Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01218 presentata da LIVI BACCI MASSIMO (L'ULIVO) in data 31/01/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01218 presentata da MASSIMO LIVI BACCI mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.097 LIVI BACCI - Ai Ministri dell'interno e della solidarietà sociale - Premesso che: sono numerose le segnalazioni di cittadini italiani e stranieri riguardanti il grave malfunzionamento dello Sportello unico per l'immigrazione di piazza de Cristoforis, n. 3, a Roma; innanzitutto si denuncia l'assenza di qualsiasi tipo di organizzazione nel gestire l'ingente numero di persone che quotidianamente si accalca alla porta dello Sportello unico, con il risultato di una ressa caotica, trattenuta a stento dalle Forze dell'ordine che, in numero insufficiente, non riescono a garantire nessun tipo di controllo né, tanto meno, il rispetto di alcun ordine di entrata; ancora più grave è il notevole ritardo con cui vengono gestite le pratiche. In particolar modo per quanto riguarda le domande di ricongiungimento familiare, gli appuntamenti per la consegna della documentazione necessaria per ottenere il nulla osta vengono fissati alcuni mesi dopo l'invio della domanda allo Sportello unico. Una volta consegnata la documentazione, trascorre in media più un anno prima di ricevere il nulla osta, nonostante sul modulo "S" (rilasciato dallo Sportello unico per l'immigrazione e consultabile sul sito del Ministero dell'interno) sia indicato un tempo massimo di 90 giorni ("Lo Sportello Unico per l'immigrazione rilascia, entro 90 giorni dalla ricezione, il nulla osta ovvero il provvedimento di diniego"); a quanto consta, a questi aspetti di disorganizzazione e di approssimazione si aggiunge una grave violazione delle regole. Ci sono state molte segnalazioni di persone che, presentatesi il giorno dell'appuntamento per consegnare la documentazione utile ai fini del nulla osta per il ricongiungimento familiare, non solo si sono trovate in un'assoluta situazione di caos e disordine, ma anche quando sono riuscite a raggiungere gli addetti alla ricezione, è stato loro intimato di lasciare in fretta tutta la documentazione senza che la stessa fosse minimamente esaminata; dopo aver consegnato la documentazione, alla richiesta di ricevere prova dell'avvenuta consegna, così come è stabilito dallo stesso modulo "S" ("Al medesimo richiedente verrà rilasciata una copia della domanda e degli atti su cui sarà apposto il timbro datario dell'ufficio e la sigla dell'addetto alla ricezione."), gli addetti alla ricezione hanno risposto che non veniva rilasciato nulla a conferma dell'avvenuta consegna: né copia della domanda e degli atti, né timbro datario dell'ufficio, né sigla dell'addetto alla ricezione, in palese violazione con quanto stabilito dallo stesso Sportello unico; ciò costituisce una grave lesione dei diritti di queste persone che, una volta uscite dallo Sportello unico per l'immigrazione, non hanno alcun modo di provare di aver consegnato la documentazione e, di conseguenza, nessuno strumento per far valere i loro diritti; le pratiche per il ricongiungimento familiare non sono gratuite: occorrono una marca da bollo di 14,62 euro da apporre sulla domanda iniziale (da inviare in duplice copia allo Sportello Unico), una marca da bollo di 14,62 euro per ottenere dall'Ufficio tecnico del Municipio competente il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa, più il costo dell'estratto di nascita del figlio minore, oggetto del ricongiungimento, che deve arrivare in originale dal Paese di origine, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e doveroso accertare come sia possibile che lo svolgimento di pratiche riguardanti una facoltà importante come il ricongiungimento familiare si svolgano in una tale situazione di disordine, approssimazione e violazione delle regole; quali iniziative urgenti di competenza intendano adottare al fine di garantire ai cittadini extracomunitari che si rivolgono allo Sportello unico per l'immigrazione di piazza de Cristoforis, n. 3, a Roma, condizioni di accoglienza più civili, il rispetto dei tempi previsti per il rilascio dei nulla osta e l'osservanza delle disposizioni stabilite, peraltro, dallo stesso Sportello unico. (4-01218)