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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00754 presentata da LEO MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20/02/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00754 presentata da MAURIZIO LEO martedì 20 febbraio 2007 nella seduta n.112 LEO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 4 luglio 2006, per effetto del «nuovo comma 4- bis introdotto dal decreto-legge n. 223 del 2006 (cosiddetto decreto Bersani) all'articolo 30 della legge n. 724 del 1994 è cambiata la procedura da attivare ai fini della disapplicazione della normativa sulle società non operative»; il nuovo comma 4- bis sopra citato prevede che «in presenza di oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi nonché del reddito determinati ai sensi del presente articolo, ovvero non hanno consentito di effettuare le operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto di cui al comma 4, la società interessata può richiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive ai sensi dell'articolo 37- bis , comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 9 settembre 1973 n. 600»; l'articolo 1, comma 109, lettera a) della legge n. 296 del 2006 ha eliminato dal comma 1 dell'articolo 30 della legge n. 724 del 23 dicembre 1994 l'inciso «salvo prova contraria»; la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 5/E del 2 febbraio 2007 ha affermato che l'eliminazione dell'inciso normativo «salvo prova contraria» comporta che la presentazione dell'interpello cosiddetto disapplicativo, disciplinato dall'articolo37- bis , comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 rappresenta l'«unico rimedio per dimostrare le obiettive situazioni che hanno determinato l'impossibilità di conseguire per la società l'ammontare minimo di ricavi, di incrementi delle rimanenze e di proventi, nonché del reddito previsto dal comma 1 dell'articolo 30 della legge n. 724 del 1994», escludendo quindi che «detta prova possa essere fornita in sede di accertamento o nel corso del contenzioso»; la sopra rilevata posizione interpretativa dell'Agenzia delle entrate appare lesiva del diritto di difesa garantito ai sensi dell'articolo 24 della Costituzione; nessun esonero dalla presentazione dell'interpello antielusivo, secondo la citata circolare n. 5/E del 2 febbraio 2007, deve essere previsto per le società soggette al fallimento che, quindi, al pari delle società in bonis , dovranno presentare l'interpello antielusivo di cui all'articolo 37- bis , comma 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 -: se non sia possibile superare le posizioni interpretative espresse dall'Agenzia delle entrate nella più volte citata circolare n. 5/E del 2 febbraio 2007: non appare infatti condivisibile la tesi della presunta inammissibilità del ricorso in assenza della presentazione dell'interpello disapplicativo ex articolo 37- bis, comma 8, del decreto sull'accertamento, in quanto tale inammissibilità appare in contrasto con i princìpi fondamentali del nostro ordinamento e in primis con il diritto di difesa garantito dall'articolo 24 della Costituzione; inoltre, tanto premesso, va anche considerato che la sentenza dichiarativa di fallimento attesta lo stato di irreversibile crisi cui sono sottoposte le società che vengono dichiarate fallite, con la conseguente interruzione dell'attività d'impresa e la inevitabile impossibilità di conseguire l'ammontare minimo di ricavi, di incrementi delle rimanenze e di proventi, nonché del reddito previsto dal comma 1 dell'articolo 30 della legge n. 72 del 1994; ne deriva che, in tali casi (per le società fallite), non dovrebbe essere comunque ritenuto necessario procedere alla presentazione dell'interpello antielusivo.(5-00754)





 
Cronologia
sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.

mercoledì 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge, con 158 voti favorevoli, 136 contrari e 24 astenuti, la risoluzione n. 6-00021, presentata dalla maggioranza, che approva le comunicazioni del Ministro degli esteri D'Alema sulle linee di politica estera del Governo. Il Presidente del Consiglio Prodi rassegna le dimissioni del Governo. Il Presidente della Repubblica Napolitano si riserva di decidere e invita il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.