Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01263 presentata da POLLEDRI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) in data 06/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01263 presentata da MASSIMO POLLEDRI martedì 6 febbraio 2007 nella seduta n.101 POLLEDRI, FRANCO Paolo - Ai Ministri della salute e dello sviluppo economico - Premesso che: con segnalazione/parere del 9 novembre 2006, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha auspicato un intervento legislativo volto ad introdurre nella normativa farmaceutica l'obbligo per il medico di prescrivere il principio attivo ovvero di indicare nella prescrizione la facoltà di acquistare un farmaco a più basso prezzo sostituibile a quello prescritto, trasferendo la scelta del farmaco, che attualmente ricade sul medico, al farmacista ed al consumatore finale; a detta dell'Autorità garante, tale misura risulterebbe assai efficace al fine di ridurre gli effetti del conflitto di interessi in medicina determinato dal finanziamento da parte delle imprese farmaceutiche delle spese di viaggio e di ospitalità in occasione di corsi, convegni, congressi e visite ai laboratori e ai centri di ricerca aziendali, e avrebbe anche il pregio di favorire la concorrenza fra farmaci, incentivando l'utilizzo dei farmaci generici o, in ogni caso, di quelli a più basso costo, facilitando nel contempo la riduzione della spesa farmaceutica; la proposta avanzata dal Garante, a giudizio di chi scrive, appare tuttavia per alcuni versi inutile e per altri dannosa; l'inutilità della proposta è legata, in primo luogo, all'evidenza che la proposta avanzata dall'Autorità garante si limiterebbe di fatto a spostare l'asse dell'ipotetico conflitto di interessi tra industrie farmaceutiche e farmacisti, anziché tra industrie farmaceutiche e medici; in secondo luogo, l'articolo 7 del decreto legge n. 347 del 2001, e successive modificazioni, stabilisce che "i medicinali, aventi uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosi unitarie uguali, sono rimborsati al farmacista dal Servizio sanitario nazionale fino alla concorrenza del prezzo più basso del prodotto disponibile nel normale ciclo distributivo regionale"; tale disposizione implica che, ad oggi, le specialità farmaceutiche sono rimborsate solo fino alla concorrenza del prezzo più basso (che può essere sia un generico che una specialità), sicché per il SSN non vi è alcun aggravio di spesa per la scelta dei medicinali cosiddetti "di marca" da parte dei consumatori; a questo rilievo si aggiunge la constatazione che, in Italia, il mercato dei medicinali fuori brevetto raggiunge già livelli significativi, pari al 13% della spesa (24,1% in volume totale) dei prodotti rimborsati dal SSN nel 2005, ponendosi così su livelli assolutamente assimilabili a quelli degli altri Paesi europei; in un'altra prospettiva, la proposta in esame appare per molti profili potenzialmente dannosa: in primo luogo, non vengono adeguatamente tutelate le esigenze assistenziali dei pazienti-consumatori, che potrebbero presentare specifiche intolleranze e controindicazioni per eccipienti contenuti nei diversi farmaci (pur contenenti il medesimo principio attivo), non essendo garantito l'intervento del medico di fiducia nella concreta scelta del medicinale da somministrare; in secondo luogo, la prescrivibilità del solo principio attivo non consente una corretta prosecuzione dell'attività di farmacovigilanza, che per la gestione delle segnalazioni degli effetti collaterali prevede che il medico notifichi la reazione avversa indicando la specialità medicinale, procedura questa che risulterebbe oggettivamente difficile, se non addirittura impossibile, in caso di prescrizione del solo principio attivo; infine, un ultimo profilo particolarmente critico della proposta dell'Autorità garante coincide con le relative implicazioni sulla tutela del marchio, che, come noto, rappresenta un valore per le imprese ai fini della differenziazione dell'unicità del prodotto e un elemento di riconoscimento del prodotto e di garanzia della qualità per i consumatori; a sua volta, il ridimensionamento del ruolo del marchio nella prescrizione farmaceutica rischia di penalizzare quelle aziende che continuano a fare ricerca finalizzata sia allo sviluppo di nuovi farmaci sia all'incremento delle conoscenze dei prodotti; va infatti ribadito che, negli ultimi anni, l'industria farmaceutica ha incrementato gli investimenti in ricerca e sviluppo del 10% annuo, acquistando nuovi spazi competitivi all'estero; l'interrogante chiede di sapere quali siano le considerazioni dei Ministri in indirizzo in merito alla segnalazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato citata in premessa, specificando se nella legislatura in corso vi sia l'intenzione politica di dare seguito a tale proposta attraverso la presentazione di una specifica iniziativa legislativa o di altro atto equivalente. (4-01263)