Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00123 presentata da FORMISANO ANNA TERESA (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 14/02/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00123 presentata da ANNA TERESA FORMISANO mercoledì 14 febbraio 2007 nella seduta n.109 La X Commissione, premesso che: i Parchi scientifici e tecnologici (PST), nella varietà di tipologia strutturale, di indirizzo e di obiettivi, si configurano come sistemi organizzati sul territorio, costituiti in forma di consorzio, società consortile o società per azioni, con partecipazione maggioritaria di privati, dotati di strutture per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, nonché di strutture gestionali idonee a facilitare il trasferimento di tecnologia e di capacità manageriali alle organizzazioni negli stessi localizzate, ed in grado di migliorare l'integrazione con università e centri di ricerca e di promuovere l'alta formazione e la crescita di iniziative imprenditoriali, specie nell'ambito delle piccole e medie imprese, prevalentemente sui processi e prodotti ad elevato contenuto tecnologico e, comunque, interessanti il sistema economico produttivo locale; le prime esperienze di PST nel nostro Paese risalgono alla fine degli anni sessanta come creazione di aree di raccordo tra università, enti pubblici ed aziende private; l'origine dei PST sul territorio nazionale risale tuttavia agli anni ottanta e da quel momento la volontà di creare strutture simili si è andata sempre più diffondendo nelle diverse aree del Paese; i processi di creazione e sviluppo dei PTS in Italia non hanno però seguito un percorso lineare e di lungo termine come all'estero dove alla base del successo dei PTS c'è stato l'ancoraggio al territorio di uno stretto legame collaborativo tra ricerca scientifica universitaria e produzione industriale, nonché l'accumulazione di nuovo sviluppo qualificato attraverso l'attrazione dall'esterno di risorse umane e imprese; tra le cause che hanno ostacolato in Italia uno sviluppo virtuoso dei PTS si possono individuare il ritardo di circa venti anni con cui il fenomeno è partito rispetto alle migliori esperienze nazionali, la difficoltà dell'università italiana alla collaborazione con le imprese e allo sfruttamento economico dell'attività di ricerca, la scarsità di leadership industriali e la prevalenza della piccola e media impresa, così come la quasi assenza di politiche pubbliche di orientamento dei PTS; nella seduta del 29 marzo 1990 il CIPE ha approvato l'aggiornamento del programma triennale di sviluppo del Mezzogiorno 1990-92 che prevedeva l'avvio del progetto strategico «parchi tecnologici» caratterizzati come strumenti delle politiche di sviluppo centrate sulla diffusione dell'innovazione; in data 7 dicembre 1990 è stata approvata, tra il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, il Ministro del bilancio e della programmazione economica e il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, un'intesa di programma per lo sviluppo e la programmazione di Parchi scientifici e tecnologici nelle aree meridionali, con un fondo di circa 1.100 miliardi di lire; al relativo bando hanno risposto numerose organizzazioni meridionali per un totale di richieste di finanziamento per circa sette volte la disponibilità; con deliberazione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 25 marzo 1994 è stato approvato il programma di intervento per realizzare una rete di Parchi scientifici e tecnologici nel Mezzogiorno nell'ambito della legge n. 46 del 1982 e contestualmente sono stati impegnati circa 450 miliardi di lire per il finanziamento di progetti di ricerca, innovazione e formazione a favore di 13 PST del Centro Sud, in cui erano escluse le realizzazioni di infrastrutture immobiliari (solo nel 1996 sono però stati erogati i finanziamenti dei primi progetti selezionati ed approvati); da quella data non si registrano ulteriori significative iniziative legislative a livello nazionale in relazione alla disciplina e al finanziamento dei PST; parallelamente al percorso ministeriale attivato nel Mezzogiorno, negli anni novanta sono sorte, in maniera autonoma e con l'apporto di capitali pubblici e privati locali, altre iniziative di PTS nel Centro Nord d'Italia adottando modelli organizzativi ed operativi differenziati che rispecchiano le diversità dei territori in cui sono sorti; è opinione condivisa da parte dei responsabili dei PTS italiani che il carattere di straordinarietà del programma di intervento nei parchi del Mezzogiorno, la sua gestione e i modesti risultati raggiunti dalla sua attuazione hanno scoraggiato la proposta di politiche nazionali più stabili e strutturate a favore del sistema dei PST; negli ultimi anni il nostro Paese ha dedicato alla ricerca e sviluppo risorse sensibilmente inferiori alla media europea; le aree industriali italiane presentano una sostanziale carenza di strutture relative alla ricerca scientifica e tecnologica, specie nei settori a più elevata innovatività; è ampiamente dimostrato dai Paesi che investono maggiormente in ricerca scientifica che l'innovazione radicale, la quale determina maggiore incremento di competitività delle imprese, dipende in maniera più consistente dall'apporto scientifico e tecnologico della ricerca e da una forte azione di trasferimento tecnologico da settori esterni all'impresa; diventa pertanto preziosa la presenza sul territorio di soggetti «innovatori-integratori», quali i PST, che pur essendo radicati in uno specifico contesto tecnico-culturale sappiano trovare il miglior punto di intersezione tra l'identificazione della domanda da parte dell'impresa di servizi a sostegno dell'innovazione e l'individuazione di processi di trasferimento di tecnologie più appropriate; tra i fattori che influiscono negativamente sulle potenzialità di crescita competitiva del nostro sistema produttivo un aspetto rilevante è attribuibile alla microdimensione dell'impresa, da cui consegue la difficoltà di carattere economico, culturale e funzionale ad utilizzare elementi di sviluppo tecnologico in grado di produrre un'evoluzione innovativa del sistema di impresa, del processo e del prodotto; tra i fattori che contribuiscono ad accrescerne la competitività si collocano invece forme di decentramento nelle produzioni, internazionalizzazione delle imprese, forte capacità di assorbimento di know-how tecnologico ed organizzativo, capacità di innovazione di prodotto, di processo e di organizzazione, impegna il Governo: a promuovere la creazione e lo sviluppo di Parchi scientifici e tecnologici come soggetti capaci di gestire e coordinare le attività di ricerca ed alta formazione, facilitare l'integrazione tra domanda ed offerta di know-how sulla base di una preventiva analisi dei bisogni delle imprese, incentivare l'aggregazione di competenze scientifiche e tecnologiche, favorire il trasferimento tecnologico al sistema produttivo, specie alle piccole e medie industrie, sviluppare le sinergie tra soggetti pubblici e privati, università, enti di ricerca, imprese e consorzi industriali; a rifinanziare i PST già esistenti, come indicati nella deliberazione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 25 marzo 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'11 agosto 1994, n. 187; a definire un quadro programmatico di politiche e interventi a sostegno della ricerca e dell'innovazione tecnologica al fine di rafforzare le basi dell'industria italiana e renderla più competitiva sul mercato internazionale; ad ottimizzare le applicazioni di servizio delle innovazioni conseguite nei settori di specifico rilievo sociale e pubblico (difesa del territorio e monitoraggio ambientale, miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione, protezione delle popolazioni, prevenzione di rischi e calamità, prevenzione e diagnosi precoce nella salute umana); a sostenere, anche con l'attribuzione di finanziamenti pubblici mirati, i progetti di divulgazione scientifica predisposti dai PST; ad attivarsi perché sia avviata l'attività di formazione degli «operatori di parco», figure professionali con competenze interdisciplinari volte alla gestione dei PST, di cui era già previsto il finanziamento nel I Programma di intervento dei PST nelle aree meridionali (deliberazione MURST n. 225 del 25 marzo 1994). (7-00123)«Formisano».