Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01293 presentata da LIVI BACCI MASSIMO (L'ULIVO) in data 08/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01293 presentata da MASSIMO LIVI BACCI giovedì 8 febbraio 2007 nella seduta n.105 LIVI BACCI - Ai Ministri degli affari esteri, dell'interno e della solidarietà sociale - Premesso che: l'Ambasciatore straordinario e plenipotenziario del Giappone presso la Repubblica italiana, Yuji Nakamura, e l'Ambasciata del Giappone in Italia hanno più volte segnalato alle autorità competenti le notevoli difficoltà riscontrate da cittadini giapponesi, che lavorano presso le oltre trecento aziende giapponesi presenti sul territorio nazionale, nell'ottenere la documentazione necessaria ai fini dell'ingresso, del soggiorno e dello svolgimento dell'attività lavorativa in Italia; i cittadini giapponesi per lavorare in Italia devono richiedere, in quanto extracomunitari, il nulla osta al lavoro, il visto di lavoro e il permesso di soggiorno; sono numerosi i reclami e le segnalazioni giunti all'Ambasciata giapponese riguardo il periodo di tempo necessario per ottenere il nulla osta al lavoro dal momento della richiesta, periodo notevolmente più lungo rispetto a quello necessario agli stessi fini negli altri Paesi dell'Unione europea; dopo l'istituzione dello Sportello unico per l'immigrazione, prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334, i tempi per ottenere la documentazione necessaria per entrare e lavorare in Italia si sono ulteriormente allungati; una volta entrati in Italia, i lavoratori giapponesi devono chiedere il permesso di soggiorno che, nella maggiorparte dei casi, non viene rilasciato prima di sei mesi, rendendo complicata la vita quotidiana di questi lavoratori, che, ad esempio, non possono richiedere il ricongiungimento dei loro familiari fino al momento in cui entrano in possesso del permesso di soggiorno; anche in caso di brevi soggiorni sul territorio italiano, superiori ad otto giorni, è necessario il permesso di soggiorno: poiché il tempo necessario ad ottenere il permesso è molto lungo (una intera giornata e, non di rado, alcuni giorni) non risulta conveniente restare in Italia per un periodo superiore ad otto giorni; ciò rende difficoltosi anche i brevi soggiorni di quei lavoratori che le aziende giapponesi, che svolgono la loro attività sul territorio italiano, fanno venire dal loro Paese per lo svolgimento di attività di gestione o di insegnamento tecnico; considerato che: sono numerose le segnalazioni di casi in cui i documenti presentati agli Sportelli unici per l'immigrazione sono stati smarriti, costringendo i richiedenti a ripetere la trafila burocratica e a perdere altro tempo per consegnare i duplicati; altrettanto numerosi sono i casi di lavoratori giapponesi la cui domanda di ingresso è stata respinta, per motivi non chiari, o lasciata senza alcuna risposta, né di accettazione né di diniego, per periodi di tempo molto lunghi, così come sono continue le segnalazioni relative alla scarsa competenza del personale degli Sportelli unici o addirittura alla mancanza dello stesso, ed alla difficoltà a trovare interlocutori competenti e preparati; l'Ambasciata giapponese ha ripetutamente chiesto alle Autorità competenti di risolvere i suddetti problemi rendendo più semplice l'ingresso ed il soggiorno per coloro che vengono in Italia in qualità di "uomini d'affari", chiamati da aziende straniere presenti sul territorio nazionale; considerato, inoltre, che: questi problemi possono costituire un grave ostacolo allo sviluppo dei rapporti tra Italia e Giappone; le aziende giapponesi rappresentano per l'Italia una ricchezza importante in termini di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di prevedere, per coloro che lavorano all'interno di una azienda straniera presente sul territorio nazionale, una procedura di ingresso e di soggiorno più snello rispetto a quello attualmente vigente, distinguendo così, nei fatti, le diverse tipologie di lavoratori "extracomunitari"; se non ritengano che queste procedure debbano costituire un fattore di incoraggiamento ad investire in Italia, in quanto celeri ed efficienti, e non al contrario, come rischia di accadere, un fattore di scoraggiamento, in quanto lente, farraginose ed inefficienti; quali iniziative ritengano, altresì, opportuno adottare per controllare l'operato degli Sportelli unici per l'immigrazione al fine di garantire, quantomeno, il rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente per il rilascio della documentazione necessaria all'ingresso ed al soggiorno nel territorio nazionale ed al fine di garantire il buon funzionamento degli Sportelli unici. (4-01293)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 023 all'Interrogazione 4-01293
presentata da LIVI BACCI Risposta.
- I cittadini giapponesi sono esenti dall'obbligo di visto d'ingresso
in Italia ed in area Schengen per soggiorni fino a novanta giorni. I visti
rilasciati dalla rete italiana diplomatico-consolare in Giappone riguardano
dunque per lo più i visti nazionali o di lunga durata (fino a 365
giorni) per lavoro e studio. Nel 2006 sono
stati rilasciati 1.476 visti per studio, rispetto ai 1.857 del 2005, in
maggioranza ricercatori e studenti che si recano in Italia per alta ricerca
e specializzazione post universitaria; e 200 visti circa, rientranti
nelle diverse fattispecie del lavoro, rilasciati nel 2006, dato rimasto
invariato rispetto al 2005. Non sussiste
alcun problema in merito al rilascio delle suddette tipologie di visti
in favore di cittadini giapponesi, né si è mai registrata,
da parte loro, alcuna lamentela in proposito. Da parte nipponica
è stata invece sollevata da tempo, con crescente insistenza, la
questione relativa alle lungaggini burocratiche riscontrate dagli uomini
d'affari e dai turisti giapponesi presso i competenti Sportelli unici
per l'immigrazione per l'ottenimento del permesso di soggiorno
in Italia. Da ultimo,
anche a seguito di una lettera rivolta dall'Ambasciatore del Giappone
all'on. Ministro, questa Direzione generale degli Italiani all'estero
ha appositamente convocato una riunione il 24 gennaio 2007 con i rappresentanti
dell'Ambasciata di Giappone, del Ministero dell'interno e della
solidarietà sociale. Nel corso
della riunione i rappresentanti del Ministero dell'interno hanno informato
la controparte giapponese che è attualmente all'approvazione
del Parlamento un decreto-legge che introduce la «dichiarazione di
presenza» per soggiorni fino a novanta giorni per tutti i cittadini
stranieri. Tale dichiarazione, compilata al momento dell'ingresso
in Italia e restituita all'uscita dal territorio nazionale, sostituirà
il permesso di soggiorno, facendo venire meno l'obbligo di chiederlo
in Questura entro 8 giorni dall'ingresso in Italia. Altra innovazione
sotto il profilo normativo riguarda la «legge comunitaria sugli appalti»,
che dovrebbe essere approvata in tempi brevi e che si prevede di estendere
ad altre categorie di particolare interesse nazionale (dirigenti, ricercatori
eccetera), grazie alla quale saranno rilasciati permessi di soggiorno per
tutta la durata del contratto d'appalto e fino a un massimo di cinque
anni. Nel corso
della predetta riunione è stata inoltre confermata la massima disponibilità
del Ministero dell'interno a stabilire un canale diretto di comunicazione
con l'Ambasciata del Giappone, al fine di superare le eventuali difficoltà
incontrate dal limitatissimo numero di casi di dirigenti giapponesi che
devono presentare domanda di rilascio e/o di rinnovo di permesso di soggiorno. Il Vice Ministro degli affari esteri Danieli