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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02384 presentata da PIRO FRANCESCO (L' ULIVO) in data 31/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02384 presentata da FRANCESCO PIRO mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.101 PIRO. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: la legge finanziaria 2007, al comma 519, prevedendo la stabilizzazione del personale non di ruolo e non dirigenziale presso le pubbliche amministrazioni, contempla i seguenti requisiti per poter presentare istanza: essere già in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi; aver stipulato un contratto anteriormente alla data del 29 settembre 2006; essere stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame; la suddetta norma oltre all'immediata stabilizzazione del personale precario che si trovi nelle condizioni innanzi indicate, dispone esplicitamente che le amministrazioni interessate - prioritariamente Forze armate, Arma dei Carabinieri, corpo della Guardia di Finanza e degli ufficiali in ferma prefissata (U.F.P.) - nelle more delle procedure di stabilizzazione, siano autorizzate a continuare ad avvalersi di personale a tempo determinato, in servizio al 31 dicembre 2006; dall'esame del complesso delle anzidette disposizioni si desume che coloro che hanno svolto un rapporto di lavoro a tempo determinato, in particolare gli U.F.P. Carabinieri, per meno di tre anni ma prossimi a tale durata (per ben 30 mesi) non rientrino nella possibilità di stabilizzazione prevista, solo in quanto congedati prima dell'entrata in vigore della norma citata e nonostante siano in possesso dell'esperienza necessaria per essere considerati militari professionisti; diversamente, coloro che risultino essere in servizio il 31 dicembre 2006 - paradossalmente anche coloro entrati da un solo giorno - avranno la speranza di vedere stabilizzato in futuro il proprio rapporto di lavoro; il requisito di «almeno 36 mesi», di cui al comma 519 della legge finanziaria 2007, esclude dalla stabilizzazione molti degli U.F.P. dell'Arma dei Carabinieri, giovani ufficiali reclutati tramite concorso pubblico ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e congedati per fine ferma di trenta mesi; per questi ultimi, la conferma di vedere frustrata l'attesa di una trasformazione progressiva della propria posizione in una professione, anche dopo una lunga esperienza militare, segue, peraltro, alla mancata possibilità di essere ammessi ad una ulteriore ferma annuale - sulla base di una diversa e successiva interpretazione da parte del Ministero della difesa circa la necessità di un ulteriore concorso; tali previsioni e circostanze rischiano, secondo l'interrogante, di produrre un trattamento discriminatorio tra coloro che, a pari titolo, differiscono, ai fini della stabilizzazione del rapporto di impiego, solo per un'esigua previsione temporale (sei mesi) al momento dell'entrata in vigore della norma in esame -: se e quali iniziative ritenga di dover assumere affinché sia estesa la possibilità di stabilizzazione per gli U.F.P. dell'Arma dei Carabinieri, i quali, pur avendo i titoli in esame, sono rimasti esclusi solo sulla base di esigue differenziazioni temporali. (4-02384)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.