Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02536 presentata da ALESSANDRI ANGELO (LEGA NORD PADANIA) in data 08/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02536 presentata da ANGELO ALESSANDRI giovedì 8 febbraio 2007 nella seduta n.106 ALESSANDRI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: il 15 per cento degli alunni della scuola primaria dell'Istituto comprensivo di Busseto risulta essere di nazionalità indiana e araba; gli alunni italiani che frequentano il sopra menzionato Istituto si vedono sottrarre ore di lezione, durante le quali potrebbero approfondire eventuali carenze derivanti dalla completa assimilazione di alcune materie, a vantaggio degli alunni stranieri in parola che, supportati da mediatori culturali indiani e arabi, utilizzano dette ore di lezione per lo studio delle lingue e tradizioni del Paese di provenienza; i genitori dei bambini italiani hanno manifestato un certo disagio, nel constatare che i loro figli tornano da scuola con tatuaggi indiani e alfabeto arabo; la presenza di alunni stranieri nella scuola dell'obbligo determina de facto difficoltà oggettive d'insegnamento e di apprendimento per gli studenti; il diverso grado di alfabetizzazione linguistica si rivela di per sé un ostacolo per gli studenti stranieri che devono affrontare lo studio e gli insegnamenti previsti nei programmi scolastici italiani, e per gli alunni italiani che assistono a una «penalizzante riduzione dell'offerta didattica», a causa dei rallentamenti degli insegnamenti, dovuti alle specifiche esigenze di apprendimento degli studenti stranieri; l'obiettivo delle scuole «italiane», oltre a quello degli apprendimenti è anche quello di integrare i bambini stranieri nel sistema scolastico sociale del nostro Paese, con il supporto di tutor per la loro lingua; l' intelligentia di sinistra parla della scuola, paragonandola ad un laboratorio di intercultura, in cui «la vera integrazione non dovrebbe fermarsi al concetto di multiculturalità, separando la nostra cultura da quella dell'altro e, quindi, creando due culture che potrebbero convivere ciascuna per conto proprio, ciascuna indipendente, ciascuna libera fino al punto di non impedire la libertà dell'altra, sulla base di un confronto e di un'integrazione tra i programmi scolastici italiani e quelli del Paese d'origine», dimenticando che le indicazioni contenute nelle normative sull'immigrazione del 1998 e del 2002 (testo unico di cui al decreto legislativo n. 386 del 1998 e legge n. 189 del 2002) in merito all'uso dei cosiddetti «spazi dotati di strumenti appositamente dedicati», demandano alle scuole e agli enti locali l'iniziativa e la gestione di spazi e strumenti mirati unicamente all'istituzione di percorsi specifici di alfabetizzazione della lingua italiana, di durata variabile; un progetto di scuola che preveda un ciclo di studi di base in modo da permettere agli alunni stranieri di integrarsi nella società italiana, mantenendo la lingua, le tradizioni e la cultura del proprio Paese può essere adottato «esclusivamente da una scuola privata bilingue», al termine della quale, gli alunni stranieri possono andare nella scuola pubblica -: se non ritenga opportuno sollecitare da parte della Direzione scolastica regionale competente un'indagine per verificare se quanto lamentato dai genitori degli allievi dell'Istituto comprensivo di Busseto corrisponda al vero; nel caso, quali iniziative intenda intraprendere nei confronti del menzionato Istituto scolastico che, in deroga alle normative vigenti, attua un'offerta didattica che concorre all'insuccesso scolastico degli studenti italiani.(4-02536)