Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02412 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 01/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02412 presentata da MARCO LION giovedì 1 febbraio 2007 nella seduta n.102 LION. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: la spesa sanitaria che lo Stato e le Regioni, sostengono per la salute dei cittadini costituisce in senso indiretto, il giusto prezzo da pagare sotto forma di imposte alle quali tutti gli italiani concorrono nell'interesse collettivo; il costo della Sanità in generale e dei farmaci in particolare, costituiscono tuttavia, un onere rilevante a cui lo Stato fa fronte rimborsando alle farmacie il corrispettivo di spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale; per alleggerire l'impegno finanziario dello Stato, sono stati immessi sul mercato i cosiddetti farmaci generici in luogo di certe costose specialità di pari efficacia; rimedio che non sembra però, aver migliorato sostanzialmente le cose circa la spesa farmaceutica che in modo apparentemente inspiegabile si è invece, incrementata; oltre questo, per arginare il trend di crescita dei costi, sono state imposte dal Governo riduzioni di prezzo, come anche il recente provvedimento che dal 1 o ottobre 2006 prevede un ulteriore abbattimento di circa il 5 per cento del prezzo di listino dei farmaci rimborsabili dal S.S.N; la causa del progressivo aggravio di spesa farmaceutica che secondo certe fonti medianiche (ott. 2006), sarebbe imputabile 20 per cento di ricette false a carico del Servizio Sanitario, è, a giudizio dell'interrogante, un'informazione fuorviante, in quanto gli enti di controllo hanno l'obbligo di segnalare tempestivamente agli uffici preposti i dettagli di questi stessi dati, per il recupero e per le relative sanzioni (dissuasive) a carico dei responsabili; è riuscito, invece a passare finora sotto silenzio un aspetto meritevole di attenzione su cause dell'aggravio, di spesa a carico soprattutto della P.A da parte di alcuni titolari di farmacia che sembra si organizzino con medici della mutua in gestioni private comuni, intese ad imbrigliare l'utenza in un ciclo chiuso medico-farmacia; risulterebbe che un numero sempre crescente di farmacisti titolari allestisca infatti, a proprie spese nelle immediate vicinanze della farmacia una struttura immobiliare contenente uno studio medico, quasi sempre un poliambulatorio, che viene dato in comodato ad alcuni medici del Servizio Sanitario Nazionale o quanto meno, a prezzi stracciati mentre il costo dei locali nello stesso quartiere è alle stelle; ad avviso dell'interrogante l'evidente con cambio che il farmacista potrebbe conseguire dai medici del poliambulatorio potrebbe essere la generosa prescrizione dei farmaci disponibili nella Farmacia adiacente che potrebbero essere prescritti dai medici del centro anche a quei pazienti per i quali la tipologia di farmaci è appena compatibile con i loro malanni, con il rischio che i farmaci prescritti non risolvano i loro problemi ma ne creino altri; potrebbe, cioè, verificarsi la possibilità di insorgenza delle così dette malattie «iatrogene» (a causa degli effetti secondari dei farmaci) alle quali in Italia è imputabile circa il 20 per cento dei decessi della popolazione; in caso si accertasse la veridicità di tale fenomeno avremmo seri danni anche per lo Stato e le Amministrazioni Regionali che, dovrebbero rimborsare alle farmacie i farmaci mutuati con questi presupposti; le farmacie sono distribuite sul territorio secondo «Pianta Organica» e in funzione demografica della zona e del bacino di utenza sanitaria poiché il consumo dei farmaci è concepito per lo stato di necessità e non per opzione consumistica dell'utenza; è fuori dallo spirito della stessa legge che un farmacista titolare crei una maliziosa concorrenza alle farmacie limitrofe con artificiose prescrizioni mediche; in ambito pubblico come nel caso di specie, si deve considerare a priori negativamente l'astratto interesse delle parti ad accordarsi tra di loro a danno del terzo qualora sussista la teorica possibilità di un pactum sceleris che avvantaggi le stesse parti nei confronti di un altro soggetto; nel diritto pubblico del nostro ordinamento la sola esistenza di questa possibilità, è di per se sufficiente a costituire una base propedeutica di illegittimità formale. Sussistono, tra l'altro, anche precise indicazioni dell'Auditing internazionale (AIIA) affinché la possibilità di un accordo di questo genere venga sempre impedita; la riunione di due presidii sanitari, quali la farmacia e il poliambulatorio in una struttura concentrata ed esercitante in contemporanea le relative attività, rende in genere, un servizio utile ai cittadini, facendo loro risparmiare tempo, sia nella ricerca del medico disponibile che nell'acquisto dei farmaci; nel caso di un poliambulatorio farmacia pubblico (ad es ASL con farmacia) la P.A. non avrebbe, infatti, motivo di prescrivere maggiori e più costosi farmaci quando la stessa, alla stregua di un giroconto, fosse costretta a pagarli; l'interesse esiste, invece, con farmacie-poliambulatori quando questi sono privati, quando, cioè, è lo Stato che sovvenziona la spesa farmaceutica e tanto più i pazienti spendono tanto più le farmacie beneficiano; i Servizi ispettivi delle ASL che dovrebbero controllare arche casi del genere, si limitano ad osservare che la porta della farmacia non sia accessibile dall'interno dello studio medico, poiché solo in tal caso, a loro avviso, la commistione tra l'attività medica e farmaceutica sarebbe vietata; ad avviso dell'interrogante, l'incremento progressivo nazionale del consumo dei farmaci, dovrebbe spingere il Governo a maggiori controlli su fenomeni emergenti o consolidati come quelli riportati -: se non sia il caso di adottare iniziative normative volte a prevedere incompatibilità imprenditoriale dell'attività sanitaria e farmaceutica così come concepita, impedendone l'esercizio; se non intenda approfondire le questioni riportate in premessa e attivarsi affinché si verifichi se siano in atto fenomeni di accordi dissimulati tra operatori medici e farmacisti. (4-02412)