Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02481 presentata da RAMPELLI FABIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 07/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02481 presentata da FABIO RAMPELLI mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.105 RAMPELLI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: la mattina del 30 gennaio 2007 le forze dell'ordine hanno sgomberato il centro sociale «Esc» in via dei Reti nel quartiere San Lorenzo a Roma, la cui sede era stata occupata abusivamente due anni fa da un collettivo di studenti universitari; in seguito a quest'iniziativa diretta a ripristinare la legalità, i movimenti hanno organizzato un corteo partito da piazzale Aldo Moro per criticare la linea dell'amministrazione capitolina e l'operato della polizia; la manifestazione, pur svolgendosi in un clima di forte tensione, non ha dato luogo a scontri e incidenti anche grazie alla responsabilità e al coraggio degli agenti che non hanno risposto alle provocazioni; il successivo intervento del sindaco Veltroni ha consentito un accordo con la proprietà dello stabile che ospita il centro sociale; l'accordo prevede che l'Esc rimanga nei locali dove svolge le proprie attività; nonostante le dichiarazioni ufficiali parlino di «chiusura positiva di una giornata difficile» e di «ottimo risultato per tutta la città», l'immagine della polizia ne esce ridimensionata e il suo ruolo di garante dell'ordine pubblico chiaramente delegittimato; da notizie di stampa (Libero, cronaca del 1 o febbraio 2007, pag. 46) emerge che le spese del locale, su cui da tempo era aperta una trattativa col proprietario, rimarranno a carico del Comune di Roma - con conseguente aggravio per le casse comunali - mentre i residenti della zona continueranno a lamentarsi per gli schiamazzi notturni provenienti dal centro sociale; il segretario nazionale del sindacato di polizia Coisp, Pianese, ha dichiarato che «il sindaco non può pensare che i poliziotti siano delle marionette da azionare a causa delle mancanze dell'istituzione capitolina e delle divisioni interne alla maggioranza»; il comunicato del Coisp conclude denunciando una mancanza di responsabilità da parte delle istituzioni, in quanto «non si può stare contemporaneamente con i proprietari e con i disobbedienti, con la Questura e con gli abusivi»; la stessa Vice Presidente del III municipio, la consigliere dell'Ulivo Del Bello, ha affermato che «si è trattato un pomeriggio di tensione inutile e che errori del genere non si devono più ripetere, soprattutto a San Lorenzo che è un quartiere già gravato da tanti problemi» -: se il questore e il prefetto presenti in tutte le riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, fossero al corrente della prevista cessione dell'immobile agli occupanti da parte del Comune di Roma; se il Ministro ritenga che la permanenza dell'edificio come sede del centro sociale sia compatibile con la tutela dell'ordine pubblico; quali urgenti provvedimenti si intendano adottare al fine di impedire il ripetersi di fatti analoghi a quello sopra descritto, un episodio gravissimo che ha comportato un ingente dispiego di risorse e che ha esposto le forze dell'ordine a gravi e inutili rischi oltreché a una perdita di dignità e credibilità.(4-02481)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 10 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 201 All'Interrogazione 4-02481
presentata da RAMPELLI Risposta. - Si premette che per lo sgombero di immobili da tempo occupati la valutazione dei tempi e delle modalità viene effettuata in sede di riunione di coordinamento tecnico delle Forze di polizia, nel corso della quale vengono attentamente valutati gli elementi informativi concernenti il numero degli occupanti, l'impatto che l'operazione può presentare per la situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica della zona e, quindi, il personale di polizia occorrente. Nella fattispecie, solo a seguito di una apposita riunione svoltasi il 14 dicembre dello scorso anno, è stato deciso di procedere allo sgombero dello stabile occupato dal centro sociale «Esc», facente capo ai «collettivi» dell'università «La Sapienza», sito in via dei Reti nel quartiere San Lorenzo di Roma. Le relative operazioni, infatti, si sono svolte nelle prime ore della mattinata del 30 gennaio scorso con apposizione dei sigilli da parte dell'ufficiale giudiziario e senza alcuna turbativa all'ordine pubblico. Solo dopo alcune ore si sono radunati nel quartiere aderente al citato centro sociale che, unitamente a militanti di «Action» e ad appartenenti di Autonomia operaia, hanno lamentato una presunta mancanza di correttezza da parte dell'Amministrazione capitolina che, a dire dei medesimi, avrebbe diversamente assicurato una mediazione con la parte proprietaria al fine di evitare lo sfratto. In proposito si rappresenta che questa ultima, immediatamente contattata dagli organi di polizia, ha negato in quel preciso momento qualsiasi intesa in tal senso. Solo nel pomeriggio dello stesso giorno e senza alcun formale preavviso, circa quattrocento aderenti alla sinistra antagonista si sono radunati in piazzale Aldo Moro e hanno poi dato luogo ad un corteo diretto in via dei Reti. I dimostranti alla testa e alla coda del dell'iniziativa si sono subito travisati, anche indossando dei caschi, ed hanno acceso numerosi fumogeni con la finalità di ostacolare le riprese del personale di polizia appositamente specializzato. La manifestazione non preavvisata è stata oggetto di attenzione solo da parte di personale di polizia in abiti civili e si è necessariamente provveduto, in assenza di un adeguato numero di operatori in servizio di ordine pubblico, a creare, prioritariamente, un dispositivo a tutela del vicino commissariato San Lorenzo e ad evitare che i dimostranti venissero in contatto con gli automobilisti che, nel frattempo, protestavano per i rallentamenti causati al traffico. Giunti dinanzi lo stabile conteso, alcuni tra i dimostranti travisati, approfittando della foschia artificiosamente creata e della copertura fornita da altri, hanno iniziato a forzare la porta d'ingresso e, rompendo i sigilli, sono poi entrati all'interno. Nella circostanza, la difficile gestione dell'imprevisto servizio di ordine pubblico è stata necessariamente ispirata a criteri di equilibrio e di prudenza, nell'esigenza di non coinvolgere pacifici cittadini con un uso della forza che avrebbe inevitabilmente prodotto più gravi tensioni. Nonostante il fumo prodotto dall'accensione dei fumogeni da parte dei manifestanti, le rilevazioni della polizia scientifica hanno comunque permesso di deferire all'autorità giudiziaria, in stato di libertà, 50 dimostranti per l'avvenuta violazione dell'articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tuips). Sono in corso da parte della Digos della Questura di Roma accurate indagini per assicurare alla giustizia anche coloro i quali hanno rotto materialmente i sigilli e che si sono occultati a causa del loro illegittimo travisamento. Si soggiunge, anche al fine di fornire riscontro allo specifico quesito posto dall'interrogante, che solo a seguito della riavvenuta occupazione, l'amministrazione comunale ha invitato, come confermato dalla stessa parte proprietaria, quest'ultima ad intavolare una trattativa per rilevare i locali da affidare al citato centro sociale. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.