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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02453 presentata da PELINO PAOLA (FORZA ITALIA) in data 05/02/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02453 presentata da PAOLA PELINO lunedì 5 febbraio 2007 nella seduta n.103 PELINO. - Al Ministro per le politiche per la famiglia. - Per sapere - premesso che: per effetto della legge n. 149 del 28 marzo 2001, che ha modificato la precedente legge n. 184 del 1983, lo scorso 31 dicembre sono stati chiusi gli orfanotrofi e gli istituti per minori trasformandoli in case famiglia; la nuova disciplina giustamente stabilisce, in via preliminare, il diritto fondamentale del minore a crescere e ad essere educato nell'ambito della propria famiglia di origine e quindi le eventuali condizioni di indigenza dei genitori non possono ostacolare il diritto del minore a crescere nel nucleo familiare di appartenenza; la conseguenza è che lo Stato, le Regioni e gli Enti locali devono provvedere con mirati interventi di sostegno a prevenire situazioni di bisogno e quindi di eventuale abbandono; solo se la famiglia, nonostante tutti gli interventi adempiuti come prevede la legge, non è in grado di crescere ed educare il minore si può procedere per l'affidamento familiare o per l'inserimento in una comunità di tipo familiare o per l'adozione; in merito non risulta ci sia stata un'adeguata informazione con particolare riferimento agli interventi in aiuto alle famiglie disagiate; i minori sono la fondamentale ricchezza di ogni nazione e una provvidenziale risorsa che deve essere favorita nelle condizioni di crescita nell'ambito familiare e altamente tutelata per un ottimale sviluppo del Paese -: se sia già disponibile un elenco aggiornato degli istituti esistenti sul territorio nazionale che, di fatto, hanno effettuato la dovuta trasformazione; se sia noto, a seguito dell'applicazione della legge, il numero dei minori dati in affido, accolti nelle comunità, nella casa famiglia e dove sono localizzate; se sia già stato effettuato o sia in atto un censimento a livello nazionale o regionale circa il numero dei minori necessitanti di sistemazione alternativa alla famiglia di origine; se sia stata resa operativa una banca dati a livello nazionale che possa indicare con esattezza il numero dei minori tenuti fuori della loro famiglia di origine e dove essi vivono; se nell'attuale Finanziaria sia stato previsto un impegno di spesa per un qualsiasi tipo di aiuto economico alle famiglie bisognose altrimenti impossibilitate a crescere i propri figli. (4-02453)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 16 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 189 All'Interrogazione 4-02453
presentata da PELINO Risposta. - In relazione all'atto in esame, entrando subito nel merito della questione, si fa presente che il percorso di chiusura degli istituti è stato completato entro la fine del 2006 in quasi tutte le Regioni d'Italia. Sul piano strettamente numerico, quindi, è stato sostanzialmente realizzato il percorso previsto dalla legge n. 149 del 2001. Per tentare di seguire la fase successiva, e cioè evitare che la chiusura formale degli istituti non corrisponda ad una realtà di modifica della situazione per gli adolescenti, presso questo Ministero si sono svolti diversi incontri con le Regioni. In particolare, il 28 marzo 2007 si è svolta una riunione di coordinamento con il preciso obiettivo di fissare alcuni indicatori per il monitoraggio della situazione. Nello specifico, con i rappresentanti delle Regioni si è proposto e condiviso, per verificare puntualmente la situazione, un set di indicatori riguardante la tipologia dei servizi, a seconda che siano comunità di tipo familiare con coppia residente, strutture socio-educative e di pronta accoglienza, gruppi appartamento e di accompagnamento all'autonomia, oppure comunità madri con bambino; inoltre sarà rilevata l'età dei bambini, secondo sei classi di appartenenza (0-2, 3-5, 6-10, 11-14, 15-17, 18-21); il genere e la provenienza (Regione o fuori Regione) ed, infine tra i minori stranieri l'individuazione dei bambini non accompagnati. I dati relativi al suddetto monitoraggio verranno consegnati al Ministero, in forma provvisoria, entro 6-8 mesi dopo la rilevazione e, al riguardo, si fa presente che le Regioni si sono impegnate a prendere in considerazione anche un altro indicatore, proposto dal Ministero, relativo agli affidamenti, in ordine al numero dei minori in affidamento con l'indicazione della cittadinanza straniera, se minori stranieri non accompagnati, il sesso e la classe di età. Si segnala, ad ogni modo, che il compito di vigilanza sulle strutture è affidato alle Regioni e alla Procura presso i Tribunali per i Minorenni e questo Ministero, per il monitoraggio dei minori fuori della famiglia d'origine, si avvale delle informazioni ufficialmente trasmesse dalle Regioni. Infine, al fine di predisporre la seconda relazione sullo stato di attuazione della legge 149/01, è stato attivato il tavolo di coordinamento tra Ministero della solidarietà sociale, il Ministero della giustizia e le Regioni. Nella relazione saranno approfonditi i temi sul sistema integrato dell'accoglienza (Focus con 3 o 4 regioni), sulla cronicizzazione dell'accoglienza, sull'uscita dal sistema dell'accoglienza, sui requisiti minimi del sistema integrato dell'accoglienza e sulle linee guida sull'affidamento familiare. Da ultimo, si fa presente che è allo studio una campagna di sensibilizzazione sull'affidamento familiare, istituto alternativo al collocamento in strutture di accoglienza dei bambini e degli adolescenti privi temporaneamente di un ambiente familiare idoneo per il loro sviluppo psico-fisico. La campagna punterà contemporaneamente alla formazione degli operatori del settore - attraverso attività di tipo seminariali e convegnisti che - alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica - con il lancio di una campagna spot sulle reti RAI - e al monitoraggio costante dell'attuazione dell'istituto sul territorio nazionale. Nel predisporre le azioni positive di rilancio dell'affidamento familiare verranno tenute in considerazione soprattutto: la promozione di politiche di prevenzione del disagio familiare da cui deriva l'allontanamento dei bambino dai genitori familiari, ancora troppo spesso legato a motivazioni in qualche modo riconducibili a situazioni di disagio economico (33 per cento dei casi); la promozione e il sostegno dell'affido e del volontariato sia delle famiglie sia delle persone singole disponibili a prendersi cura di minori al di là dei vincoli parentali; la qualificazione del personale che opera nelle strutture preposte all'accoglimento di bambini vittime di esperienze traumatiche familiari nello spirito della legge 149 del 2001 che ha previsto la chiusura degli istituti; il favorire la creazione, a livello locale, di strutture di accoglienza a carattere familiare capaci di rispondere in modo flessibile alle situazioni sempre più diversificate di disagio familiare; il potenziamento degli interventi di sostegno e delle risorse da destinare alle misure integrative per le famiglie affidatarie che da sole rischiano di non reggere un impegno così coinvolgente; nonché investire sui servizi sociali, che troppo spesso soffrono di un rapido turn-over del personale e di un'organizzazione carente focalizzando il loro intervento sul sostegno alla famiglia d'origine incoraggiando i genitori affidatari a costruire reti informali per sostenersi a vicenda. Il Sottosegretario di Stato per la solidarietà sociale: Cecilia Donaggio.



 
Cronologia
venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.

giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.