Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02483 presentata da BURGIO ALBERTO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 07/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02483 presentata da ALBERTO BURGIO mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.105 BURGIO e MIGLIORE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: risulta agli interroganti, anche sulla base di notizie riportate dagli organi di stampa, che il movimento Fiamma Tricolore ha annunciato di voler svolgere, per i1 10 febbraio 2007, una manifestazione di portata europea, che dovrebbe radunare rappresentanti e militanti delle organizzazioni più estreme della destra razzista, xenofoba, neo-nazista e neo-fascista; la manifestazione dovrebbe tenersi a Livorno, medaglia d'argento della Resistenza, città democratica ed antifascista, in cui un orientamento politico progressista largamente prevalente della popolazione si intreccia ad un analogo tessuto della società civile, dell'associazionismo e delle organizzazioni sociali; tale orientamento antifascista è stato ribadito nelle scorse settimane dalla cittadinanza, la quale ha espresso, in diverse forme, la totale contrarietà alla parata neo-fascista e neo-nazista della Fiamma Tricolore; l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, congiuntamente alle altre associazioni antifasciste presenti sul territorio livornese e all'intero arco delle forze politiche e sociali democratiche, ha stilato il 9 gennaio 2007 un documento in cui impegna i soggetti presenti a mobilitarsi per una efficiente campagna d'informazione e mobilitazione, diretta in primo luogo a sollecitare le istituzioni centrali, improntata alla richiesta che venga rispettato l'obbligo, contenuto sia nel dettato costituzionale sia nelle leggi ordinarie, d'impedire qualsiasi manifestazione di recrudescenza neo-fascista; nelle scorse settimane si sono verificate, in Toscana, diverse aggressioni a militanti politici della sinistra e a cittadini extracomunitari, nonché devastazioni di sedi di partito (da ultimo l'incendio della sede del Prc di Borgo San Lorenzo), imputabili verosimilmente a soggetti provenienti da ambienti xenofobi e neo-fascisti; la scelta della città di Livorno come sede del raduno, alla luce delle considerazioni svolte, pare configurarsi come una palese provocazione, un affronto alla storia ed al presente della città; a parere degli interpellanti vi è ragione di ritenere che concedere una qualsiasi sede nell'ambito del territorio cittadino e comunale di Livorno, oltre ad essere un atto di grave insensibilità rispetto alla volontà democraticamente espressa in svariate occasioni dalla cittadinanza, sarebbe una scelta molto grave ai fini dell'ordine pubblico e della governabilità della piazza -: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda in parola; se il Ministro, sulle base delle considerazioni svolte, non ritenga opportuno assumere a riguardo ulteriori informazioni; se il Ministro intenda esprimersi con nettezza in ordine all'inopportunità che l'estremismo di destra italiano ed europeo manifesti il 10 febbraio prossimo a Livorno.(4-02483)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 1 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 117 All'Interrogazione 4-02483
presentata da BURGIO Risposta. - È necessario premettere che la manifestazione annunciata dal Movimento Sociale - Fiamma Tricolore per il 10 febbraio 2007 a Livorno, in occasione della giornata nazionale di commemorazione della tragedia degli esuli di Istria e Dalmazia e delle vittime delle foibe, non avrà più luogo. Invero, il rappresentante provinciale del partito ha deciso di non promuovere alcuna iniziativa a ricordo dei drammatici eventi, né in luogo pubblico né in forma privata. L'annuncio della manifestazione, com'è noto, aveva suscitato forti contrarietà tra le forze politiche locali del centro sinistra e le associazioni partigiane. Lo stesso Sindaco di Livorno aveva comunicato che l'Amministrazione non avrebbe concesso piazze, strade o locali per la manifestazione. Più in generale, in ordine all'opportunità dello svolgimento di manifestazioni che, analogamente a quella segnalata dall'interrogante, sono organizzate da movimenti estremisti, si ricorda che l'ordinamento non prevede un generale potere di divieto delle riunioni che prescinda dai caratteri e dalle specifiche modalità di tempo e di luogo di ciascuna iniziativa. Come è noto, infatti, il diritto di riunione, purché esercitato in modo pacifico e senza armi, riveste rango costituzionale ed il suo esercizio non è sottoposto ad autorizzazione di sorta. L'articolo 17 della Costituzione prevede unicamente un onere di preavviso alle competenti autorità, ove la riunione si svolga in luogo pubblico. Secondo la medesima disposizione costituzionale, inoltre, la riunione può essere vietata soltanto per comprovati motivi di sicurezza ed incolumità pubblica. Le manifestazioni organizzate da militanti politici di partiti estremisti possono essere vietate quindi solo a condizione che da esse possa scaturire un pericolo concreto, e non meramente probabile, per la sicurezza o l'incolumità dei cittadini. In merito infine ai fatti di violenza citati dall'interrogante nelle premesse, fra i quali l'imbrattamento in Follonica della locale sede del circolo del Partito della Rifondazione Comunista, la lettera minatoria inviata all'ex Sindaco di Massa Marittima, attuale Segretario provinciale dei Democratici di sinistra, l'aggressione al parroco di Prato nativo dello Zaire e il danneggiamento della recinzione del terreno su cui è in costruzione la moschea di Colle Val d'Elsa, particolare rilevanza riveste l'incendio della sede dei partito della Rifondazione Comunista di Borgo San Lorenzo (FI). Su tale ultima vicenda si comunica che nella notte del 17 dicembre 2006, in seguito alla segnalazione di un consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, i Carabinieri della stazione di Borgo San Lorenzo accertavano che ignoti, dopo essersi introdotti all'interno della locale sede del partito mediante la forzatura della porta d'ingresso, ne mettevano a soqquadro i locali, danneggiando l'arredo e provocando un parziale incendio di materiale plastico subito rimosso dai Vigili del Fuoco. Secondo gli investigatori si tratterebbe di un atto vandalico non pianificato. I fatti, che non hanno precedenti nella zona se si eccettua l'episodio mai denunciato di due bandiere bruciate esposte all'esterno della sede di Rifondazione Comunista, sono stati segnalati all'Autorità giudiziaria e le forze di polizia seguono con attenzione l'evolversi della situazione. Tali episodi, ovviamente, hanno scosso gli ambienti politici locali e il Sindaco del Comune di Borgo San Lorenzo, il 21 dicembre 2006, ha convocato un consiglio comunale straordinario aperto per discutere dell'accaduto. Il Prefetto di Firenze, per quanto di competenza, ha disposto l'intensificazione della vigilanza nei confronti di tutte le sedi istituzionali, dei partiti politici e delle organizzazioni sindacali nell'area interessata. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.