Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01291 presentata da BULGARELLI MAURO (INSIEME CON L'UNIONE VERDI - COMUNISTI ITALIANI) in data 08/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01291 presentata da MAURO BULGARELLI giovedì 8 febbraio 2007 nella seduta n.105 BULGARELLI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e della salute - Premesso che: in data 28 aprile 2006 la Regione Sardegna pubblicava sulla Gazzetta Ufficiale un bando per la progettazione, costruzione e gestione di una centrale termica integrata da finanziare con capitali privati mediante procedura ai sensi degli art. 37- bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni e integrazioni; l'impianto di termovalorizzazione in oggetto dovrebbe sorgere nella zona di Ottana, all'interno del locale agglomerato industriale, dovrebbe avere una durata di esercizio anche superiore ai trent'anni e comporterà una spesa di circa 160 milioni di euro; il termovalorizzatore dovrebbe smaltire i rifiuti di 860.000 abitanti (circa la metà della popolazione complessiva dell'isola) e produrre 20 megawatt (più altri 20 attraverso lo sfruttamento delle biomasse): la costruzione dell'impianto, tuttavia, ha suscitato i timori e le proteste degli abitanti della zona e le prese di posizione del sindacato Uilcem (Uil chimica) e delle associazioni ambientaliste, in particolare il WWF, che si sono espressi risolutamente contro il progetto, adducendo a sostegno della loro opposizione i gravi rischi per l'ambiente e per la salute della popolazione che i termovalorizzatori comportano; in effetti, sono ormai numerosissime le evidenze scientifiche circa i rischi connessi all'attività dei termovalorizzatori: insigni studiosi italiani e stranieri indicano chiaramente l'esistenza di ricadute sanitarie negative non solo nelle aree in cui sorgono gli impianti ma anche a parecchi chilometri di distanza e recentemente sono stati pubblicati studi epidemiologici che fotografano l'aumento dell'incidenza di una serie di patologie nelle popolazioni interessate dall'attività di impianti di incenerimento; il Centro Nanodiagnostics di Modena, ad esempio, ha analizzato gli effetti devastanti sulla salute delle micro e nanoparticelle (PM10, PM2.5 e PM0.1) emesse soprattutto dai processi di combustione di inceneritori, termodistruttori e termovalorizzatori, che generano particelle inorganiche finissime, facilmente assimilabili dall'organismo, aumentando il rischio di scatenare patologie gravi o letali, come vari tipi di neoplasie; da studi recenti condotti dall'Istituto Superiore di sanità si evince, inoltre, che proprio nelle zone attigue agli inceneritori aumentano gli effetti cancerogeni e vi è un significativo incremento di mortalità; non meno gravi sono gli effetti nocivi sulle colture orticole presenti in prossimità degli impianti, tanto che l'Unione europea è prossima a legiferare il divieto di commercializzazione delle stesse; da rilevare, infine, la posizione dell'Associazione Medici per l'ambiente (ISDE Italia) che si è dichiarata fortemente preoccupata per l'aumento dell'incenerimento dei rifiuti (RSU e CDR) che in Italia si sta proponendo anche nelle cosiddette centrali a biomasse, e lo "studio sul rischio di sarcoma in rapporto all'esposizione ambientale da diossine emesse dagli inceneritori" redatto dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Venezia in collaborazione con l'Istituto Oncologico Veneto - IRCCS; va, segnalato che vari studi hanno messo in forte discussione i benefici energetici che deriverebbero dall'utilizzo di termovalorizzatori, che sarebbero molto inferiori a quelli stimati; per quanto concerne la problematica dello smaltimento dei rifiuti, inoltre, possono essere particolarmente efficaci metodologie alternative, come la raccolta differenziata e il riciclaggio, che certamente non avrebbero ripercussioni sulla salute pubblica paragonabili a quelle indotte dall'utilizzo dei termovalorizzatori, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno intervenire per bloccare il progetto di costruzione del termovalorizzatore in oggetto, predisponendo, di concerto con la Regione Sardegna, soluzioni alternative ed ecosostenibili per lo smaltimento dei rifiuti. (4-01291)