Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02553 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) in data 12/02/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02553 presentata da LUANA ZANELLA lunedì 12 febbraio 2007 nella seduta n.107 ZANELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: come si legge sul Resto del Carlino del 1 o febbraio 2007, la Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta sulle cosiddette «pattuglie cittadine» che operano a Bologna; l'inchiesta è nata da una manifestazione dei no global del 2 giugno 2004, dove avvennero scontri tra manifestanti e alcuni «pattuglianti cittadini», ora indagati, che avrebbero affiancato la polizia in operazioni di ordine pubblico usando, non autorizzati, la violenza; detto «Corpo delle pattuglie», volontari convenzionati dal Comune di Bologna, dovrebbero svolgere, a detta dell'amministrazione comunale, «su richiesta un compito di collaborazione con la polizia municipale» -: quali provvedimenti intenda intraprendere al fine di fare chiarezza sul tipo di convenzione che hanno questi «corpi», per quali fini sono previsti e con quali costi per la pubblica amministrazione; quali provvedimenti intenda intraprendere al fine di chiarire la responsabilità dell'utilizzo di questi «corpi di pattuglianti» alla luce anche dei fatti accaduti il 2 giugno 2004, poiché la gestione dell'ordine pubblico di una città non dovrebbe esser lasciata nelle mani di «semplici cittadini» ma esercitata esclusivamente da organi preposti dalla nostra Costituzione.(4-02553)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 2 agosto 2007 nell'allegato B della seduta n. 200 All'Interrogazione 4-02553
presentata da ZANELLA Risposta. - Effettivamente, in occasione della manifestazione organizzata a Bologna da movimenti dell'area antagonista il 2 giugno 2004, si è registrata la presenza di appartenenti al cosiddetto «Corpo delle pattuglie cittadine», alcuni dei quali, postisi in prossimità dei reparti di polizia impegnati nei servizi di ordine pubblico, sono intervenuti durante gli incidenti avvenuti fra Forze dell'ordine e dimostranti, ricorrendo anche alla forza fisica nei confronti di persone che tentavano di superare i dispositivi di sicurezza. Gli elementi acquisiti in merito dalla questura di Bologna sono stati oggetto di informativa all'Autorità giudiziaria, la quale, previ opportuni approfondimenti, ha poi delegato la medesima questura ad effettuare, fra il mese di maggio del 2006 ed il mese di gennaio del 2007, perquisizioni domiciliari nei confronti di 11 persone, nel corso delle quali si è provveduto al sequestro di manganelli, manette, dispositivi lampeggianti, placche di riconoscimento simili a quelle in dotazione alle Forze di polizia, munizionamento per armi corte eccedente il quantitativo denunciato, palette segnaletiche e caschi di protezione. Al momento risultano 11 persone indagate per violenza privata, rissa, lesioni personali ed usurpazione di funzioni pubbliche. Nei loro confronti si è proceduto alla revoca delle licenze di porto d'armi. Relativamente al «Corpo delle pattuglie cittadine», si precisa che esso è stato fondato nel 1820 dal legato pontificio, con compiti di tutela dell'ordine pubblico e della proprietà. Disciolto nel 1935, venne ricostituito dal prefetto di Bologna con decreto dell'8 settembre del 1945; ai sensi dell'articolo 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in considerazione delle condizioni della sicurezza pubblica dell'epoca. Per evitare interpretazioni equivoche circa l'attività dell'associazione, con decreto prefettizio del 1987 si chiarì, in via definitiva, che essa non avrebbe potuto esercitare funzioni attinenti all'ordine ed alla sicurezza pubblica. Il «Corpo delle pattuglie cittadine» ha stipulato numerose convenzioni con l'Amministrazione comunale di Bologna, in merito alle quali la prefettura non ha mancato di esprimere perplessità. Il comune ha più volte assicurato che l'associazione in argomento aveva soltanto il compito di segnalare alle Forze di polizia episodi di illegalità e vandalismo, nonché di fornire elementi informativi da utilizzare per la programmazione e la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza; recentemente, l'Amministrazione comunale si è impegnata ad escludere, in sede di sottoscrizione di ulteriori convenzioni, qualunque enunciazione suscettibile di ingenerare equivoci circa la configurazione giuridica del «Corpo delle pattuglie cittadine», che attualmente è un'associazione di volontariato civile Onlus, iscritta all'albo regionale del volontariato. È bene precisare che le attività di associazioni o altre organizzazioni composte da privati cittadini che si propongono di affiancare le forze dell'ordine nel contrasto della microcriminalità sono da tempo all'attenzione di questa Amministrazione, la quale, sin dal 1995, ha diramato specifiche direttive alle autorità di pubblica sicurezza, individuando i limiti entro i quali possono operare tali sodalizi ed i possibili pericoli per l'ordine e la sicurezza pubblica. È stato ricordato, in proposito, che le associazioni di volontariato non sono autorizzate a svolgere alcun tipo di attività che possa sovrapporsi in qualche modo ad atti e funzioni degli organi di polizia o di altre pubbliche autorità, né possono espletare quelle attività di sicurezza sussidiaria che la legge rimette agli istituti di vigilanza ed alle guardie giurate. Ciò premesso, non può sottacersi che le attività qui specificamente in esame, esercitate al di fuori di un quadro organico coerente con le finalità solidaristiche proprie del volontariato, presentano spesso spunti di problematicità, che, lungi dall'agevolare gli organi di polizia, hanno frequentemente determinato un ulteriore impegno per gli apparati di pubblica sicurezza, distraendoli dai compiti di controllo del territorio. Se, dunque, in linea di principio, sono da promuovere ed agevolare le iniziative volte ad incentivare la collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine e favorire, nei limiti ammessi dall'ordinamento, l'adozione di misure di sicurezza e di vigilanza complementari a quelle assicurate dall'apparato pubblico, non può non destare allarme il diffondersi di pratiche di «autovigilanza» e di «autodifesa» che rischiano di elevare pericolosamente le criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica. Per questo motivo le competenti autorità di pubblica sicurezza seguono con la massima attenzione il fenomeno, ed ogni irregolarità viene puntualmente riferita all'Autorità giudiziaria. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.