Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02457 presentata da ASCIERTO FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 05/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02457 presentata da FILIPPO ASCIERTO lunedì 5 febbraio 2007 nella seduta n.103 ASCIERTO e MENIA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: la Caserma «Vittorio Emanuele III» costituisce un sito militare «storico» ed è sede del I Reggimento «San Giusto»; la caserma è costituita da una struttura che si estende su di una superficie di circa 122 mila metri quadri, contenuta in un perimetro di circa 1.400 metri; essa è realizzata in stile architettonico austriaco, possiede al suo interno giardini e parchi con oltre 350 alberi secolari arricchiti da oltre 400 piante e arbusti autoctoni e rappresenta nel suo complesso una struttura unica in Italia; nella caserma, allo stato attuale delle 5 palazzine esistenti ne sono in uso 3, mentre le altre 2 sono in attesa di recupero (una delle due è già in fase di ultimazione, ma, a quanto risulta agli interroganti, i lavori sono stati bloccati per contenzioso con la ditta appaltatrice); attualmente la recettività è di 450 posti letto ed in particolare vi sono impiegati 90 tra ufficiali, sottufficiali e VSP, 200 militari del quadro permanente 250 VFP1 e 50 persone civili addette ai servizi di ristorazione, manutenzione e pulizia; il recupero delle altre 2 palazzine porterà la recettività della caserma e l'impiego del personale a circa 1.000 unità; la caserma recuperata come sopra indicato apporterebbe una consistente ricaduta economica sulla città in termini di indotto, un significante aumento dei posti dì lavoro per militari e civili ed un costante afflusso di turisti in occasione delle cerimonie di giuramento degli allievi per una città come Trieste che soffre storicamente di una pesante carenza di visitatori; presso il ministero della difesa esisterebbe un progetto che intende concentrare tutte le attività addestrative dell'esercito presso i centri formativi della regione Campania; se tale progetto si realizzasse, strutture come la caserma «Vittorio Emanuele III» vedrebbero una drastica riduzione delle attività con conseguente riduzione del personale, essendo la sua collocazione urbana inadatta ad ospitate reparti operativi ed il Reparto sarebbe avviato ad una rapida chiusura -: se il ministro interrogato voglia verificare la situazione ed evitare che una struttura storica per la nostra tradizione militare, di grande importanza sia per la Difesa che per la città che la ospita non venga abbandonata e destinata a chiusura certa. (4-02457)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 9 aprile 2008 nell'allegato B della seduta n. 278 All'Interrogazione 4-02457
presentata da ASCIERTO Risposta. - L'interrogazione in esame affronta la questione relativa alla soppressione del 1 o reggimento «San Giusto» in Trieste. Si fa notare, preliminarmente, che la problematica rientra nel più ampio quadro del processo di ristrutturazione e snellimento dell'organizzazione militare, caratterizzato da vari provvedimenti di soppressione, accorpamento e riorganizzazione delle strutture, avviato da alcuni anni e tuttora in divenire, in attuazione di una serie di atti normativi, tesi a meglio modulare le forze armate alle nuove esigenze, adeguandole, nel contempo, alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331. Tale processo è volto ad ottimizzare tutte le componenti delle forze armate, ossia quelle di vertice, dell'area operativa-logistica, dell'organizzazione territoriale e della formazione. In sostanza, si intende perseguire soluzioni tese ad ottenere un migliore rapporto costo/efficacia, attraverso la soppressione di strutture ormai non più funzionali, nonché la ridefinizione delle funzioni di comandi/enti ed il loro accorpamento, per quanto possibile, in chiave interforze e comunque di non sovrapponibilità funzionale e territoriale. L'obiettivo finale, in sintesi, è quello di calibrare uno strumento militare di ridotta entità, ma di più elevato profilo qualitativo in termini di capacità di proiezione, flessibilità e supporto logistico-amministrativo, ad un tempo pienamente integrabile ed interoperabile dal punto di vista interforze e multinazionale. Fatta questa opportuna premessa, si fa rilevare come l'intervenuta sospensione della leva (1 o gennaio 2005) in coincidenza della progressiva trasformazione dell'intero strumento militare su base volontaria, abbia reso sovradimensionata l'attuale organizzazione della componente addestrativa dell'Esercito italiano. Ciò trova ulteriore conferma nel programmato piano dei reclutamenti dei volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1), che individua una graduale riduzione degli arruolamenti da 16.000 unità per il 2007 a 4.000 unità nel 2020. Pertanto, la normativa vigente in materia di riforma strutturale delle forze armate (decreto legislativo 15 dicembre 2005 n. 253) ha previsto, per l'Esercito, la riduzione degli attuali enti addestrativi, da 10 a 3 e, contestualmente, la soppressione o riconfigurazione dei 7 restanti. Nell'ottica del riordino della suddetta componente addestrativa dell'Esercito, hanno inciso, ulteriormente e significativamente, la riduzione degli stanziamenti sul bilancio della difesa operata nella precedente legislatura, nonché il taglio delle risorse stanziate per la trasformazione delle forze armate su base volontaria di cui alla «legge finanziaria 2007». Ciò, infatti, ha indotto l'Esercito a procedere al ridimensionamento delle unità addestrative non più necessarie, così come contemplato dalla predetta norma, individuando gli specifici provvedimenti, fra i quali rientra quello di soppressione del 1 o reggimento «San Giusto». In tale contesto, comunque, sono stati opportunamente valutati tutti gli aspetti di carattere sociale, economico ed infrastrutturale, nonché quelli connessi alla presenza militare e civile nell'area interessata in un contesto armonico riferito all'intero territorio del Paese. Il Ministro della difesa: Arturo Mario Luigi Parisi.