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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00149 presentata da STORACE FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20/02/2007

Atto Senato Interpellanza 2-00149 presentata da FRANCESCO STORACE martedì 20 febbraio 2007 nella seduta n.111 STORACE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri, della difesa e della salute - Premesso che: la missione di pace in Iraq decisa dal Governo Berlusconi è iniziata il 9 maggio 2003 con l'arrivo a Baghdad di un ospedale da campo della CRI con 21 operatori e 15 Carabinieri del Tuscania; successivamente, dopo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU n. 1483 del 22 maggio 2003, la missione italiana è proseguita con l'invio di mezzi e truppe militari nella provincia di Dihar a Nassiriya per favorire la ricostruzione dei luoghi ed assistere la popolazione duramente provata dal conflitto; l'intervento italiano fu richiesto dagli americani successivamente alla conclusione del conflitto, in data 1° maggio 2003 con formale dichiarazione del Presidente Usa Bush. Infatti l'attacco all'Iraq venne deciso nel vertice delle Azzorre il 16 marzo 2003 al quale parteciparono USA, Gran Bretagna e Spagna ma non l'Italia; conquistata Baghdad e resisi conto della drammatica situazione esistente sul piano socio-sanitario gli USA chiesero al Governo italiano (Ministro degli affari esteri Frattini ed ambasciatore Badini, ex braccio destro di Craxi nella vicenda Sigonella) l'invio di aiuti umanitari per fronteggiare le drammatiche conseguenze post-belliche derivanti dalla totale distruzione del sistema ospedaliero; il Governo italiano, proprio per mantenere ancora una posizione di non adesione alla guerra, decise di finanziare la CRI, ente neutrale ed indipendente cui venne chiesto di impiantare un ospedale da campo prima e, successivamente, provvedere alla gestione di alcuni reparti del Medical City Hospital. Ciò provocò un fortissimo gradimento da parte della popolazione e risultati apprezzabili sia sotto il profilo sanitario, sia sotto quello della riconoscenza manifestata anche attraverso l'impegno di tantissimi iracheni a fare in modo che le vicende che hanno riguardato i cittadini italiani, sequestrati in Iraq potessero risolversi, nella maggior parte dei casi, con il rilascio degli ostaggi, sani e salvi; riguardo all'attività svolta a Nassiriya occorre inoltre rilevare che si è trattato di una missione esclusivamente di pace, volta essenzialmente a sostenere le esigenze della popolazione, mediante la ristrutturazione di scuole, strade, acquedotti, fognature, formazione della polizia irachena, e ponendo in sicurezza l'intera area; la tragedia di Nassiriya del novembre 2003, oltre ad alcuni altri attentati nei quali diversi militari italiani hanno perso la vita da eroi (anche se ciò non è stato ancora riconosciuto con il conferimento della medaglia d'oro al valor civile, se si eccettua il solo caso di Fabrizio Quattrocchi, e con la colpevole dimenticanza dei carabinieri e soldati uccisi a Nassiriya), nulla hanno tolto al carattere di pace della missione durante la quale i soldati italiani non hanno mai partecipato ad alcuna azione di carattere bellico limitandosi, al più, a dar corso a qualche intervento militare solo per difendersi dagli attacchi di miliziani e terroristi; ben diversamente agì il Governo D'Alema, di cui l'on. Diliberto era Ministro della giustizia pro tempore , che su richiesta USA inviò i caccia a bombardare il Kosovo durante la crisi dei balcani nei primi anni novanta. Evidentemente l'on. Diliberto quando è all'opposizione si dichiara pacifista quando è al Governo favorevole alla guerra. All'epoca infatti né si dimise né votò contro la decisione del suo Governo; con la conclusione della missione italiana in Iraq decisa dal Governo Prodi, oltre a privare della sicurezza ancora indispensabile la popolazione della provincia di Dihar, si è provveduto alla chiusura del Medical City Hospital a Baghdad, al quale contrariamente a quanto deciso dal Governo precedente sono stati negati i