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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02578 presentata da MOTTA CARMEN (L' ULIVO) in data 13/02/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02578 presentata da CARMEN MOTTA martedì 13 febbraio 2007 nella seduta n.108 MOTTA. - Al Ministro per i diritti e le pari opportunità. - Per sapere - premesso che: una ricerca condotta dal Consiglio d'Europa di recente ha indicato nell'aggressività maschile la prima causa di morte violenta e d'invalidità permanente per le donne in tutto il mondo; in particolare in Italia, secondo rilevazioni condotte in campo nazionale, si è verificato che un omicidio su quattro avviene fra le mura domestiche e il 70 per cento delle vittime sono donne; la prima causa di morte violenta delle donne tra i 16 e i 44 anni, sia nei paesi ricchi che nei paesi poveri, è la violenza che subiscono in famiglia da uomini con i quali hanno stabilito legami affettivi e gran parte dei maltrattamenti e degli abusi intra familiari non viene denunciato alle autorità giudiziarie; in Italia le denuncie di violenza sessuale e di maltrattamenti fisici e psicologici nell'ambito familiare sono in continuo incremento a cui occorre aggiungere i moltissimi incidenti con lesioni gravi che vengono denunciati come incidenti domestici ma sono in realtà ulteriori violenze e maltrattamenti nell'ambito familiare; la violenza sulle donne è un fenomeno in continua crescita in modo diffuso e ha come base una cultura prevaricatrice che può giungere fino alla violenta appropriazione o soppressione sul loro corpo, complice una concezione possessiva e consumistica della sessualità legata ad una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna protagonista delle trasformazioni sociali in atto, sotto ogni profilo; dal mondo dell'associazionismo e delle comunità locali, sempre più scosso dopo episodi quali gli omicidi di giovani donne a Brescia e a Parma, giunge forte la richiesta di un intervento deciso dello Stato e la domanda di predisporre azioni volte a contrastare la violenza sulle donne, in raccordo con le istituzioni locali, con le forze dell'ordine, con l'associazionismo e il volontariato e con gli operatori sociali e della cultura -: se il Ministro in indirizzo intenda assumere il contrasto alla violenza sulle donne come una priorità dell'azione politica e istituzionale del suo dicastero e, in tal caso, quali politiche di lotta agli abusi sulle donne e di contrasto alla disuguaglianza fra i due generi intenda definire; se il Ministro in indirizzo non ritenga, anche alla luce dell'urgenza che il proliferare degli episodi criminosi impone, adottare le iniziative normative volte all'introduzione di una legislazione sulla tutela delle vittime in linea con gli altri Paesi europei e di esemplare severità per i reati di natura sessuale contro le donne, comprese le molestie e le minacce di cui esse sono così estesamente oggetto; inoltre, se il Ministro in indirizzo non ritenga utile favorire l'attivazione di un maggiore collegamento fra scuola, servizi territoriali e consultori per adolescenti, al fine di intervenire sulle politiche educative, sulla relazione fra uomo e donna e sull'educazione all'uguaglianza e alle pari opportunità -: quali azioni si intenda intraprendere per una campagna nazionale contro la violenza sulle donne, che coinvolga gli enti locali, le associazioni (delle donne, degli uomini e degli immigrati), le organizzazioni sindacali, i mezzi di informazione, nonché tutti i Ministeri a vario titolo interessati dai fenomeni segnalati (Ministero per i diritti e le pari opportunità, dell'interno, della pubblica istruzione, per le politiche della famiglia e della solidarietà sociale).(4-02578)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 22 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 132 All'Interrogazione 4-02578
presentata da MOTTA Risposta. - Come l'interrogante ha puntualmente rilevato, le donne oggi nel mondo sono le vittime principali della violenza maschile, consumata nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche, sia che si tratti di violenza sessuale sia di maltrattamenti e abusi di tipo fisico, psicologico ed economico. I dati di riferimento, come riportato anche dall'interrogante, sono allarmanti: mediamente in Italia ogni giorno sette donne subiscono violenza, una donna su due è vittima di una o più molestie a sfondo sessuale nell'arco della vita, un omicidio su quattro avviene tra le mura domestiche. Il 70 per cento delle vittime è donna, ogni tre morti violente una riguarda donne uccise da un marito, convivente o fidanzato, oltre il 90 per cento delle vittime di violenza o di molestie non denuncia il fatto. Dal 2004 al 2005 le violenze sessuali sono inoltre aumentate del 22 per cento. L'emergenza del problema e la sua estensione è stata confermata anche dalla recente ricerca dell'Istat, commissionata dal Ministero per i diritti e le pari opportunità e presentata il 21 febbraio 2007 sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia. La ricerca ha confermato che la maggioranza delle vittime subisce atti di violenza fisica e sessuale ripetuti, soprattutto ad opera del partner. I partner sono i responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, ma anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro e i rapporti sessuali non desiderati ma subiti per paura delle conseguenze (circa il 70 per cento degli stupri è opera di partner) e il rischio di subire uno stupro o un tentativo di stupro appare tanto più elevato tanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Fenomeno molto diffuso e preoccupante è poi lo stalking , cioè quei comportamenti persecutori ad opera del partner in seguito alla separazione, gravemente limitanti della libertà e della vita delle donne (circa il 20 per cento). In relazione alle questioni poste circa gli indirizzi che il Governo intende assumere sul tema del contrasto alla violenza contro le donne, considerato che la violenza di genere mette in discussione l'universalità dei diritti umani, non riguarda una categoria di cittadini o la sola sfera privata, ma investe la società