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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01311 presentata da PISA SILVANA (L'ULIVO) in data 13/02/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01311 presentata da SILVANA PISA martedì 13 febbraio 2007 nella seduta n.106 PISA, SALVI, IOVENE, MELE, BELLINI, GALARDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa - Premesso che: il quotidiano "Libero" del 28 gennaio 2007 ha pubblicato un articolo dal titolo "Le atomiche americane nascoste in Italia", nel quale viene documentato come nelle basi di Aviano e Ghedi si svolgano regolarmente esercitazioni per valutare la sicurezza delle armi nucleari e per addestrare il personale a fronteggiare emergenze di carattere nucleare in caso di incidenti con queste stesse armi; nell'articolo inoltre si documenta, con materiale proveniente da siti Internet ufficiali dell'Aeronautica militare statunitense, che nella base di Aviano esistono apparecchiature specifiche per il controllo e la manutenzione di questo genere di armamenti; inoltre, secondo uno studio del dicembre 2005 di Hans M. Kristensen del National Resources Defence Council, nella base di Aviano esistono 18 depositi denominati WS-3 ognuno dei quali può contenere 4 bombe nucleari del tipo B-61, per un totale di 72 bombe; lo stesso studio afferma che nell'aeroporto italiano di Ghedi esistono 11 di queste riserve, per un totale teorico di 44 ordigni; inoltre, secondo lo studio statunitense nello stesso aeroporto è presente il 704th MUNSS (munitions support squadron), un'unità statunitense destinata esclusivamente alla sorveglianza delle bombe nucleari; in Europa, secondo lo stesso documento statunitense, esisterebbero soltanto altri tre reparti analoghi, il 702nd, il 703rd e il 704th MUNSS, dislocati in altrettanti aeroporti belgi, tedeschi e olandesi nei quali è nota l'esistenza di armi nucleari, si chiede di sapere: se quanto riportato dal quotidiano "Libero" e da altri organi di stampa corrisponda a verità, posto che nella XIV Legislatura il Sottosegretario di Stato per la difesa Drago ne ammise e ne giustificò la presenza; se la presenza di armi nucleari statunitensi sul territorio italiano - riconosciuta dal Pentagono e ribadita dal trattato "Stone ax" - non comporti una violazione del trattato di non proliferazione nucleare cui l'Italia aderisce, e non contraddica in maniera vistosa la scelta non nucleare del Paese; per quale ragione il Governo italiano non possa seguire l'iniziativa di altri Paesi della Nato, come per esempio il Canada e la Grecia, che pur continuando a far parte dell'Alleanza Atlantica hanno preteso e ottenuto il ritiro dal proprio territorio di armi nucleari statunitensi che erano colà stoccate. (4-01311)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 057 all'Interrogazione 4-01311
presentata da PISA Risposta. -- L'atto in esame, nell'ipotizzare la presenza
di ordigni nucleari sul nostro territorio, pone la questione dell'attuazione
dei principi sanciti nel Trattato di Non Proliferazione (TNP), ratificato
dall'Italia nel 1975. In via preliminare,
si deve sottolineare che su tale tematica, la difesa ha sempre espresso,
in risposta a precedenti atti di sindacato ispettivo di analogo contenuto,
la medesima linea e le stesse considerazioni, che si intendono, per coerenza,
richiamare anche in riscontro a tale interrogazione. In materia
di strategia della NATO è opportuno ricordare che il concetto strategico
dell'Alleanza, approvato a Washington dai Capi di Stato e di Governo
nell'aprile 1999 - tuttora vigente - definisce come «politico»
l'obiettivo fondamentale delle forze nucleari degli Alleati in Europa
e indica che queste continueranno a svolgere un ruolo essenziale per preservare
la pace e prevenire ogni forma di coercizione o di guerra. L'orientamento
dei Paesi alleati è sostanzialmente concorde sul mantenimento di
una capacità nucleare dell'Alleanza in Europa, ai suoi attuali
livelli minimi e nella sua forma partecipativa, in quanto ritenuta la più
