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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00387 presentata da ROSSI LUCIANO (FORZA ITALIA) in data 22/02/2007

Atto Camera Interpellanza 2-00387 presentata da LUCIANO ROSSI giovedì 22 febbraio 2007 nella seduta n.114 Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che: in questi giorni è data ampia rilevanza dalla stampa sia sui quotidiani nazionali che locali, sia sui siti WEB (www.ternirete.it) della annunciata vendita - risalente al 16 novembre 2006 - da parte della multinazionale scandinava YARA ITALIA (YARA INTERNATIONAL ASA) e di dismissione dello stabilimento Terni Industrie Chimiche (TIC) di Nera Montorio e, a tale proposito sarebbe stato firmato un apposito documento tra la suddetta cedente YARA e l'industria Borgianini, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dottor Enrico Letta, documento che sarebbe stato recapitato alle segreterie delle Parti Sociali - FILCEM CGIL, FEMCA CISL, UILCEM - ed ai vertici delle Istituzioni Locali-Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Mario Giovannetti; Presidente della Provincia di Terni Andrea Cavicchioli; Sindaco di Narni Stefano Bigaroni; della sottoscrizione di detto documento non è stata data né preventiva informazione, né successiva contezza alle Istituzioni Locali, che, come riportato da fonti di stampa, si riservano di agire - sotto il profilo delle competenze regionali - nei confronti dell'azione di Governo ritenuta proditoria; le rappresentanze sindacali - nazionali e locali - hanno richiesto l'annullamento dell'atto di cessione in questione; la situazione è assai allarmante, visto che nella riunione tenutasi a Palazzo Chigi il 16 novembre 2006 e verbalizzata, i vertici della YARA avrebbero illustrato al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dottor Enrico Letta, «le difficoltà del Gruppo per i possibili cambiamenti nelle modalità di approvvigionamento energetico a partire dal 2007» per, poi, dichiarare in occasione di un vertice con le Parti Sociali tenutosi in questi giorni, in una nota ufficiale, notizie ancor più gravi sulle motivazioni del piano di dimissione rispetto a quelle precedentemente divulgate dalla multinazionale scandinava nella predetta riunione del 16 novembre 2006 a Palazzo Chigi, nella quale il preliminare di compravendita della TIC al Gruppo Borgianini venne definito «una soluzione articolata che prevedeva il prolungamento di 5 anni del contratto del gas alle condizioni migliori possibili e l'impegno al prolungamento della attività su Terni, mantenendo lo stesso organico per un periodo di 18 mesi, per permettere la realizzazione degli interventi necessari alla riconversione della fabbrica, operata dagli acquirenti» (fonti Il Messaggero, Il Giornale dell'Umbria e il Corriere dell'Umbria del 21 febbraio 2007); in relazione a detti annunciati proponimenti, il Sottosegretario alla Presidenza dottor Enrico Letta avrebbe - in una nota di replica alle Istituzioni Umbre diffusa il 16 novembre 2006 - «sottolineato la volontà e l'esigenza del Governo di mantenere la produzione industriale e i siti produttivi in Italia, sia per motivi sociali e occupazionali, sia per non ridurre l'apparato industriale del paese» ed indi affermato che «il Governo avrebbe assicurato, pertanto, la massima attenzione per la soluzione dei problemi energetici del Gruppo. «In proposito - sempre secondo quanto affermato dal Governo - le iniziative intraprese starebbero già determinando risultati positivi». Il Sottosegretario dottor Letta avrebbe - sempre in detta nota - enunciato, nel contesto della dichiarata condivisione programmatica del Governo del perpetrato piano dismissivo messo in atto dalla proprietaria YARA, peraltro già iniziato a partire dal 1996, «che per quanto concerne le problematiche relative ai singoli siti produttivi, è evidente che esse - vedi il sito di Nera Montoro - devono essere trattate sul territorio dalle parti sociali, stante la vigile attenzione del Governo al mantenimento dei livelli occupazionali e della produzione». Il tutto nell'evidente intento di riversare le connesse gravi problematiche sia di ricaduta occupazionale sia produttiva della Regione Umbria, alle parti sociali ed alle rappresentanze istituzionali locali e, ciò, pur in assenza di preventiva partecipazione alle stesse dell'operazione dismissiva sia di valida giustificazione sotto tutti i profili del piano aziendale di cessione, sia di valide garanzie occupazionali; ancora più di recente, di fronte all'esplosione dello sdegno delle parti sociali, delle rappresentanze politiche e istituzionali locali, a seguito della diffusione del documento di vendita della TIC sottoscritto da YARA e Gruppo Borgianini da parte della segreteria del dottor Enrico Micheli, il dottor Enrico