Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01319 presentata da FERRANTE FRANCESCO (L'ULIVO) in data 13/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01319 presentata da FRANCESCO FERRANTE martedì 13 febbraio 2007 nella seduta n.106 FERRANTE - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: i danni ambientali e sanitari prodotti dal polo petrolchimico insediato nell'area di Augusta-Priolo-Melilli (Siracusa) nei primi anni 50 del novecento sono ormai universalmente noti e fanno parte della letteratura scientifica e medica. Tra tutti i dati spicca tristemente quello relativo all'alto tasso di nati malformati; diverse indagini scientifiche e mediche, iniziate nei primi anni ottanta del secolo scorso, dimostravano chiaramente che il danno sanitario (neuropatie, epatopatie, malformazioni, nefropatie, eccetera) era strettamente correlato al mercurio immesso nell'ambiente dagli impianti cloro-soda; nel 2001 la Procura della Repubblica di Siracusa ha avviato un'inchiesta giudiziaria, per accertare le cause di tali malformazioni; a seguito dell'entrata in vigore della legge 426/1998, l'area Augusta-Priolo-Melilli è stata inserita tra i siti inquinati di interesse nazionale ai fini della bonifica e denominata "sito Priolo"; come denunciato da Legambiente con il dossier "La chimera delle bonifiche", pubblicato il 10 maggio 2005, molto poco è stato fatto nei 50 siti di interesse nazionale per l'iniziale messa in sicurezza degli stessi e l'avvio di concrete procedure di bonifica. La stessa associazione ambientalista lamentava l'assenza di caratterizzazione delle aree contigue ai siti e la grave mancata applicazione delle tecnologie di qualifica. Alle carenze, ritardi ed al mancato utilizzo di efficaci tecnologie di bonifica concorrono secondo l'interrogante un'azione lenta delle istituzioni pubbliche; il Ministero dell'ambiente, nella conferenza dei servizi del 18 luglio 2005, ha ordinato ai titolari di concessione marittima del porto di Augusta di provvedere entro il termine di 30 giorni a mettere in sicurezza la rada attraverso la riduzione di circa 2 metri di spessore di fondale su un'area di circa 610.000 metri quadri; il TAR di Catania, nel maggio 2006, aveva già concesso una sospensiva alle aziende ricorrenti, pertanto il Ministero aveva rinnovato l'ordinanza con la quale le aziende rimangono obbligate alla messa in sicurezza/bonifica dei fondali con l'impegno di spesa di circa 270 milioni di euro; il termine entro il quale tale obbligo doveva essere adempiuto era il 16 giugno 2006, pertanto il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, preso atto dell'omessa bonifica ed in forza di una decisione del Consiglio di giustizia amministrativa che riformava la precedente pronuncia del TAR Catania, ordinava nuovamente alle aziende l'avvio del dragaggio dei fondali e sollecitava le autorità marittime ad emanare disposizioni per limitare il transito e l'ancoraggio delle navi nel porto di Augusta poiché il movimento delle loro eliche produrrebbe un pericoloso rimescolamento dei sedimenti facendo risalire gli inquinanti accumulati dagli strati più profondi; un ulteriore ricorso delle aziende al TAR Catania avverso l'ordinanza del Ministero otteneva la sospensiva dell'atto ed il conseguente ritiro da parte della Capitaneria di Porto di Augusta delle disposizioni limitanti il traffico navale; si apprende dalla lettura del quotidiano nazionale "Avvenire", del 9 febbraio 2007, che "approdo difficile per la bonifica del porto di Augusta. L'inquinamento ha raggiunto livelli insostenibili. A frenare l'avvio dei lavori di risanamento è un contenzioso tra il Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare e le aziende. Queste ultime non vogliono farsi carico dei costi: non è colpa nostra. Mentre è stata sospesa, nei giorni scorsi, dal TAR Catania la suddetta ordinanza del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare che prevedeva oltre alla bonifica anche il blocco totale della navigazione da febbraio 2007", si chiede di conoscere: quali iniziative concrete si intendano adottare per realizzare immediatamente la bonifica di fondali inquinati; fermo restando il principio del "chi inquina paga", come si intenda superare la contrapposizione e l'inutile blocco del traffico portuale e delle attività industriali del polo petrolchimico; se non si intenda istituire immediatamente, prescindendo dallo strumento della Conferenza dei servizi, tavoli locali e nazionali di discussione e concertazione tra Regione, Provincia, Comuni, associazioni, imprese e comunità scientifica per superare responsabilmente i ritardi e avviare una seria e concreta ricerca sulle tecnologie di bonifica da applicare nei singoli casi. (4-01319)