valida espressione di coesione, condivisione dei rischi e degli oneri,
unitarietà di intenti e condivisione di valori che, nel loro insieme,
concorrono ad accrescere l'effetto della detterenza. Inoltre, nella Comprehensive political guidance , sottoscritta dai Capi di Stato
e di Governo della NATO riuniti a Riga nel novembre 2006, l'esigenza
di una capacità nucleare è stata reiterata e ritenuta ancora
valida per contrastare la crescente minaccia posta dalla proliferazione
delle armi di distruzione di massa. Seppur ridotto,
il dispositivo nucleare della NATO conserva un ruolo di garanzia per la
sicurezza degli Alleati, generando incertezza in un potenziale aggressore
circa la natura della risposta, e costituisce, sul piano politico, un'espressione
fondamentale del legame transatlantico che implica una piena condivisione
delle responsabilità e degli oneri imposti dalla difesa collettiva. In tale quadro,
l'Alleanza, nel mantenere un atteggiamento assolutamente trasparente
sulla propria strategia nucleare e sulla natura del proprio dispositivo
in Europa, non può, però, agire a discapito della sicurezza
di questo dispositivo e della riservatezza, che è indispensabile
mantenere in questa materia per quanto concerne i siti, la loro dislocazione
in Europa ed i quantitativi di armamento in essi contenuti. Una riservatezza
che non può essere violata unilateralmente da un singolo Paese dell'Alleanza,
perché la deterrenza nucleare è un bene ed un onere collettivo
che lega collegialmente tutti i Paesi alleati. La tipologia
e la qualità delle informazioni rilasciabili sugli armamenti nucleari
è quindi una decisione politica collettiva ed unanime degli alleati,
cui nessun Paese può sottrarsi, pena la violazione del patto di
alleanza liberamente sottoscritto e del vincolo di riservatezza che da
esso ne discende in alcune materie. Ciò
posto, per quanto riguarda, invece, il richiamato Trattato sulla Non Proliferazione,
si fa presente che l'Italia sostiene con convinzione i principi ed
i meccanismi di tale Trattato, al quale ha aderito circa trent'anni
or sono a seguito di un lungo ed approfondito dibattito sulle nostre responsabilità
e sui nostri interessi di lungo termine. La posizione
consolidata dell'Alleanza sull'argomento può essere riassunta
nei seguenti punti. Il primo punto
riguarda il fatto che gli Alleati non ritengono che la politica nucleare
dell'Alleanza sia in contrasto con il TNP. Anzi, gli Alleati riconoscono
consensualmente che il TNP costituisce la «pietra angolare» degli
sforzi globali per la non-proliferazione e una «base essenziale»
per il disarmo nucleare, aspetti cui gli Alleati attribuiscono paritaria
importanza. Il secondo
aspetto, invece, è costituito dalla conferma di tutti gli Alleati
del loro pieno sostegno al Trattato, incluso il rafforzamento del processo
di revisione, nonché il loro costante sforzo teso alla riduzione
degli armamenti nucleari, concordando sull'importanza di un'adesione
e un'osservanza universale al Trattato e ai suoi principi, nonché
sull'impegno di tutti gli Stati alleati alla non-proliferazione, al
disarmo e ad una pacifica cooperazione nucleare nell'ambito delle
condizioni pratiche sulla non-proliferazione e di un rafforzato ruolo di
controllo dell'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica).
I Paesi alleati sostengono una rapida ratifica e applicazione del Protocollo
addizionale dell'AIEA, avendo inoltre riaffermato la loro determinazione
a contribuire all'applicazione delle conclusioni della Conferenza
di riesame del TNP del 2000. Il terzo ed
ultimo punto, invece, è l'evidente impegno dell'Alleanza
ai principi del disarmo, così come testimonia la riduzione del numero
di armi a disposizione per le sue forze sub-strategiche in Europa di oltre
l'85% dal 1991 e di quasi il 95% dai picchi raggiunti durante la Guerra
fredda. Il Ministro della difesa Parisi



 
Cronologia
giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.

sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.