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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02479 presentata da ZACCHERA MARCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 06/02/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02479 presentata da MARCO ZACCHERA martedì 6 febbraio 2007 nella seduta n.104 ZACCHERA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: a pagina 23 del quotidiano Corriere della Sera dello scorso 1 o febbraio 2007 in un lungo articolo a firma del noto giornalista Magdi Allam viene illustrato come gli Imam delle moschee di Centocelle (Roma), Varese e Jenner di Milano abbiano risposto ad una coppia di coraggiosi giornalisti che - per realizzare un servizio per la trasmissione «Controcorrente» su Sky tg24 - si sono ad essi presentati sotto le mentite spoglie di «islamicamente corretti»; dall'articolo e dalla trasmissione si apprendono elementi gravi per la sicurezza pubblica, in evidente spregio per le leggi italiane e per la nostra stessa Costituzione e soprattutto uno sleale rapporto con le istituzioni e le altre religioni professate nel nostro paese, se non una vera e propria istigazione a violarne lo spirito e la norma; è grave a giudizio dell'interrogante che persone che godono di aiuti e riconoscimenti da parte dello Stato si esprimano in questi termini con persone ad esse sconosciute, lasciando immaginare che ancora più gravi possano essere discorsi ed atteggiamenti nei confronti di affiliati o correligionari ben noti agli stessi Imam -: quali iniziative intenda prendere il Ministro per una verifica di quanto venga trasmesso dai predetti Imam nelle proprie sedi religiose e quali provvedimenti di ordine pubblico si intendono prendere in presenza di reati o di pericolo di reati; se sia o meno in essere oggi un monitoraggio delle moschee italiane e soprattutto di quelle che più possano essere contigue a fenomeni di integralismo islamico, copertura o fiancheggiatura di elementi terroristici; quale sia il giudizio del Ministro sulle iniziative in essere con le Comunità islamiche per emarginare elementi pericolosi ed in particolar modo come venga giudicata la presenza delle rappresentanze di gruppi come l'UCOII in seno alla Consulta islamica con riferimento alla loro attività sul territorio. (4-02479)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 29 novembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 252 All'Interrogazione 4-02479
presentata da ZACCHERA Risposta. - I centri culturali islamici di Milano, viale Jenner e Varese, via Giusti, negli ultimi anni, nel corso di inchieste giudiziarie condotte sul terrorismo internazionale si sono più volte evidenziati come centri di aggregazione ad alto rischio ove gravitano stranieri di religione islamica le cui idee si attestano su posizioni estreme e radicali. L'Imam di viale Jenner è il cittadino egiziano Arman Ahmed el Hisiny Helmy, alias Abu Imad, regolarmente soggiornante nel nostro territorio, già coinvolto in passato in inchieste concernenti l'islamismo radicale, è attualmente imputato presso l'8 a sezione penale del tribunale di Milano per un'ipotesi di associazione per delinquere, ricettazione ed altro e presso la 2 a Corte d'Assise di Milano per un'ipotesi di associazione per delinquere semplice (articolo 416 codice penale), aggravata dalla finalità di terrorismo. Negli ultimi anni alcuni rappresentanti della comunità religiosa islamica milanese di viale Jenner, anche grazie alla pressione esercitata dagli organi investigativi e di intelligence sono stati arrestati, condannati e soprattutto, per coloro che sono stati ritenuti legati ad organizzazioni terroristiche internazionali è scattato il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Ad oggi, comunque, la comunità islamica che frequenta il centro milanese di viale Jenner è da ritenersi più conciliante e collaborativa, aperta al dialogo con le istituzioni. Il responsabile della cosiddetta moschea di Varese, sita in via Giusti, è il cittadino marocchino Khachia Brahim residente in Italia dal 1989, titolare della carta di soggiorno. Lo stesso non svolge a pieno titolo, ma solo in via saltuaria, le funzioni di Imam all'interno del luogo di culto varesino e peraltro non riscuote un ampio consenso tra i vertici della comunità stessa. Si soggiunge, inoltre, che da diversi anni è in atto da parte degli organi di polizia una mirata attività info-investigativa finalizzata a monitorare la presenza, specie nei luoghi di culto, di stranieri contigui a formazioni terroristiche internazionali. Nessuna delle comunità sopra menzionate gravita, comunque, nel circuito dell'UCOII (Uninione delle comunità e delle organizzazioni islamiche in Italia). Per quanto attiene infine l'attività svolta dalla comunità islamica presso la moschea «al Huda», ubicata a Roma in via dei Frassini, presieduta dal cittadino tunisino Mohamed Ben Mohamed, affiliata all'Ucoii, non risulta sino ad oggi che abbia posto in essere alcun atto di fanatismo o espressioni religiose di estremismo volte a condizionare la serena convivenza con i cittadini residenti. Vero è che questi ultimi hanno lamentato, più volte, alcuni disagi ma legati soltanto all'eccessivo afflusso di frequentatori nei locali della cosiddetta moschea, che peraltro ospita anche l'Associazione culturale islamica. Si precisa che recentemente, in relazione alla delicata situazione politica medio-orientale, sono stati opportunamente potenziati e intensificati mirati servizi di prevenzione volti ad assicurare il mantenimento dell'ordine pubblico e ad impedire eventuali atti o condotte che confliggano con le leggi del nostro paese. Come è ormai noto, alle misure di prevenzione e talvolta a quelle di natura repressiva, quando vengono accertati fatti legati ad azioni criminali o terroristiche, devono essere affiancate tutte le operazioni volte a facilitare e favorire l'integrazione degli immigrati di qualsiasi gruppo o comunità facciano parte. A tal proposito il Ministro Amato già dal mese di giugno dello scorso anno ha sostenuto l'idea di elaborare una «Carta dei valori, della cittadinanza e dell'integrazione», il cui obiettivo è quello di enunciare valori e principi validi a coloro che desiderano risiedere stabilmente in Italia, nel pieno rispetto delle regole e delle leggi. La «carta dei valori» redatta secondo i principi della Costituzione italiana e delle principali carte europee e internazionali dei diritti umani, si sofferma in modo particolare su quei problemi che si pongono all'attenzione delle società occidentali legati al tema dell'immigrazione e della cultura multietnica. Il decreto varato il 15 giugno 2007 si muove proprio in questa direzione, orienta infatti i criteri sui quali devono basarsi i rapporti tra le diverse comunità sempre e comunque nella prospettiva dell'integrazione e della coesione sociale. Ovviamente la «Carta dei valori» non ha potere vincolante o di atto normativo, ma è sicuramente uno strumento che può accompagnare il processo di integrazione e il percorso per la cittadinanza di molti immigrati di qualsiasi etnia o credo religioso che intendano integrarsi nella nostra comunità, nel rispetto delle regole del nostro paese, pur conservando le proprie radici culturali e religiose. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Marcella Lucidi.



 
Cronologia
venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.

giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.