fondi assegnati, privando di cure migliaia di persone e del posto di lavoro oltre cento famiglie di medici, infermieri e tecnici iracheni, oltre a quelle che ne beneficiavano per l'indotto (acquisti, viveri e medicinali in primis ); nei giorni scorsi la Farnesina, accogliendo una richiesta della CRI, ha accettato di concedere un permesso di soggiorno a 3 medici e 2 infermieri iracheni che per tre anni e mezzo hanno lavorato grazie alla missione a Baghdad. Espletate le formalità di chiusura delle attività sanitarie e riconsegna dei locali alle rispettive autorità i cinque iracheni sono ripartiti per Baghdad, dove insieme ad altre centinaia di colleghi e famiglie rischiano di essere uccisi perché accusati da miliziani e terroristi di aver lavorato con gli occidentali. Purtroppo nessuna autorità in grado di comprendere il loro dramma ha avuto la sensibilità di riceverli anche solo per ringraziarli per aver posto la loro vita in pericolo soprattutto durante il periodo nel quale sono stati sequestrati i cittadini italiani; ultima considerazione, il presidente Prodi ed il ministro D'Alema ritengono che le missioni civili debbano essere aumentate e rinforzate rispetto a quelle militari. Sarebbe interessante sapere allora perché hanno chiuso l'ospedale a Baghdad. Probabilmente perché non vi è la possibilità di operare con personale italiano per carenza di sicurezza. Ma, allora, senza una presenza militare che la garantisca non è neppure pensabile al mantenimento di alcuna missione civile in nessuna parte dei Paesi in cui vi sono conflitti in corso. Tanto vale essere coerenti e ritirare tutte le missioni italiane ovunque siano dislocate, come da sempre richiesto dai partiti della sinistra radicale (Rifondazione comunista, Verdi e Comunisti italiani) alcune volte addirittura 'immediatamente', come dopo ogni attentato ai militari italiani sia a Nassiriya che a Kabul; l'intera operazione di assistenza socio-sanitaria, solo a Baghdad è costata circa 29.000.000,00 (ventinovemilioni) euro oltre ai costi comportati dalle attività di Medevac, grazie alle quali, con un accordo tra CRI e Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome italiane (in vigore però sino al luglio 2005, cioè sino a quando la maggioranza di esse sono state governate dal centro-destra) è stato possibile trasferire e curare negli ospedali italiani circa 175 pazienti di cui gran parte bambini. Il maggior numero di persone ammalate sono state ricoverate e curate nel Lazio ed in Lombardia; con la chiusura della missione tutto quello che poteva e doveva costituire un investimento idoneo a favorire la pace attraverso aiuti e solidarietà alla popolazione si è rilevato uno spreco del tutto inutile; si chiede di conoscere: quali siano gli intendimenti del Governo rispetto a quanto denunciato, ovvero se non si ritenga di operare un'immediata correzione di rotta rispetto ad una politica che manda in pezzi l'immagine di solidarietà offerta dall'Italia ad una terra martoriata; in cosa consista la condizione posta dagli esponenti dei partiti Rifondazione comunista, Verdi e Comunisti italiani alla quale si subordinerebbe il voto favorevole al rifinanziamento della missione in Afghanistan e cioè la richiesta di convocazione di una conferenza internazionale di pace. In particolare a chi essa vada rivolta e con quali garanzie che possa venire accolta. (2-00149)

 
Cronologia
sabato 17 febbraio
  • Politica, cultura e società
    A Vicenza si svolge una grande manifestazione contro la decisione del Governo di allargare la base militare statunitense al posto dell'Aeroporto Dal Molin.

mercoledì 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge, con 158 voti favorevoli, 136 contrari e 24 astenuti, la risoluzione n. 6-00021, presentata dalla maggioranza, che approva le comunicazioni del Ministro degli esteri D'Alema sulle linee di politica estera del Governo. Il Presidente del Consiglio Prodi rassegna le dimissioni del Governo. Il Presidente della Repubblica Napolitano si riserva di decidere e invita il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.