Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02498 presentata da MENIA ROBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 07/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02498 presentata da ROBERTO MENIA mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.105 MENIA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il I Reggimento S. Giusto (il più antico dell'Esercito Italiano), ha sede in Trieste ed attualmente svolge attività addestrative per sei corsi l'anno, per una media complessiva di 200 allievi Volontari in Ferma Prefissata di un anno per ogni corso; il Reggimento opera all'interno della caserma «Vittorio Emanuele III» nel centro della città di Trieste e la sua struttura si estende su una superficie di 122 mila metri quadrati, contenuta in un perimetro di oltre 1.500 metri, completamente inserita nel contesto urbano triestino. Realizzata nel primo 900, possiede giardini e parchi con alberi secolari e cinque diverse palazzine di cui due in uso, una terza in fase di ultimazione e ulteriori due in attesa di recupero; secondo voci che circolano con insistenza negli ambienti militari, l'afflusso dei V.F.P.1 presso il I Reggimento verrebbe nei prossimi mesi, mano a mano, ridotto fino a prevederne l'esaurimento e la chiusura nello spazio di un anno -: se i timori esposti in premessa, a riguardo di una futura chiusura del Reggimento S. Giusto a Trieste rispondano a reali intenzioni dei vertici militari o del Governo; se, in ogni caso, si voglia tener conto che al Reggimento S. Giusto è stato recentemente conferito, nel 50 o della II Redenzione di Trieste, la cittadinanza onoraria che ha sancito un indissolubile legame dello stesso con la città del cui patrono porta il nome e, dunque, evidenti motivi di ordine anche morale oltre che militare e politico ne rendono necessaria la permanenza nell'attuale sede; se si voglia, da parte del Governo, fornire rassicurazioni in merito al mantenimento del Reggimento S. Giusto a Trieste al quale anzi, vista la disponibilità di spazi e strutture descritte in premessa, potrebbero affidarsi anche, in breve tempo, l'addestramento di personale femminile volontario dell'Esercito. (4-02498)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 9 aprile 2008 nell'allegato B della seduta n. 278 All'Interrogazione 4-02498
presentata da MENIA Risposta. - Si risponde contestualmente ad entrambe le interrogazioni, in quanto le stesse affrontano la medesima questione relativa alla soppressione del 1 o reggimento «San Giusto» in Trieste. Si fa notare, preliminarmente, che la problematica rientra nel più ampio quadro del processo di ristrutturazione e snellimento dell'organizzazione militare, caratterizzato da vari provvedimenti di soppressione, accorpamento e riorganizzazione delle strutture, avviato da alcuni anni e tuttora in divenire, in attuazione di una serie di atti normativi, tesi a meglio modulare le forze armate alle nuove esigenze, adeguandole, nel contempo, alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331. Tale processo è volto ad ottimizzare tutte le componenti delle forze armate, ossia quelle di vertice, dell'area operativa-logistica, dell'organizzazione territoriale e della formazione. In sostanza, si intende perseguire soluzioni tese ad ottenere un migliore rapporto costo/efficacia, attraverso la soppressione di strutture ormai non più funzionali, nonché la ridefinizione delle funzioni di comandi/enti ed il loro accorpamento, per quanto possibile, in chiave interforze e comunque di non sovrapponibilità funzionale e territoriale. L'obiettivo finale, in sintesi, è quello di calibrare uno strumento militare di ridotta entità, ma di più elevato profilo qualitativo in termini di capacità di proiezione, flessibilità e supporto logistico-amministrativo, ad un tempo pienamente integrabile ed interoperabile dal punto di vista interforze e multinazionale. Fatta questa opportuna premessa, si fa rilevare come l'intervenuta sospensione della leva (1 o gennaio 2005) in coincidenza della progressiva trasformazione dell'intero strumento militare su base volontaria, abbia reso sovradimensionata l'attuale organizzazione della componente addestrativa dell'Esercito italiano. Ciò trova ulteriore conferma nel programmato piano dei reclutamenti dei volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1), che individua una graduale riduzione degli arruolamenti da 16.000 unità per il 2007 a 4.000 unità nel 2020. Pertanto, la normativa vigente in materia di riforma strutturale delle forze armate (decreto legislativo 15 dicembre 2005, n. 253) ha previsto, per l'Esercito, la riduzione degli attuali enti addestrativi, da 10 a 3 e, contestualmente, la soppressione o riconfigurazione dei 7 restanti. Nell'ottica del riordino della suddetta componente addestrativa dell'Esercito, hanno inciso, ulteriormente e significativamente, la riduzione degli stanziamenti sul bilancio della difesa operata nella precedente legislatura, nonché il taglio delle risorse stanziate per la trasformazione delle forze armate su base volontaria di cui alla «legge finanziaria 2007». Ciò, infatti, ha indotto l'Esercito a procedere al ridimensionamento delle unità addestrative non più necessarie, così come contemplato dalla predetta norma, individuando gli specifici provvedimenti, fra i quali rientra quello di soppressione del 1 o Reggimento «San Giusto». In tale contesto, comunque, sono stati opportunamente valutati tutti gli aspetti di carattere sociale, economico ed infrastrutturale, nonché quelli connessi alla presenza militare e civile nell'area interessata in un contesto armonico riferito all'intero territorio del Paese. Il Ministro della difesa: Arturo Mario Luigi Parisi.