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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02395 presentata da MEREU ANTONIO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 31/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02395 presentata da ANTONIO MEREU mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.101 MEREU. - Al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. - Per sapere - premesso che: il giorno 7 febbraio 2002 la società Alumix spa è stata citata in giudizio da 19 ricorrenti, ex-dipendenti della suddetta società, al fine di ottenere il loro diritto ad essere ammessi alla procedura di ricollocazione, presso le pubbliche amministrazioni, per i dipendenti delle società controllate dal soppresso EFIM, come previsto dall'articolo 10 comma 6 bis della legge del 27 dicembre 1994 n. 738; il Giudice del Tribunale Civile di Roma-Sezione Lavoro impegnava la società Alumix a comunicare i decreti attuativi di procedura di ricollocazione entro e non oltre il 10 marzo 2002 e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Funzione pubblica e alle pubbliche amministrazioni prescelte dai ricorrenti, i nominativi degli stessi e relativi curricula vitae entro e non oltre il 15 aprile 2002; alla data attuale nessuno dei ricorrenti ha ricevuto la suddette comunicazioni -: se sia a conoscenza dei fatti suesposti e quali misure urgenti intenda adottare per consentire ai soggetti interessati di ottenere il loro diritto ad essere ricollocati così come previsto dalla normativa vigente. (4-02395)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 29 novembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 252 All'Interrogazione 4-02395
presentata da MEREU Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si comunica l'esito degli accertamenti svolti nei confronti della Alumix SpA, da parte della Direzione provinciale del lavoro di Roma. La società, posseduta al 100 per cento dall'EFIM - Ente partecipazioni finanziamento industria manifatturiera in liquidazione coatta amministrativa dal 21 gennaio 1995, ha ceduto, come le altre società controllate dal gruppo, in data 20 marzo 1996 l'attività alla società Alcola a responsabilità limitata, la quale ha assunto, a seguito di tale operazione, complessivamente n. 2.701 lavoratori. Alcune decine di lavoratori ex dipendenti della Alumix hanno presentato negli anni successivi distinti ricorsi per ottenere l'annullamento delle dimissioni rassegnate al momento della cessione dell'azienda e per poter essere ammessi alla procedura di ricollocazione presso la pubblica amministrazione, come previsto dalla legge speciale 738 del 1994, all'articolo 10. Riguardo agli istanti indicati nell'interrogazione, si rappresenta che, in data 7 febbraio 2002, presso il Tribunale di Roma, n. 19 lavoratori hanno sottoscritto un verbale di conciliazione giudiziale convenendo con la società Alumix la rinuncia ai diritti azionati con il ricorso a fronte dell'impegno all'attivazione della procedura di ricollocamento. Nella stessa giornata presso il medesimo Tribunale altri n. 11 lavoratori ex Alumix hanno sottoscritto un uguale verbale di conciliazione giudiziale. A cura dell'ufficio addetto della Corte di Appello di Roma, in data 2 marzo 2002, è stato notificato a tutti i firmatari dell'accordo il verbale di conciliazione unitamente e contestualmente ai decreti attuativi delle procedure di ricollocazione. La società Alumix ha rispettato l'impegno espresso in sede di conciliazione provvedendo a trasmettere, in data 13 aprile 2002, le domande di riassunzione consegnate dai ricorrenti con i relativi curricula vitae, ai Ministeri e agli Enti prescelti dagli stessi lavoratori e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica. A gran parte delle domande sono seguite comunicazioni da ministeri ed enti circa l'indisponibilità all'assunzione. Si comunica, inoltre, che in occasione di medesime richieste inviate a maggio 2006 successive a conciliazioni stragiudiziali sottoscritte da ex dipendenti Alumix, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, con nota del 10 luglio 2006 indirizzata a ministeri, Enti e alla Alumix, ha comunicato di non ritenere valutabili le domande relative agli stessi lavoratori, il cui rapporto di lavoro è cessato negli anni 1995-1996, in quanto presentate oltre il termine, previsto dall'articolo 10 della legge 738 del 1994, di centoventi giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il Dipartimento predetto ha precisato, infatti, che negli accordi di conciliazione stragiudiziale sottoscritti, si rileva la rinuncia da parte dei ricorrenti a qualsiasi pretesa risarcitoria connessa alle dimissioni per le quali è stato chiesto l'annullamento e l'impegno per la società ad inoltrare entro 90 giorni dalla sottoscrizione dell'accordo le domande degli stessi con i relativi curricula vitae. In conclusione, secondo quanto espresso dal Dipartimento della funzione pubblica, le domande degli ex dipendenti Alumix, tenuto anche conto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 giugno 2006 sul controllo della finanza pubblica e del contenimento delle spese di personale, non possono essere oggetto di valutazione in assenza delle condizioni di legge per procedere alla riassunzione. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale: Rosa Rinaldi.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.