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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01340 presentata da PISA SILVANA (L'ULIVO) in data 14/02/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01340 presentata da SILVANA PISA mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.107 PISA, IOVENE, BELLINI - Al Ministro della difesa - Premesso che: il "Corriere della Sera" del 12 febbraio 2007 ha pubblicato un'intervista ad un ufficiale del contingente italiano in Afghanistan, il tenente Nicola Piccolo, nella quale l'ufficiale afferma che il contingente sta realizzando a Herat una chiesa cattolica; «È la prima chiesa cristiana in terra afgana. Sarà dedicata alla Madonna» afferma il tenente Piccolo secondo quanto riporta il quotidiano che continua: «11 progetto è nostro ma la costruiscono gli afgani. E lo fanno con grande entusiasmo»; la chiesa cattolica che sta sorgendo ad Herat con il lavoro dei militari italiani dovrebbe servire una comunità le cui dimensioni non sono note ma che è certamente minuscola. Fonti giornalistiche riferiscono di una comunità cristiana che varia tra i mille e i tremila credenti. Il World Factbook della CIA riferisce che l'80 per cento degli afghani è musulmano sunnita, il 19 per cento sciita e il restante un per cento di fedi diverse; è ben noto che a tutt'oggi, in Afghanistan, i convertiti dall'Islam sono sottoposti ad isolamento e a vere e proprie persecuzioni, come ben dimostra il caso del cittadino afghano Abdul Rahman, costretto a rifugiarsi in Italia in quanto condannato a morte da una corte islamica, legale nel Paese anche dopo la caduta dei Talebani, per essersi convertito; in questo contesto pare evidente che la realizzazione da parte dei militari italiani di un edificio di culto, a prescindere dalla religione, possa apparire come un'indebita ingerenza negli affari interni di quel Paese e un'iniziativa che semmai avrebbe dovuto essere di qualche organizzazione religiosa anche per evitare che la costruzione di un luogo di culto per iniziativa e sotto la protezione di un contingente armato possa apparire come un'insopportabile imposizione, si chiede di sapere: se quanto riportato nell'intervista citata corrisponda a verità; se il Ministro in indirizzo ne fosse informato; con quali fondi la chiesa venga realizzata; di chi sia stata l'iniziativa di costruire la chiesa cattolica ad Herat e all'interno di quale progetto di cooperazione ed assistenza esso si collochi; se il Ministro non ritenga che sarebbe più appropriato per un contingente in armi dedicarsi a progetti di cooperazione rivolti alla generalità della popolazione. (4-01340)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 057 all'Interrogazione 4-01340
presentata da PISA Risposta.
- In relazione ai contenuti dell'interrogazione in esame, si
deve precisare, innanzitutto, che la richiamata notizia riportante l'intervista
rilasciata dal portavoce del Contingente italiano in Afghanistan rappresenta
in modo impreciso i fatti. Al riguardo,
si fa notare che il Contingente italiano è presente ad Herat su
due basi: una presso la città e l'altra è posizionata
all'interno dell'aeroporto. Nel quadro del potenziamento infrastrutturale
di quest'ultima, è stato realizzato un locale polifunzionale
dalle dimensioni di 10 metri per 15 metri, la cui architettura esterna
ricalca una tipica costruzione afghana con il tetto a terrazza. Il citato
locale, che si sviluppa su un unico piano, è adibito a sala riunioni
e briefing , tempo libero, cinema ed anche a locale, ove la domenica
o in concomitanza con particolari ricorrenze religiose, è celebrata
la Santa Messa per il personale della base, in sostituzione della tenda
ove veniva precedentemente celebrata. Non si tratta,
pertanto, di locale dedicato esclusivamente alle funzioni religiose (chiesa
cattolica), ma di una struttura polifunzionale i cui costi sono stati sostenuti
con le normali assegnazioni per la missione dedicate alla implementazione
del piano regolatore della base aeroportuale di cui si tratta. Infine, con
riferimento all'opportunità che il Contingente italiano si
dedichi «a progetti di cooperazione rivolti alla generalità
della popolazione», si fa notare che le attività in Afghanistan
sono state sempre duplici: militari e umanitarie. In particolare,
le attività militari sono dirette a svolgere compiti di sorveglianza
e pattugliamento, mentre quelle umanitarie sono rivolte all'approvvigionamento
di cibo e medicine a favore della popolazione civile presente nel Paese
o rifugiata in Pakistan. Infatti, una
strategia unicamente militare non può essere considerata, da sola,
sufficiente a garantire il successo della missione poiché l'intervento
deve essere inserito nel più vasto sforzo di ricostruzione delle
istituzioni e della società civile, sforzo in cui l'Italia
è impegnata, ma la cui responsabilità ricade ovviamente anche
su dicasteri diversi da quelli della difesa. Infatti, soltanto
uno sforzo concentrato, coordinato e duraturo nei settori civile ed economico,
del Rule of Law e della tutela dei diritti umani potrà porre le
basi per riuscire a garantire in tutto il Paese una governance efficace
e sostenibile. È di
tutta evidenza, dunque, l'importanza che l'Italia continui a
dare il proprio contributo per la ricostruzione sociale, culturale ed economica
dell'Afghanistan, che ha bisogno di soccorso con medicine, alimenti,
attrezzature, materiali d'ogni genere e opere di ricostruzione, di
impianti ospedalieri, elettrici e delle comunicazioni e di opere di bonifica
da agenti inquinanti e da ordigni esplosivi, in particolare mine. Al riguardo,
si sottolinea come siano stati conseguiti risultati importanti in tutti
questi campi. Tra il 2005
e il 2007, sono stati realizzati progetti d'emergenza nei settori
dell'educazione (fornitura di arredi scolastici, ausili didattici,
materiale di cancelleria, eccetera), della pubblica utilità (fornitura
di attrezzi ed indumenti di lavoro agli operai del Comune) e della salute
(fornitura di ambulanze, medicine, materiale sanitario e sostegno alla
clinica Hope). Sono state,
inoltre, condotte campagne di trattamento antiparassitario degli animali
da pascolo, nonché la realizzazione di pozzi ad uso agricolo ed
umano che hanno consentito ad alcuni villaggi di far fronte a croniche
carenze di risorse idriche. Si è
provveduto peraltro per stimolare la ripresa delle attività artigianali,
alla distribuzione di 1.000 macchine da cucire e 500 telai per la fabbricazione
di tappeti. Relativamente
alle attività CIMIC svolte nell'area di Herat si fa rilevare,
inoltre, la costruzione e ristrutturazione di 11 scuole, la ristrutturazione,
in collaborazione con la protezione civile, del pronto soccorso di Herat,
nonché il potenziamento della rete idrica del capoluogo ed infine
il consolidamento degli argini di alcuni fiumi. Il Ministro della difesa Parisi



 
Cronologia
giovedì 8 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8 recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Il decreto sarà convertito, con modificazioni, nella legge 4 aprile 2007, n. 41.

sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.