a impedire che un comune possa approvare e finanziare un progetto di una Onlus per l'accoglimento di Rom in un territorio diverso dalla propria area di competenza, senza aver previamente informato e ricevuto l'assenso da parte del Comune destinatario del trasferimento; se sia intenzione del Governo adottare provvedimenti tesi a rafforzare, senza incidere nella propria sfera di autonomia, i rapporti tra gli Enti territoriali, soprattutto quelli più vicini al cittadino, affinché il principio costituzionale di leale collaborazione diventi, tra gli altri, strumento-chiave effettivo di regolazione dei rapporti tra gli enti territoriali costitutivi della Repubblica; quali misure di propria competenza il Governo intenda adottare per l'integrazione delle popolazioni nomadi in Italia. (4-02398)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 16 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 189 All'Interrogazione 4-02398
presentata da BELLOTTI Risposta. - In ordine alla interrogazione in esame, si precisa preliminarmente di condividere l'opinione dell'interrogante in merito al fatto che le dimensioni e la stabilità della presenza straniera impongono il problema dell'integrazione e del riconoscimento dei loro diritti tra gli impegni centrali del Governo. Per quanto riguarda, nello specifico, le condizioni di vita delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti, per le quali l'Italia è stata oggetto di rilievi e raccomandazioni da parte degli organismi delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa, si ritiene che la situazione in cui versano i campi nomadi sia di assoluto degrado e che sia intollerabile che tale problema non trovi una soluzione adeguata, tanto più che larga parte di coloro che sono chiamati nomadi, in Italia, sono in realtà, stanziali. È necessario, quindi, lavorare per il superamento dei «campi» al fine dell'inserimento in un tessuto abitativo «normale» dentro il territorio. È però evidente come il problema del nostro rapporto con i nomadi si deve affrontare alla radice, vale a dire a partire dall'abitudine a considerare come «altro» e pericoloso ciò che appare come diverso da noi. La situazione dei nomadi in Italia non è stata affrontata per molti anni, se non attraverso misure repressive e atteggiamenti discriminatori. Per quanto attiene al rafforzamento dei rapporti con gli enti territoriali si fa presente che, recentemente, il Ministero della solidarietà sociale ha attivato un tavolo informale, con i rappresentanti delle associazioni nomadi che operano nel nostro paese, quelli delle associazioni che si occupano di questo tema ed i rappresentanti delle regioni e degli enti locali, per studiare insieme la situazione e le forme di intervento. In tale sede di dialogo e confronto sono state discusse le questioni relative alle situazioni di marginalità abitativa, devianza e accesso ai servizi sociali. Tra le priorità sulle quali si deve intervenire si segnala prima di tutto quella relativa al disagio abitativo, senza alcun dubbio la questione emergente e centrale, che deve essere risolta in modo strutturale e non come è successo fino ad oggi con interventi estemporanei e spesso scoordinati. Intanto, si prevede di realizzare un intervento sperimentale per il superamento dei campi nomadi, anche con il ricorso alla «autocostruzione» per l'inserimento dei nomadi nel tessuto abitativo nazionale. L'altra questione decisiva è quella dell'inserimento scolastico. Su questo punto è stato avviato un percorso con il Ministero della pubblica istruzione per studiare le soluzioni migliori e avere prima di tutto il quadro esatto della situazione attuale in materia. Il Sottosegretario di Stato per la solidarietà sociale: Cristina De Luca.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.