nella sua interezza, l'adozione di una normativa di contrasto verso ogni forma di violenza e molestia sessuale o di genere rientra a pieno titolo tra gli obiettivi prioritari del Governo. A tale proposito il Ministero per i diritti e le pari opportunità, insieme ai Ministeri della giustizia e delle politiche per famiglia, ha assunto come prima iniziativa un disegno di legge sulla violenza, già presentato alle Camere, in particolare presso la Camera dei Deputati in data 25 gennaio 2007 (Atto Camera 2169), che ha come obiettivo quello di attuare un intervento integrato e su più fronti e livelli a contrasto dei fenomeni di violenza sulla persona, specie nelle relazioni familiari e affettive. Il testo presentato mira a predisporre e attivare una serie di misure di sensibilizzazione sociale e di prevenzione e, sul piano del riconoscimento di diritti individuali, viene effettuato un rilevante intervento innovativo sul codice penale, sul codice di procedura penale e sul codice civile, al fine di assicurare riconoscimento e tutela, sostanziale e processuale, alle vittime di delitti accomunati dalla caratteristica di realizzare la prevaricazione sulla debolezza, determinata da molteplici ragioni, della parte offesa. I piani sui quali si prevede un intervento integrato sono quattro: la predisposizione di misure di sensibilizzazione e prevenzione, il riconoscimento di diritti alle vittime di violenza, la tutela penale delle vittime di violenza, l'ampliamento della tutela processuale sia penale sia civile. Per quanto riguarda l'attivazione di specifiche politiche educative sul tema, si prevede un intervento a tutto campo attraverso misure di sensibilizzazione e prevenzione, fissando tra gli obiettivi della formazione scolastica di ogni ordine e grado il pieno riconoscimento dei principi di pari dignità sociale, eguaglianza e non discriminazione per ragioni di genere, e attuando anche interventi formativi rivolti ai docenti. Per quanto attiene ai servizi socio-sanitari, tema anch'esso oggetto delle attenzioni dell'interrogante, si prevedono anche in questo ambito interventi di specifica formazione del personale sanitario al fine di migliorare la capacità di riconoscimento degli episodi di violenza di genere e, nel contempo, di assicurare un intervento assistenziale e riabilitativo più adeguato alle esigenze delle donne vittime di violenze. Per quanto attiene alla materia penale, in tema di violenza sessuale gli interventi previsti tenderanno ad una maggiore attenzione verso violenze commesse da chi abbia con la vittima un rapporto privilegiato, con particolare riferimento all'ambito familiare, poiché i rapporti che investono tale ambito si basano su relazioni di tipo fiduciario con conseguente abbassamento del livello di guardia nella vittima e comportano situazioni di particolare e deprecabile prevaricazione sulla parte offesa. Si propone di incidere anche sui meccanismi di computo della pena relativa ai reati di violenza sessuale, escludendo il bilanciamento tra circostanze attenuanti e circostanze aggravanti, con l'effetto di comportare un inasprimento delle sanzioni applicabili. Di particolare interesse è la nuova fattispecie delittuosa che si intende introdurre al fine di dare una risposta alle situazioni di molestie continuative e minacce cui le donne sono frequentemente sottoposte. La previsione del nuovo delitto di «atti persecutori» intende assicurare un più efficace intervento repressivo rispetto a comportamenti vessatori, perduranti nel tempo e sovente precursori di più efferate aggressioni, come messo in luce da numerosi fatti di cronaca. Il reato di stalking di cui si prevede l'introduzione consta sia nella reiterazione di condotte disturbanti, sia nella reiterazione ossessiva di intimidazioni, tali da sconvolgere la qualità di vita della donna o da porla in stato di soggezione o in grave disagio fisico o psichico, generando spesso timore per l'incolumità individuale propria o dei propri familiari. Anche in materia processuale si prevedono misure miranti a rendere i giudizi più veloci ed efficaci e ad assicurare maggiore tutela e sostegno alla vittima, con possibilità per i soggetti istituzionalmente coinvolti nell'assistenza alle vittime dei delitti di violenza sessuale, in particolare per gli enti locali e i centri antiviolenza, di intervenire nel processo, offrendo così alla vittima un solidale affiancamento nel corso del processo stesso. Di particolare rilevanza è la disposizione che riconosce alla Presidenza del Consiglio dei ministri la possibilità di intervenire in giudizio nei procedimenti per delitti di violenza di genere o per ragioni discriminatorie. Per quanto riguarda il quesito dell'interrogante relativo alle azioni che il Governo intende intraprendere per una campagna nazionale contro la violenza alle donne, che veda coinvolti i vari soggetti istituzionali, si sottolinea che, anche sulla base dei risultati della ricerca sulla violenza domestica commissionata dal Ministero e condotta dall'Istat, è stata avviata una iniziativa pubblicitaria nazionale di sensibilizzazione e di diffusione del numero verde di pubblica utilità 1522 «Antiviolenza Donna» dedicato al supporto, alla protezione e all'assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenze. Peraltro il tema è inserito tra le priorità e le strategie del Piano delle iniziative previste per l'Anno europeo delle pari opportunità. Rientra nell'ottica di un intervento complessivo a livello nazionale l'istituzione di un Osservatorio contro la violenza, come previsto dalla legge finanziaria per il 2007, attraverso il quale si intende realizzare una rete integrata col privato sociale, dando vita al Registro dei centri anti-violenza presso il Dipartimento per i diritti e le pari opportunità, al fine di favorire lo scambio di informazioni con le istituzioni pubbliche e la gestione condivisa degli interventi del piano nazionale un carattere permanente e strutturato. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità: Barbara Pollastrini.



 
Cronologia
giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.

sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.