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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00129 presentata da GERMANA' BASILIO (FORZA ITALIA) in data 22/02/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00129 presentata da BASILIO GERMANA' giovedì 22 febbraio 2007 nella seduta n.114 La VIII Commissione, premesso che: in data 11 dicembre 2006, è stata presentata l'interrogazione a risposta in Commissione Stradella-Misuraca 5-00484 nella quale venivano chieste al Governo le motivazioni della revoca del finanziamento di euro 68.690.000, effettuata in data 2 marzo 2006, dal CIPE, per il completamento della diga di Bluff in provincia di Palermo; a tutt'oggi ancora il Governo non ha fornito una risposta all'interrogazione citata; in Sicilia e, in particolare in molti comuni delle province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, è frequente una situazione di emergenza idrica di particolare gravità; prima della revoca del finanziamento, l'acquedotto di Blufi è stato considerato facente parte del Sistema Acquedottistico Centro Orientale della Sicilia e sarebbe stato destinato in futuro ad integrare e a soddisfare per intero l'approvvigionamento idropotabile dei comuni ricadenti nelle province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento; tale acquedotto sarebbe stato imperniato sul serbatoio di accumulo e regolazione da costruire, con una diga di ritenuta, poco a valle dell'abitato di Blufi; a valle del serbatoio di Blufi è già stato costruito ed è attualmente funzionante un impianto di potabilizzazione dalla capacità fino a 1200 l/s, che tuttavia viene oggi utilizzato solamente per portate ridotte (al massimo 150-300 l/s nel periodo invernale-primaverile), proprio per il mancato completamento della diga; l'impianto di potabilizzazione serve l'acquedotto di Blufi (una condotta dell'estesa complessiva di 96 chilometri fra Blufi e Gela) che si interconnette anche con gli acquedotti Madonia Est, Madonia Ovest, Ancipa e Acquedotto del dissalatore di Gela; nel 1993 la Regione Siciliana ha affidato all'Eas (Ente Acquedotti Siciliani) la gestione del sistema Blufi, per affrontare e risolvere l'endemica crisi idrica in cui, da sempre, hanno versato la città di Caltanissetta, la sua provincia e le province di Enna ed Agrigento; le opere descritte, e realizzate con notevole investimento di risorse finanziarie, non riescono tuttavia ancora a soddisfare i bisogni idrici delle popolazioni interessate; il completamento della diga di Blufi avrebbe soddisfatto le esigenze della popolazione e migliorato il rendimento complessivo delle opere già realizzate, consentendo il riempimento dell'invaso e il suo pieno apporto idrico sia ai comuni forniti che agli altri sistemi acquedottistici interconnessi; le opere mancanti consistono in particolare nella realizzazione dello «sbarramento» da effettuare con materiali inerti onde consentire una maggiore capacità alla diga; l' iter per la costruzione dell'invaso è stato travagliato da subito per l'intervento dapprima degli ambientalisti, i quali paventavano rischi per la fauna selvatica; per le procedure di esproprio dei terreni su cui effettuare l'opera; per il contenzioso tra la Astaldi (l'impresa che avrebbe dovuto effettuare il lavoro) e la Regione Sicilia e per il problema delle cave da cui prelevare il terreno per realizzare la diga, cave sottoposte a vincolo o lontane dalla zona di Blufi (quindi con conseguenti costi di trasporto troppo alti); nonostante le suddette difficoltà, comunque, per la realizzazione della diga di Blufi il CIPE aveva disposto un finanziamento pari a 68.690.000 euro; il completamento della diga è di vitale importanza per risolvere l'annoso e più volte citato problema della carenza idrica nelle Province di Enna, Agrigento e Caltanissetta, non solo a vantaggio della cittadinanza, ma anche delle attività produttive, impegna il Governo: ad illustrare le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento del CIPE e conseguentemente a convocare con urgenza una conferenza dei servizi coordinata dal Ministero delle infrastrutture, con la partecipazione del Ministero dell'ambiente, dell'economia, della Regione Siciliana e più specificamente invitando l'Assessorato Regionale Lavori Pubblici e l'Agenzia Regionale per le Acque, allo scopo di verificare i motivi ostativi che non hanno consentito la realizzazione dell'opera, pur essendo il progetto in una fase molto avanzata e con la Valutazione di Impatto Ambientale favorevole (causa dei ritardi accumulati nel tempo) e di predisporre un nuovo progetto per il completamento dell'opera, indispensabile al rifornimento idrico delle Province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento; a reperire i fondi necessari alla realizzazione dell'infrastruttura, inserendola tra le priorità delle opere pubbliche strutturali indispensabili allo sviluppo socioeconomico della Sicilia Centro-orientale. (7-00129) «Germanà, Misuraca, Stradella, Marinello».

 
Cronologia
mercoledì 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge, con 158 voti favorevoli, 136 contrari e 24 astenuti, la risoluzione n. 6-00021, presentata dalla maggioranza, che approva le comunicazioni del Ministro degli esteri D'Alema sulle linee di politica estera del Governo. Il Presidente del Consiglio Prodi rassegna le dimissioni del Governo. Il Presidente della Repubblica Napolitano si riserva di decidere e invita il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

giovedì 22 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi convoca una riunione degli esponenti dei partiti della maggioranza che si conclude con l'approvazione di un documento proposto dal Presidente medesimo recante 12 punti, ritenuti, nell'ambito della complessiva attuazione del programma dell'Unione, "prioritari e non negoziabili" e costituenti la base del patto sul quale dovrà essere fondata la ripresa dell'attività del Governo.

sabato 24 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Napolitano respinge le dimissioni del Governo e lo rinvia alle Camere per verificare la sussistenza del rapporto fiduciario. In una nota il Capo dello Stato osserva che tali dimissioni si erano rese necessarie non per obbligo costituzionale ma per dovere di chiarezza politica dopo gli esiti delle votazioni del 1° e del 21 febbraio al Senato, e per le divergenze e tensioni manifestatesi già prima nella maggioranza di governo.