Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02463 presentata da GALANTE SEVERINO (COMUNISTI ITALIANI) in data 05/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02463 presentata da SEVERINO GALANTE lunedì 5 febbraio 2007 nella seduta n.103 GALANTE. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: da notizie di stampa si apprende che in data 4 febbraio 2007, presso il quartier generale Isaf a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando» che passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill; la decisione sembra essere stata presa dallo stesso Presidente degli Stati Uniti, il quale ha «nominato» il Generale Dan McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato; secondo quanto dichiarato dal portavoce dell'Isaf, il maggiore Luke Knittig, «tale decisione permetterà di unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato»; la fusione del comando di Enduring Freedom e del comando Isaf sotto un unico comandante statunitense configura di fatto l'assorbimento della missione Isaf da parte della missione Enduring Freedom ; il generale McNeill nel 2002-2003, era comandante della Combined Joint task Force 180, la forza dell'Operazione Enduring freedom in Afghanistan, della quale faceva parte la Task Force Nibbio, un contingente italiano di mille soldati costituito nel 2003 prima da alpini della Brigata Taurinense e quindi da parà della Folgore; risulterebbe che «in quel periodo, sotto il comando del generale McNeill, si verificarono nella base usa di Bagram, i casi di tortura venuti alla luce successivamente e dei quali due furono documentati: quelli dei prigionieri Habibullah e Dilawar, morti durante o subito dopo gli "interrogatori"»; lo stesso generale McNeill, dichiarò in un'intervista nel febbraio 2003 che quei casi erano attribuibili a non meglio precisate «morti naturali», specificando che Dilawar era morto per una occlusione alle arterie coronariche; in un'inchiesta condotta dal New York Times , datata 17 settembre 2004, si appurò invece che «i patologi militari avevano descritto entrambe le morti come omicidi causati da percosse»; con l'unificazione di tutte le forze direttamente nella catena di comando del Pentagono, di fatto anche il contingente italiano, in quanto inquadrato nell'Isaf, sarà assorbito da Enduring Freedom e sarà sotto il comando del suddetto generale statunitense; ciò conferma la tendenza che vede le forze italiane in Afghanistan sempre più inserite nella catena di comando e controllo del Pentagono e, di conseguenza, sottratte all'effettivo controllo del Parlamento e del Governo, legandole sempre più alla strategia militare condotta dall'attuale amministrazione statunitense in quell'area; e ciò, ad avviso dell'interrogante, si pone in contrasto con quanto affermato nella «Mozione in materia di missioni italiane all'estero», votata il 19 luglio 2006, nella quale si prendeva atto che «in territorio afgano l'Italia non è più in alcun modo impegnata militarmente nell'ambito della missione Enduring Freedom ; ciò contraddice, inoltre, la volontà manifestata dal Governo, anche in sede europea, di non limitare l'impegno in Afghanistan al solo aspetto militare ma anche ad affiancarlo con un maggiore impegno umanitario e per la «ricostruzione» di quel Paese -: se il Ministro possa confermare quanto sopra descritto; quali concrete ed immediate iniziative il Ministro intenda porre in essere al fine di applicare la volontà del Parlamentolialiano in merito al fatto che l'Italia non è, e non deve essere, in alcun modo impegnata militarmente nell'ambito della missione Enduring freedoomm quale che sia la «forma» attualmente assunta da tale missione con la «fusione» citata in premessa. (4-02463)