Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02476 presentata da GRILLINI FRANCO (L' ULIVO) in data 06/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02476 presentata da FRANCO GRILLINI martedì 6 febbraio 2007 nella seduta n.104 GRILLINI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: il mensile Pride , nel gennaio 2007, ha pubblicato una inchiesta sul bullismo omofobo rilevando dati allarmanti: «Almeno il 40 per cento dei gay, secondo una ricerca condotta da "Stonewall" (un gruppo di militanti inglese) negli anni dell'adolescenza ha tentato, almeno una volta, il suicidio, perché vittima di bullismo»; una ricerca europea condotta in 37 Stati ha inoltre rivelato come il 51,2 per cento dei giovani omosessuali sotto i 26 anni abbia avuto esperienze di violenza verbale e fisica a scuola a causa del proprio orientamento sessuale (2006, ILGA Europe, IGLYO); i dati sono confermati dalle rare ricerche italiane sull'argomento: «L'ultima indagine, la più vasta mai condotta nel nostro Paese sul fenomeno "Bulli in ballo", promossa dalla regione Marche in collaborazione con il circolo Arcigay-Arcilesbica di Ancona, attesta che su 2.849 studenti delle superiori, le offese verbali o fisiche o discriminazioni hanno riguardato il 41 per cento degli omosessuali [...] l'allarme non risale a questi ultimi mesi, ma almeno al 2000, quando una ricerca dell'Università di Bologna, su 300 studenti omosessuali, rilevava che tre ragazzi gay e ragazze lesbiche su quattro avevano subito ingiurie o minacce verbali a scuola, e uno su tre era vittima di soprusi e maltrattamenti fisici»; il 14 febbraio sarà presentata presso il Parlamento europeo una dichiarazione sottoscritta da parlamentari che invita gli Stati membri «a combattere l'omofobia nelle scuole mediante campagne negli istituti scolastici e sui mezzi di informazione, con il sostegno dei necessari strumenti amministrativi e legislativi; [...] a diffondere le migliori prassi per la lotta contro il bullismo omofobo nelle scuole; [...] e a riconoscere le associazioni di giovani GLBT, a sostenerle e a promuoverne la partecipazione a un dialogo strutturato sul bullismo e la discriminazione»; alcuni fatti di cronaca degli ultimi tempi, che hanno riportato il problema del bullismo in genere agli onori delle cronache, riguardano espressamente il bullismo antigay; è il caso, tra i numerosi, riportato da La Stampa il 13 gennaio 2007: «Non ce la faceva più a sopportare gli insulti e gli scherzi e da alcuni giorni aveva un coltello in tasca. Ieri, al cambio dell'ora, quando l'insegnante è uscito dall'aula, un ragazzo di 17 anni ha ferito due compagni di scuola alle braccia e al volto. È accaduto in un istituto tecnico industriale di Castellaneta. L'ultimo scherzo l'avevano combinato attaccando in classe un cartello: "Sei gay "» e di altri casi; il protocollo di intesa interministeriale tra AGEDO, Associazione Nazionale di Genitori, Parenti e Amici di omosessuali, e Ministero dell'istruzione per «Prevenzione bullismo, disagio e suicidio adolescenziale e sostegno formativo alle figure educative all'interno della scuola», già firmato nel 2000 dal Ministero della pubblica istruzione, dal 2003 non è più stato rinnovato; da almeno 10 anni le associazioni omosessuali italiane promuovono attraverso progetti nazionali ed europei lo sviluppo di buone prassi in ambito educativo e per l'educazione dei giovani al rispetto delle differenze e alla prevenzione dei fenomeni di violenza verbale, fisica e psicologica sulla base dell'orientamento sessuale, l'identità e l'espressione di genere. In particolare, il corso «Educare al rispetto» prodotto da Arcigay risulta essere autorizzato dal Ministero dell'istruzione dal 2000 come corso di formazione rivolto agli insegnanti e al personale non docente delle scuole medie e superiori; esso è dedicato a trasmettere al personale scolastico competenze specifiche per la gestione di episodi e situazioni di bullismo in generale e conoscenze relative all'orientamento sessuale e l'identità di genere nello specifico; il corso quest'anno si terrà a Bologna, Faenza e Rimini, ma con difficoltà viene preso in considerazione nei piani di offerta formativa degli istituti superiori o dai centri servizi amministrativi (ex provveditorati) come buone prassi -: quali misure intenda attivare il Ministro interrogato per la prevenzione specifica del bullismo nelle scuole e del disagio degli adolescenti omosessuali; se il Ministro intenda coinvolgere le associazioni omosessuali nella stesura e nell'implementazione del piano ministeriale di prevenzione e lotta al bullismo; se il Ministro intenda promuovere la collaborazione tra il comitato nazionale scuola e legalità e le associazioni omosessuali nella prevenzione e lotta ai fenomeni di bullismo omofobico; se il Ministro intenda promuovere l'inclusione del bullismo omofobico nelle future campagne di prevenzione della violenza nelle scuole; se il Ministro intenda promuovere una ricerca nazionale sul bullismo omofobo e su altre forme di esclusione sociale dei giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender nelle scuole; se il Ministro intenda rinnovare il protocollo tra Ministero dell'istruzione e AGEDO inattivo dal 2003.(4-02476)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 10 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 201 All'Interrogazione 4-02476
