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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00385 presentata da SODANO TOMMASO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 07/02/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00385 presentata da TOMMASO SODANO mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.103 SODANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: il 29 luglio 2004 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la Regione Toscana, le Province di Pisa e Pistoia, il Circondario dell'empolese-valdelsa, e i Comuni e gli enti coinvolti direttamente dall'intervento, hanno siglato un accordo per la tutela delle risorse idriche del Valdarno e del Padule di Fucecchio, attraverso la riorganizzazione della depurazione industriale del comprensorio del cuoio e della depurazione civile del circondario Valdelsa, Valdera e Valdinievole; il progetto in questione, soprannominato "tubone", ha un costo complessivo enorme calcolato in 153 milioni di euro e prevede: l'ampliamento e la ristrutturazione dei depuratori della zona del comprensorio del cuoio; la costruzione di tre grandi condotte fognarie da 24 milioni di metri cubi all'anno di scarichi civili prodotti dalle aree coinvolte; la realizzazione di un ulteriore impianto di depurazione e di un acquedotto industriale che distribuirebbe alle concerie parte dell'acqua depurata; la formazione di un unico scarico in Arno per un'enorme quantità di acqua (100.000 metri cubi al giorno); su tale opera si concentrano da anni numerose critiche, principalmente per i problemi legati all'inquinamento derivante dai reflui e perché non sono presenti misure adeguate per la protezione del Padule di Fucecchio, la più vasta palude interna d'Italia, fulcro di una rete di zone umide, che si snodano lungo il bacino dell'Arno, fra la Piana fiorentina e quella del Bientina e che ricomprende due riserve integrali provinciali, due Siti di importanza comunitaria ed una zona di interesse internazionale, il Padule Daccia Botrona, riconosciuta ai sensi della convenzione di Ramsar (ratificata e resa esecutiva dall'Italia con il decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448, e con il successivo decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1987, n. 184); i limiti del progetto riguardanti l'inadeguatezza degli interventi previsti per garantire il deflusso minimo di acqua nel Padule minacciano di far verificare periodi di secca una volta ogni quattro anni, mentre allo stato attuale il Padule va in secca ogni dieci anni, mettendo così a rischio la sopravvivenza delle specie di flora e fauna che si riscontrano unicamente in quest'area; per quanto riguarda la depurazione industriale del comprensorio del cuoio, il "tubone" permetterebbe alle concerie di diluire i propri scarichi industriali con gli scarichi civili, in modo che le sostanze inquinanti vengano diluite ma non eliminate, mentre non esistono studi che accertino i rischi ambientali del progetto e gli effetti derivanti dalla concentrazione del trattamento dei reflui nella «zona del cuoio», che potrebbero essere devastanti per il territorio interessato (un quarto della provincia di Pisa); il suddetto progetto determinerà, inoltre, la chiusura di numerosi impianti di depurazione, che sono già costati in passato, alla cittadinanza delle zone interessate, parecchi miliardi di vecchie lire, mentre un intervento di potenziamento dal punto di vista della capacità, della copertura e dell'efficienza dei 74 piccoli depuratori esistenti non vanificherebbe le spese sostenute fino ad oggi ed eviterebbe i danni ambientali che la costruzione del "tubone" comporterebbe, si chiede di sapere: se risulti agli atti depositati se il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (firmatario con il Ministro pro tempore dell'accordo di programma del 29 luglio 2004) abbia provveduto ad effettuare controlli sulle procedure di salvaguardia del Padule di Fucecchio, verificando se e come sono state presentate ed esaminate le proposte di Valutazione di incidenza e di Valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e se lo stesso Ministero intenda partecipare all'esame tecnico delle procedure di Incidenza (di cui alla direttiva «Habitat» 92/43/CEE) e della V.I.A.; se siano state esaminate eventuali alternative progettuali che evitino cambiamenti irreversibili al sito protetto denominato «Padule di Fucecchio» di cui alla direttiva «Habitat» in particolare all'articolo 6 della stessa; se i consorzi di conciatori, firmatari dell'Accordo di programma anzidetto, abbiano versato la loro quota parte di investimento o almeno presentato dovute fideiussioni per la garanzia degli investimenti di loro competenza; se il progetto di massima per il quale è stato firmato l'Accordo di programma contenga clausole cautelative in merito ai costi previsti e alla tempistica dei diversi interventi con la priorità di interventi di salvaguardia dell'area umida denominata «Padule di Fucecchio»; se siano stati studiati gli effetti derivanti dalla concentrazione del trattamento dei reflui nella sola zona del comprensorio del cuoio, la quale sottoporrà questo territorio ad un carico inquinante esorbitante (corrispondente comunque, già attualmente, a ben 3.500.000 di abitanti equivalenti); se siano stati verificati i dati relativi agli scarichi dei depuratori civili della Valdinievole e se questi corrispondano alle notizie che si possono desumere dal sito Internet ufficiale della società che gestisce tali impianti (Acque S.p.A.) e cioè che: «ogni anno 100.000 analisi circa assicurano la conformità alle norme di legge degli scarichi delle acque reflue dei depuratori» oppure dalle affermazioni del Presidente dell'ATO 2 (Autorità di Ambito territoriale ottimale) apparse sulla stampa locale del 12 ottobre 2006 e cioè che i depuratori della zona interessata sono «malfunzionanti e largamente sottodimensionati rispetto al carico inquinante in ingresso». (3-00385)

 
Cronologia
venerdì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    In occasione della partita di calcio Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie in cui perde la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.

giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.