Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01349 presentata da BUTTI ALESSIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 14/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01349 presentata da ALESSIO BUTTI mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.107 BUTTI, DELOGU, STRANO, VALDITARA - Al Ministro della pubblica istruzione - (4-01349) (Già 3-00266)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 023 all'Interrogazione 4-01349
presentata da BUTTI Risposta.
- Invero, la situazione
delle scuole della provincia di Como rispecchia quella delle altre province
della Lombardia, nonché quella delle altre regioni, ed è
un'eredità negativa lasciata dalla precedente gestione. I tagli di
stanziamenti per la scuola operati nella passata legislatura hanno infatti
determinato, relativamente alla spesa corrente, un debito di circa 425
milioni di euro. Più in dettaglio, tra il 2002 e il 2006, sono stati
tagliati 494,4 milioni di euro (pari al 46,6%) per le supplenze brevi;
106,4 milioni (pari al 72,6%) per gli esami di Stato e 159,8 milioni (pari
al 53%) per il funzionamento amministrativo e didattico. Detti tagli
hanno determinato debiti di circa 165 milioni di euro per le supplenze
brevi e i precari; 132 milioni per il funzionamento ordinario, calcolati
al 31 dicembre 2006, di cui 97 milioni solo per il pagamento della Tassa
per la Rimozione dei Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) e 128 milioni di debito
sono stati contratti, fra il 2003 e il 2005, per gli esami di Stato. In particolare,
relativamente ai compensi da corrispondere ai componenti delle commissioni
per gli esami di Stato, sono risultati ampiamente insufficienti gli stanziamenti
di 40,24 milioni di euro previsti dall'art. 22 della legge n. 448
del 2001 (legge finanziaria 2002), nella composizione introdotta dalla
stessa legge; così pure sono risultate insufficienti le integrazioni
disposte per gli anni 2002 e 2003. Né, peraltro, è stata
disposta alcuna integrazione della suddetta somma di 40,24 milioni di euro
per gli anni 2004 e 2005. Uno dei primi
problemi che questo Governo ha dovuto affrontare appena insediato è
stato, quindi, quello di reperire le risorse necessarie per assicurare
il regolare svolgimento della sessione degli esami di Stato per l'anno
scolastico 2005-2006; a ciò si è provveduto con il decreto-legge
n. 210 del 12 giugno 2006, convertito con modificazioni dalla legge n.
235 del 17 luglio 2006, che ha elevato di 63 milioni di euro, per l'anno
2006, il limite di spesa stabilito dalla legge 448 del 2001. La difficile
situazione di finanza pubblica ereditata non ha consentito di reperire
subito ulteriori risorse per far fronte a tutto il debito che si è
accumulato nei vari esercizi finanziari. Le istituzioni
scolastiche, ove possibile, hanno provveduto, anche in assenza di assegnazione
di fondi, alla liquidazione dei compensi mediante anticipazione di cassa. Questa è
la situazione che è stata lasciata. Sono dunque
più che giustificati gli allarmi che pervengono da più parti
sullo stato di sofferenza economica delle scuole, una sofferenza che affonda
le radici in questa situazione di «rosso» stratificato nel tempo
che, unita ai meccanismi di trasferimento farraginosi e lenti, mette le
scuole in grandi difficoltà. Nell'immediato,
per evitare ulteriori conseguenze negative sul funzionamento delle scuole,
il Ministero ha già chiesto agli uffici scolastici regionali e provinciali
di accreditare da subito alle scuole le risorse disponibili nelle giacenze
complessive delle contabilità speciali. Si tratta di somme importanti
che possono costituire una copertura significativa dei debiti, soprattutto
in relazione al mancato pagamento del personale. Inoltre, è
in corso il decreto di attribuzione diretta alle scuole dei 70 milioni
di euro della legge n. 440 del 18 dicembre 1997, istitutiva del fondo per
l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e
per gli interventi perequativi, che erano stati tagliati nella precedente
legislatura per il 2006 e che ora, con la legge finanziaria 2007, in aggiunta
ai finanziamenti per l'anno 2007, vengono restituiti alle scuole stesse. A questi provvedimenti
straordinari ed urgenti si aggiunge la modifica del meccanismo di finanziamento
alle scuole introdotta dal Governo nel disegno di legge finanziaria 2007
e recepita dal Parlamento all'art. 1, comma 601, della legge n. 296
del 27 dicembre 2006. Per effetto
di questa modifica i fondi assegnati alle istituzioni scolastiche, pari
ad oltre 3 miliardi di euro, con un valore medio per ogni scuola intorno
ai 300.000 euro, vengono accorpati in due soli grandi capitoli di bilancio
(spese per il funzionamento amministrativo e didattico e spese per il personale)
e sono assegnati direttamente dal Ministero alle istituzioni scolastiche.
Trattasi di una misura che mira alla valorizzazione dell'autonomia
scolastica, oltre che alla semplificazione e snellimento del procedimento
di accreditamento alle scuole; infatti, l'accorpamento in due soli
grandi capitoli del bilancio dello Stato consente alle scuole autonome
di definire le priorità di spesa per l'attuazione del loro
piano di offerta formativa, senza subire destinazioni vincolate e predefinite,
come è invece avvenuto finora. È in
corso il decreto ministeriale che fissa i criteri e i parametri per il
riparto degli stanziamenti dei due nuovi capitoli istituiti per il finanziamento
diretto alle scuole; successivamente verranno emessi gli ordinativi di
pagamento a favore delle scuole stesse. In questo
contesto di carattere generale va vista la specifica situazione delle scuole
della provincia di Como, alla quale si fa riferimento nell'interrogazione. Il Vice Ministro della pubblica istruzione Bastico