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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00061 presentata da ALLEGRINI LAURA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 01/02/2007

Atto Senato Mozione 1-00061 presentata da LAURA ALLEGRINI giovedì 1 febbraio 2007 nella seduta n.099 ALLEGRINI, ALBERTI CASELLATI, BIANCONI, BONFRISCO, BURANI PROCACCINI, COLLI, MONACELLI, REBUZZI, THALER AUSSERHOFER - Il Senato, premesso che: l'attenzione alla figura della donna nella società è un tema che, anche negli ultimi anni, ha riacceso in vari settori della vita pubblica italiana un dibattito aperto sulle molte questioni ancora irrisolte; nel messaggio alla Nazione (15 maggio 2006), il Presidente della Repubblica, tra i vari temi affrontati, ha focalizzato l'attenzione sul ruolo della donna nella società, sulle "energie femminili (...) non valorizzate né nel lavoro, né nella vita pubblica", invitando ad un cambiamento radicale; in una delle ultime riunioni del Consiglio dei ministri del precedente Governo (n. 52 del 6 aprile 2006), il tema della parità è stato riproposto con forza dal Ministro uscente per le pari opportunità; dal recente Libro bianco sul tema "Donne e media in Europa", promosso dal Censis insieme all'Unione europea e alle fondazioni "Adkins Chiti" e "Risorsa Donna" nel 2006, emerge un quadro sconfortante: la ricerca proclama il Paese (al pari con la Grecia) il meno interessato al tema dei diritti della donna e delle pari opportunità; nonostante le donne abbiano raggiunto ruoli di livello in ambito professionale, sociale e di crescita culturale, il loro ruolo e quello della rappresentazione della loro immagine nei mass-media costituisce, nell'ambito radiotelevisivo italiano, ancora un punto critico sul quale sono necessarie più profonde riflessioni in direzione di una radicale riqualificazione; tutto ciò è stato ampiamente studiato e dimostrato nella tesi dal titolo "Donne e servizio pubblico radiotelevisivo: lungo cammino verso l'autorevolezza" (anno accademico 2005-2006), conclusiva del master in "Donna, cultura e società" svoltosi presso l'Università Europea di Roma - Istituto di Studi Superiori sulla donna; già nel 1985, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla condizione femminile svoltasi a Nairobi aveva inserito nell'elenco delle 12 aree tematiche critiche su cui intervenire, anche il rapporto tra donne e media ; da un confronto tra i temi relativi ai ruoli dell'uomo e della donna, emergono, in modo sempre più marcato, le differenze nei settori giornalistico, cinematografico e televisivo (quest'ultimo considerato come il mezzo di comunicazione di massa con la maggiore pervasività e incidenza), dove i modelli femminili trasmessi, spesso, non corrispondono ai percorsi verso la "parità dei rapporti" e la "rappresentazione delle peculiarità della differenza di genere"; spesso il profilo contenutistico dei programmi televisivi trascura l'enorme contributo artistico, culturale, scientifico, politico e sociale che le donne hanno dato nel corso dei secoli; giova qui ricordare gli impegni assunti in passato, relativamente al ruolo della donna nei media , come la circolare DG/5312 del 18 settembre 1997, con la quale la Direzione generale della RAI invitava tutte le strutture aziendali a recepire un atto d'indirizzo della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza di servizi radiotelevisivi "Donne e trasmissioni televisive", che richiedeva alla RAI di individuare ed attuare tutte le iniziative per promuovere, al proprio interno, l'acquisizione di poteri e responsabilità da parte delle donne, nonché quelle volte a integrare il punto di vista della differenza di genere in tutte le politiche di governo dell'azienda, con particolare riferimento agli sviluppi tecnologici in atto e alle nuove offerte di canali tematici e prodotti audiovisivi; la Commissione di vigilanza auspicava anche che la RAI si servisse di una struttura tecnica di garanzia per la valutazione della rispondenza delle trasmissioni ai criteri del suddetto atto di indirizzo; considerato che: come già evidenziato nell'atto di indirizzo formulato dalla Commissione bicamerale