Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02497 presentata da FUGATTI MAURIZIO (LEGA NORD PADANIA) in data 07/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02497 presentata da MAURIZIO FUGATTI mercoledì 7 febbraio 2007 nella seduta n.105 FUGATTI, POTTINO, BRICOLO, DOZZO, ALLASIA, PINI, ALESSANDRI, FAVA e CAPARINI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: il processo di globalizzazione, da anni in atto a livello mondiale, ha pienamente coinvolto anche i prodotti agricoli ed agroalimentari che, al pari delle altre merci sono soggette alle regole multilaterali sul commercio fissate in sede di WTO; l'apertura di nuovi mercati coincide con la crescente concorrenza da parte, non solo dei tradizionali Paesi produttori ma anche di nuove realtà produttive che, proprio grazie alla liberalizzazione in atto, riescono più facilmente che in passato a presentarsi - spesso con successo - sul panorama mondiale; è oramai appurato che la suddetta situazione di crescente concorrenza non ha contribuito ad accrescere le generali possibilità di sviluppo, ma ha costituito una straordinaria opportunità di profitto per i soggetti che già erano in grado di muoversi in riferimento ad un mercato organizzato su scala globale; per quanto sopra, sono risultati particolarmente favoriti i fenomeni di concentrazione che, specie nel settore dei prodotti agricoli ed agroalimentari di base, hanno portato alla costituzione di veri e propri oligopoli, spesso facenti capo ad imprese organizzate su basi multinazionali; il sistema agroalimentare italiano è noto nel mondo per la tipicità e la qualità di alcuni suoi prodotti che, pur costituendo un innegabile traino per l'intero settore, forniscono, tuttavia, solo una parziale rappresentazione della realtà produttiva nazionale che, nel suo complesso, è fortemente interessata dalla presenza di prodotti di massa, o comunque, non qualificati, né qualificabili, da marchi riconosciuti a livello comunitario; tra i prodotti agroalimentari di base l'Italia riveste un ruolo di primissimo piano nel settore delle carni avicole, nel quale i nostri produttori hanno maturato livelli di professionalità ed imprenditorialità, tali da fornire le più ampie garanzie rispetto alla salubrità ed alla qualità dei loro prodotti, come, peraltro, dimostrato dalla totale assenza di contaminazioni registrata negli allevamenti italiani, durante le emergenze sanitarie (influenza aviaria) degli anni passati; nonostante gli sforzi realizzati negli ultimi anni, gli allevatori avicoli si trovano sempre più schiacciati dai settori a monte ed a valle che, per dimensione economica e per conseguente maggior potere contrattuale, sono in grado di imporre agli allevatori, sia i prezzi dei fattori produttivi, sia i prezzi di vendita dei loro prodotti; nel settore avicolo lo strapotere dei settori non agricoli all'interno della filiera ha raggiunto situazioni di assoluta gravità, per le quali, oramai da tempo, risultano essere del tutto assenti le condizioni per assicurare un minimo di concorrenza; il settore avicolo è caratterizzato, da tempo, dalla presenza di gruppi oligopolistici che detengono, sia l'offerta dei fattori produttivi, sia la domanda dei prodotti agricoli e che, in tal modo, hanno trasformato, gli allevatori da lavoratori autonomi (quali erano) in lavoratori in conto terzi, ossia in soggetti destinati, inevitabilmente, a patire gli effetti, sia dei margini degli altri operatori della filiera, sia dei rischi di impresa che, di fatto, finiscono per gravare pressoché interamente sugli stessi allevatori; i fenomeni di eccessiva concentrazione e di conseguente creazione di oligopoli sono da ritenere una distorsione della globalizzazione in atto e, pertanto, debbono essere significativamente ridimensionati, in quanto ostativi di quella concorrenza che, per assurdo, proprio attraverso la globalizzazione si vorrebbe favorire; le cosiddette liberalizzazioni che il Governo si propone di attuare, perlomeno nelle intenzioni, dovrebbero essere orientate a favorire una più libera concorrenza che, a sua volta, dovrebbe coincidere con maggiori opportunità per tutti e non - come purtroppo sta accadendo - con la creazione di ulteriori occasioni di sviluppo e di profitto per i grandi gruppi che già operano in posizioni di oligopolio -: se non ritengano che la presenza, nel settore dei prodotti agricoli ed alimentari di base, di soggetti che, da tempo, operano in regime di oligopolio sul mercato dei fattori produttivi e dei prodotti, non sia da ritenere gravemente pregiudizievole rispetto all'interesse nazionale di favorire la conservazione e lo sviluppo di attività agricole ancorate al territorio e, nel contempo, di assicurare al cittadino consumatore la possibilità di acquistare, a prezzi giusti, prodotti alimentari sani e di qualità, nel rispetto dell'inalienabile diritto alla sovranità alimentare; se i Ministri interrogati, nell'ambito delle azioni in favore delle cosiddette liberalizzazioni, non ritengano di prevedere specifiche azioni in favore del riequilibrio dei rapporti contrattuali tra i soggetti operanti nell'ambito delle filiere dei prodotti agroalimentari di base e, in specie, per quanto riguarda il settore avicolo, se non ritengano necessario regolamentare in modo più equilibrato verso gli interessi degli allevatori gli attuali contratti di soccida.(4-02497)