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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01220 presentata da TIBALDI DINO (INSIEME CON L'UNIONE VERDI - COMUNISTI ITALIANI) in data 31/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01220 presentata da DINO TIBALDI mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.097 TIBALDI - Ai Ministri dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che: nella mattinata di martedì 30 gennaio 2007 si sono verificati gli ennesimi gravi ed ingiustificati disservizi sulla tratta ferroviaria, di circa 40 chilometri per 58 minuti di percorrenza, che collega Velletri a Roma (FR4), a causa del furto di rame avvenuto prima delle ore 5 nei pressi della stazione di Cecchina e che ha causato i primi ritardi di oltre un'ora; successivamente si è verificato il non funzionamento di molti dei 17 passaggi a livello presenti sulla medesima tratta, costringendo il treno a procedere "a vista" ad un'andatura estremamente lenta, e comunque in una situazione di mancanza di sicurezza poiché il treno attraversava gli incroci con i passaggi a livello aperti ed incustoditi; i treni si fermavano di continuo lungo tutta la linea in prossimità di stazioni, passaggi a livello o in aperta campagna; ingiustificata è stata l'assoluta mancanza di informazione ai viaggiatori, infatti fino alle ore 8,30 nelle stazioni di partenza non è stata data ai pendolari alcuna segnalazione ed informazione circa la presenza dei guasti e la possibilità che si sarebbero potuti verificare ingenti ritardi; dalle ore 5 la dirigenza di Trenitalia e Rfi era a conoscenza della natura e della gravità del gusto ma non ha provveduto in alcun modo per informare i viaggiatori ed approntare servizi sostitutivi; il risultato di tutto ciò è stato che migliaia di pendolari che viaggiavano sui treni in partenza da Velletri, dalle ore 5 in poi, sono arrivati a Roma Termini con oltre un'ora di ritardo; la circolazione è tornata alla normalità solo dopo le 16,30 dello stesso giorno; considerato che, nonostante la professionalità e disponibilità di macchinisti e capitreno, questa linea, come molte altre tratte pendolari di tutta Italia, soffre di gravissime carenze, quali ritardi cronici, carrozze sporche, mancanza di informazioni ed assistenza, e costringe gli utenti a viaggiare in condizioni ben lontane dai livelli auspicabili in un paese civile, si chiede di sapere: se non si ritenga necessario accertare le responsabilità sulla mancata informazione ai viaggiatori in tempo utile da parte della dirigenza di Rfi e Trenitalia; quali siano le ragioni per le quali non siano stati approntati autobus sostitutivi, vista la gravità del guasto e la consapevolezza che non si sarebbe risolto in tempi brevi, in costanza della partenza dei treni in orari successivi al primo accadimento; quali iniziative di competenza si intendano porre in essere per evitare nel futuro prossimo disagi e disservizi che recano un così grave danno ad una categoria di utenti costretta a viaggiare in condizioni di grande difficoltà; se, più in generale, non si ritenga di dover intervenire, attraverso adeguati strumenti, sulla dirigenza delle ferrovie per attivarla ai fini di un riassetto complessivo e più moderno della rete, dei materiali e dei servizi rivolti al trasporto pendolare, assicurando così un vero servizio pubblico, celere, efficiente e, almeno, dignitoso. (4-01220)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.