presentata da GRILLINI Risposta. - La tematica cui si fa riferimento nell'atto di sindacato ispettivo si inserisce nel più ampio quadro delle tematiche sul rispetto delle differenze che sono al centro dell'attenzione del Ministero per la loro rilevanza nell'ambito scolastico, anche in considerazione della significativa presenza nelle classi di diversità di etnie, di sesso, di orientamento sessuale, di lingua e di religione. Su tali tematiche il Ministro Fioroni ha avuto occasione di riferire nel corso della seduta n. 165 dell'Assemblea della Camera del 6 giugno 2007 in risposta all'interrogazione n. 3-00947 della deputata Bellillo sulle iniziative per diffondere la cultura del rispetto nelle nuove generazioni. Come già fatto presente in quella sede, il termine «rispetto», in tutte le sue accezioni, è una delle parole chiave su cui si misura la funzionalità delle scuole e deve ispirare i progetti educativi e le offerte formative: rispetto di sé, rispetto degli altri e della dignità della persona umana, ma anche rispetto della legalità e delle regole, rispetto del disagio e della risposta da dare al disagio delle giovani generazioni e, quindi, capacità della scuola e degli adulti di trasmettere valori, anche attraverso la coerente testimonianza dei «maestri di vita» - nei fatti e nell'esistenza, oltre che con le parole - di ciò che può creare identità, appartenenza e condivisione di un progetto. Il termine «rispetto» deve infine riguardare anche il rapporto tra scuola e famiglia e, proprio in questa ultima accezione, esso deve essere inserito nel patto di corresponsabilità che la famiglia deve stringere con la scuola, a partire dal prossimo anno scolastico. In tale senso il Ministero si è orientato sia nella presentazione dei documenti di avvio del processo di revisione delle «Indicazioni nazionali» per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, sia nel documento su scuola e legalità come pure nelle linee guida contro il bullismo e la violenza nelle scuole. Questi sono gli intendimenti del Ministero. Quanto alle azioni già svolte, si ricorda che, in data 5 febbraio 2007, il Ministero ha emanato una serie di linee di indirizzo generali che, come già detto, prevedono azioni nazionali per il contrasto e la prevenzione del bullismo e dei fenomeni di bullismo e violenza all'interno delle scuole. Nell'ambito delle azioni previste dalle suddette linee di indirizzo è stato attivato, presso questo Ministero, un numero verde nazionale, per segnalare casi, rispondere alle richieste di informazione sul bullismo, avere consigli su come comportarsi e ricevere sostegno. Sono stati inoltre, istituiti degli Osservatori regionali permanenti, che oltre a monitorare il fenomeno del bullismo e a verificare le attività di contrasto svolte dalle scuole, avranno il compito di promuovere percorsi di educazione alla legalità, all'interno delle stesse istituzioni scolastiche nell'ambito delle attività curricolari ed extracurricolari. Per favorire la diffusione di una cultura della legalità e del rispetto delle diversità, è stato istituito un Comitato nazionale «Scuola e Legalità», che vede la partecipazione di otto Ministeri, dei vertici delle forze dell'ordine, rappresentanti della magistratura e degli enti locali con il compito di trasformare gli obiettivi strategici enunciati nelle «Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità (direttiva 16 ottobre 2006)» in un piano operativo capace di attivare la collaborazione interistituzionale e l'interazione con tutte le associazioni e le agenzie formative impegnate nella lotta all'illegalità. In data 9 maggio 2007 questo Ministero ha sottoscritto con gli altri otto Dicasteri interessati un protocollo d'intesa con il quale le stesse Amministrazioni s'impegnano a collaborare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, alla realizzazione delle iniziative volte a dare efficacia agli esiti dei lavori del suddetto Comitato nonché a porre le condizioni, anche di carattere economico-finanziario, per la piena attuazione delle iniziative previste. Le indicazioni fornite dalle commissioni in cui si è articolato il Comitato hanno permesso inoltre di predisporre le recenti linee guida emanate da questa Amministrazione in data 23 maggio 2007; inerenti al «Piano nazionale sull'educazione alla legalità» con il quale si intende coinvolgere tutte le scuole, tramite azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse. Il rispetto della diversità, quale quella di genere, è inoltre uno dei punti fondamentali del «Piano nazionale per il benessere dello studente», presentato il 18 aprile 2007 dal Ministro Fioroni, per promuovere azioni preventive del disagio fisico, psichico e sociale a scuola, tramite la collaborazione di questo Ministero con gli altri dicasteri competenti e con i diversi soggetti presenti sul territorio. Le azioni previste dal summenzionato Piano sono caratterizzate dalla consapevolezza che il benessere fisico è determinato non solo dall'assenza di patologie o di comportamenti a rischio, ma anche dall'autostima, dalla visione che l'individuo ha di sé e dalle relazioni sociali, soprattutto con i coetanei con i quali gli studenti condividono la maggior parte delle esperienze. In quest'ottica, quindi, assumono fondamentale importanza la qualità dei rapporti interpersonali, il clima scolastico e le diverse modalità con cui si vive la scuola. Nel quadro delle iniziative volte a contrastare i fenomeni segnalati nell'interrogazione, il Ministero intende inoltre firmare un protocollo d'intesa con tutte le associazioni nazionali dei genitori (compresa AGEDO), inerente il contrasto e la prevenzione dei fenomeni di bullismo, compresi quelli di natura omofobica, al fine di promuovere in collaborazione con tali associazioni percorsi culturali e formativi che contribuiscano alla diffusione del rispetto e della cultura delle differenze e delle diversità. Per quanto riguarda inoltre le iniziative promosse dal comune di Venezia in collaborazione con L'Osservatorio LGBT e l'Assessorato alle politiche giovanili, si è in attesa di ricevere il materiale di riferimento, per poter valutare e considerare i relativi progetti. Il Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione: Maria Letizia De Torre.