Letta, chiamato in causa, avrebbe fatto rispondere in data 20 febbraio 2007 dal Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio, spiegando che «la YARA aveva comunicato il concreto rischio di chiusura degli stabilimenti localizzati in Italia, qualora non fosse stato risolto il problema della fornitura di metano». Da ciò, risulterebbe evidente che solo un passaggio - nelle considerazioni governative - è stato riservato sul problema di Nera Montoro, passaggio in cui, come sopra detto, in precedenza - nel citato comunicato - il dottor Letta aveva demandato le problematiche alle parti sociali ed alle Istituzioni Locali; a fornire il gas metano a prezzi contenuti avrebbe dovuto essere l'ENI, visto che la multinazionale norvegese si considera fortemente dipendente dalla materia prima per la produzione di ammoniaca, base per la fabbricazione di fertilizzanti ma «gli incontri tra YARA ed ENI non avrebbero prodotto i risultati ipotizzati recita il predetto comunicato - tanto che non è stato siglato né un accordo quinquennale, né è stato possibile ottenere una riduzione del prezzo che oggi è superiore del 40 per cento rispetto al vecchio contratto»; detto atteggiamento del Governo manifestato in una così importante operazione dismissiva - e di riconversione - del polo industriale TIC-Nera Montoro (Terni) detenuto dalla YARA, dapprima disinvoltamente omissivo, indi manifestamente ostruzionistico, a giudizio dell'interpellante dovrebbe assicurare immediato riscontro a tutti i quesiti ed alle richieste posti dalle parti interessate di cui sopra, sia locali, che politiche che sindacali, ivi incluso un Tavolo Nazionale con i soggetti istituzionali, eventualmente chiamando in causa anche ENI o Enichem; quanto sopra, anche in considerazione dell'impegno del Ministero dello Sviluppo Economico che, rispetto alla volontà di YARA di procedere alla chiusura della produzione di nitrato di calcio, avrebbe previsto di riconvocare il Tavolo con le Istituzioni, i sindacati nazionali e locali e l'Osservatorio Nazionale della Chimica per valutare tutte le iniziative utili a salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento di Nera Montoro; invece, nella disinformazione generale, viene messa a segno un'operazione, secondo l'interpellante improvvida e ingiustificata, dalla multinazionale YARA che, dopo aver conseguito con stenti guadagni negli ultimi esercizi, aver usufruito delle tariffe agevolate per l'energia ed aver acquisito il sito produttivo a prezzi vantaggiosi, non esita a liquidare sic et simpliciter una realtà produttiva che impegna circa 80 dipendenti, depauperando la regione Umbria da proficue presenze produttive -: se intenda dare adeguate motivazioni all'operazione dismissiva della YARA dello stabilimento TIC di Nera Montoro e della mancata previa informativa alle parti interessate e se sia consapevole del forte rischio di un oggettivo disimpegno del sito e di un percorso che potrebbe portare alla chiusura dello stabilimento e ciò sia con gravi ricadute occupazionali sia privando l'economia e la produzione territoriale umbra di un importante - ed ennesimo - sito produttivo; se valuti necessaria la convocazione di un Tavolo Nazionale alla presenza del Governo, delle Istituzioni Locali, delle rappresentanze sindacali e della YARA per affrontare e risolvere adeguatamente la situazione. (2-00387) «Luciano Rossi».

 
Cronologia
mercoledì 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge, con 158 voti favorevoli, 136 contrari e 24 astenuti, la risoluzione n. 6-00021, presentata dalla maggioranza, che approva le comunicazioni del Ministro degli esteri D'Alema sulle linee di politica estera del Governo. Il Presidente del Consiglio Prodi rassegna le dimissioni del Governo. Il Presidente della Repubblica Napolitano si riserva di decidere e invita il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

giovedì 22 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi convoca una riunione degli esponenti dei partiti della maggioranza che si conclude con l'approvazione di un documento proposto dal Presidente medesimo recante 12 punti, ritenuti, nell'ambito della complessiva attuazione del programma dell'Unione, "prioritari e non negoziabili" e costituenti la base del patto sul quale dovrà essere fondata la ripresa dell'attività del Governo.

sabato 24 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Napolitano respinge le dimissioni del Governo e lo rinvia alle Camere per verificare la sussistenza del rapporto fiduciario. In una nota il Capo dello Stato osserva che tali dimissioni si erano rese necessarie non per obbligo costituzionale ma per dovere di chiarezza politica dopo gli esiti delle votazioni del 1° e del 21 febbraio al Senato, e per le divergenze e tensioni manifestatesi già prima nella maggioranza di governo.