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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00381 presentata da MANZIONE ROBERTO (L'ULIVO) in data 06/02/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00381 presentata da ROBERTO MANZIONE martedì 6 febbraio 2007 nella seduta n.101 MANZIONE - Al Ministro per le politiche europee - Premesso che: nell'ambito della attuazione del progetto sul numero unico europeo di emergenza 112 (NUE), avente l'obiettivo principale di realizzare un sistema integrato, coordinato ed efficace di gestione delle risposte alle chiamate di emergenza e dei relativi interventi, fondato sulla sola numerazione 112 e valido su tutto il territorio dell'Unione Europea, il Parlamento Europeo, con la direttiva 2002/22/CE (direttiva "servizio universale") all'articolo 26, paragrafo 3, ha statuito che gli Stati membri "provvedono affinchè per ogni chiamata al numero unico di emergenza europeo, le imprese esercenti reti telefoniche mettano a disposizione delle autorità incaricate dei servizi di soccorso le informazioni relative alla ubicazione del chiamante"; al 24 luglio 2003, la richiamata direttiva fissava il termine per la adozione delle disposizioni necessarie a conformarsi alla stessa; con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2003, è stato istituito presso il Dipartimento per l' innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri, un gruppo di lavoro interministeriale che ha definito ed approvato sia lo studio di fattibilità del progetto sia il manuale operativo di gestione dei centri di risposta pubblici alle chiamate di emergenza; con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 agosto 2005, è stata costituita presso lo stesso Dipartimento la struttura di missione per l'implementazione del progetto de quo ; ambedue le suindicate strutture hanno rappresentato l'Italia in diversi tavoli sul tema presso la Commissione Europea, nonché firmato - a nome del Governo - un memorandum di intesa con il Commissario Reding per l'estensione del progetto al tema della sicurezza stradale; la sperimentazione del servizio in premessa, limitata alle province di Salerno, Palermo e Catanzaro, già in fase di avanzata attuazione, è stata inopinatamente sospesa; in ragione dei ritardi nell'attuazione del progetto, obbligatoria in virtù della normativa europea, la Commissione europea - che aveva dapprima assentito al progetto presentato a Bruxelles - ha dato inizio formalmente alla procedura di infrazione con atto di costituzione in mora, con il quale - tra l'altro - si invitava il Governo ad esprimere osservazioni in merito a quanto esposto; con missiva del 19 settembre 2006, la Presidenza del Consiglio dei ministri confermava la propria ferma intenzione di dare attuazione concreta al progetto, garantendo la continuazione della fase sperimentale, seppur limitata alla sola Provincia di Salerno, nonché l'avvio della relativa implementazione entro l'anno 2007; le "giustificazioni" e le garanzie di attuazione del progetto NUE rese alla Commissione europea non venivano ritenute soddisfacenti, tant'è che in data 18 ottobre 2006 la Commissione europea ha formalmente notificato il parere motivato di contestazione dell'infrazione n. 2006/2114, nel quale - tra l'altro - si afferma che l'Italia, evitando di realizzare un adeguato sistema di risposta alle chiamate di emergenza, è "venuta meno agli obblighi imposti dalla direttiva europea", parere preceduto da un atto di sindacato ispettivo datato 10 ottobre 2006 (interrogazione 3-00169) con il quale si rappresentava il grave pregiudizio per il nostro Paese connesso alla mancata attuazione del progetto in questione; il Governo, rappresentato dal Sottosegretario di stato per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, sen. Beatrice Magnolfi, nell'aula del Senato nella seduta del 23 gennaio 2007, nel rispondere alle interrogazioni 3-00169 e 3-00219 sullo stato di attuazione del progetto sul numero unico di emergenza, riferiva che - in ragione di non meglio precisate difficoltà organizzative e tecniche - lo stesso è stato profondamente modificato rispetto alla originaria impostazione, ritenendosi di non continuare la fase di sperimentazione, prevedendo - in luogo di un call center di primo livello - un unico numero di emergenza gestito dalle centrali operative già esistenti, smantellando così il gruppo di lavoro interministeriale, la cui costituzione era servita proprio a garantire la più agevole risoluzione delle problematiche nascenti nelle rispettive amministrazioni e connesse alla peculiarità e specificità del progetto; l'impegno comunitario, rispetto al quale l'Italia aveva assunto obblighi ben precisi, viene - quindi - disatteso, per di più con l' adozione di una soluzione diversa da quella che lo stesso Governo ha prospettato non molto tempo addietro all'Unione europea in sede di contestazione dell'infrazione, soluzione che risultava già finanziata e, in parte, utilizzata per la fase progettuale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle circostanze illustrate in premessa e se condivida tale scelta che penalizza l'Italia, al tempo stesso vanificando l'apprezzabile impegno profuso dal gruppo di lavoro interministeriale per dare fattiva attuazione al progetto, in aderenza alle direttive comunitarie. (3-00381)

 
Cronologia
venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.

giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.