per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nella seduta del 30 luglio 1997, "l'affermazione dell'identità e della soggettività femminile che si è andata realizzando nella nostra società costituisce un valore prezioso per tutti, uomini e donne, nonché un fattore di sviluppo democratico e di crescita individuale"; in quella circostanza fu ribadito che è compito di una moderna società democratica individuare gli strumenti per contribuire a costruire un nuovo patto sociale, in cui uomini e donne, rispondendo ai principi della pari dignità e delle pari opportunità, possano vicendevolmente arricchirsi delle loro differenze; eventuali espressioni di discriminazione in base alla differenza di sesso e di genere risultano particolarmente gravi quando si manifestano all'interno del sistema dei media , considerato il loro ruolo decisivo nel processo di costruzione e diffusione dei modelli di vita e comportamenti individuali e collettivi e che, in tale processo, al servizio pubblico sono affidate più penetranti responsabilità; la massiccia presenza delle donne nei settori della politica diffusa (associazionismo, volontariato, organizzazioni non governative, luoghi di lavoro eccetera) esprime un rinnovato desiderio e capacità delle donne di essere protagoniste a tutti gli effetti della vita pubblica, che non trovano tuttavia un'adeguata corrispondenza nei luoghi della politica istituzionale; la partecipazione attiva delle donne alla vita politica, istituzionale e non, rappresenta un obiettivo da perseguire da parte del Governo e del Parlamento, dal momento che la presenza delle donne a tutti i livelli favorisce il processo di arricchimento e democratizzazione della vita del Paese; come evidenziato nel citato atto d'indirizzo, è estremamente importante che tale obiettivo venga perseguito dal sistema dei media , come strumento principale di conoscenza e formazione dell'individuo e della società; nella passata legislatura, nel corso dell'esame del disegno di legge sul riassetto del sistema radiotelevisivo, il Governo aveva accolto alcuni ordini del giorno (Camera dei deputati, Assemblea, seduta n. 291 del 2 aprile 2003) volti proprio alla riqualificazione del ruolo femminile e all'inserimento nel sistema radiotelevisivo pubblico di una specifica struttura che produca programmi trasmessi trasversalmente su tutte le reti, nel rispetto delle pari opportunità; nonostante l'impegno profuso negli ultimi dieci anni, sembra ancora lontana la parità tra uomini e donne sul lavoro e l'obiettivo fissato dalla Strategia di Lisbona di raggiungere, entro il 2010, il 60% di donne occupate è ancora un miraggio nella maggior parte dei paesi della UE; la Commissione europea ha proclamato il 2007 "Anno europeo per le pari opportunità", proprio al fine di sottolineare l'impegno per l'uguaglianza nella UE e dare nuovo impulso alle azioni dirette a garantire la piena applicazione della legislazione comunitaria antidiscriminazione, che finora ha incontrato troppi ostacoli e ritardi, impegna il Governo: ad assumere iniziative rivolte ad una corretta rappresentazione dell'immagine della donna e a valorizzare nello spirito della modifica dell'articolo 51 della Costituzione il contributo della donna in tutti gli ambiti della società; a diffondere e divulgare il contributo femminile in campo culturale, artistico, scientifico e politico anche mediante la ricerca storica sulla presenza delle donne in questi ambiti e delle attività da loro svolte; ad adottare ogni iniziativa, in special modo normativa, affinché nel sistema radiotelevisivo pubblico sia presente una struttura dedicata che produca programmi, trasmessi trasversalmente su tutte le reti, che creino nei palinsesti e nella programmazione una presenza stabile e certa di queste tematiche sempre nel rispetto del principio delle pari opportunità; a creare una testata giornalistica, televisiva e radiofonica e uno spazio web che diffondano notizie sui temi in oggetto; a potenziare i progetti esistenti per le pari opportunità con particolare riferimento alla verifica degli obiettivi qui enunciati. (1-00061)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.

venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.