Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00439 presentata da GUZZANTI PAOLO (FORZA ITALIA) in data 28/02/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00439 presentata da PAOLO GUZZANTI mercoledì 28 febbraio 2007 nella seduta n.116 GUZZANTI, SCHIFANI, CASTELLI, ALBERTI CASELLATI, IANNUZZI, MALAN, MANTOVANO, PIANETTA, STERPA, STRACQUADANIO - Al Ministro dell'interno - Risultando agli interroganti che: il Ministro dell'interno Giuliano Amato il 27 novembre 2006 ha ordinato un'ispezione interna al suo Ministero per appurare se agenti di Polizia, Carabinieri o funzionari del Sisde avessero collaborato illegalmente con il Presidente della Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta concernente il "dossier Mitrokhin" e l'attività di intelligence italiana, senatore Paolo Guzzanti, nella XIV Legislatura; tale ispezione non ha prodotto, né avrebbe potuto produrre, alcun risultato, cosa di cui il ministro Amato ha dovuto dare atto nella sua audizione al Copaco del 24 gennaio 2007, ma senza informarne l'opinione pubblica, fortemente scossa da quella che i maggiori giornali definirono "l'inchiesta di Amato sulla Commissione Mitrokhin"; la necessità di tale ispezione, annunciata mentre era in corso un selvaggio linciaggio mediatico nei confronti dell'ex Presidente della Commissione "Mitrokhin", scatenato per evidenti motivi politici, privo di qualsiasi prova o riscontro, poggia su un'unica fonte giornalistica, vale a dire l'intervista pubblicata il 26 novembre 2006 sul quotidiano "la Repubblica", che citava fra virgolette frasi che sarebbero state pronunciate, ma che poi sono state rinnegate dal intervistato, preteso Evgueni Limarev; tale intervista asseriva una quantità di fatti gravissimi riconosciuti poi come falsi dallo stesso preteso intervistato Evgueni Limarev, in quanto tali mendaci dichiarazioni accusavano un senatore della Repubblica ed ex Presidente di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta di reati gravissimi fra cui quello del tutto sovversivo di disporre di "strutture" clandestine in cui, per sua disposizione, agenti di Polizia, Carabinieri e personale del Sisde (o altri individui comunque classificabili) fabbricavano falsi dossier da usare contro esponenti politici del centro-sinistra durante la campagna elettorale precedente le elezioni dell'aprile 2006; i nomi citati nell'intervista sono quelli dei seguenti esponenti politici: Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Cosimo Giuseppe Sgobio (Comunisti italiani), Alfonso Gianni (Rifondazione comunista), Umberto Ranieri (Democratici di Sinistra), Antonio Rotundo (Democratici di Sinistra), Oliviero Diliberto (Comunisti italiani), Francesco Giordano (Rifondazione comunista), Eugenio Duca (Democratici di Sinistra); è perfettamente vero che nella sua qualità di Presidente della Commissione "Mitrokhin" il senatore Guzzanti ha apertamente indagato anche sulla persona del professor Romano Prodi nello stretto ambito di quanto stabilito dalla legge 90/2002 e di aver pubblicamente riferito di tale indagini da lui stesso consegnate, insieme ad altre, nel dicembre 2005, alla Procura di Roma che successivamente le trasmise al Tribunale dei Ministri; ciò dimostra come non sia mai esistito alcun "dossieraggio", ma soltanto una severa e documentata attività istituzionale svoltasi nei modi previsti e nel pieno rispetto della legge istitutiva della "Commissione parlamentare d'inchiesta concernente il "dossier Mitrokhin" e l' attività di intelligence italiana"; l'intervista ad Evgueni Limarev pubblicata su "la Repubblica" il 26 novembre 2006 era stata asseritamente raccolta (fatto assolutamente senza precedenti) nel febbraio del 2005 e dunque conservata per quasi due anni in un cassetto, insieme con una pretesa intervista (anch'essa non provata da alcun supporto di registrazione) all'ormai defunto, perché assassinato, colonnello Alexander Litvinenko, da due giornalisti noti per le loro campagne di disinformazione, risultate sempre infondate e false come quella sul "caso Nigergate" o contro l'ex direttore del Sismi, generale Niccolò Pollari, circostanze che, fra le altre, hanno indotto un famoso patriota russo in esilio, Oleg Gordievsky, ex ufficiale del KGB passato in Inghilterra nell'85, oggi ufficiale britannico e considerato una fonte attendibilissima dai servizi occidentali, a definire il foglio in questione come "Il giornale più sporco del mondo" ("The dirtiest newspaper in the world") dopo aver constatato come persino una pretesa e clamorosa intervista a lui degli stessi giornalisti e per lo stesso giornale stesso fosse "per il 90 per cento fabbricazione e manipolazione"; Evgueni Limarev ha totalmente ritrattato di fronte al senatore Paolo Guzzanti, primo interrogante, in presenza di due registratori accesi - la registrazione è ascoltabile anche su Internet - ogni cosa pubblicata sotto il suo nome ammettendo di non avere "mai incontrato il senatore Guzzanti" prima dell'8 gennaio 2007 e definendo l'intera intervista de "la Repubblica" "una fabbricazione" con cui riconosce di "essere stato usato" dai due giornalisti i quali già due anni fa gli dissero, testualmente come da registrazione elettronica: "Non siamo interessati a questo Mario Scaramella, ma siamo molto interessati in qualunque cosa riguardi Guzzanti (...) questo potrebbe essere il centro del nostro interesse"; Limarev è, secondo fonti di Scotland Yard e l'ex colonnello del KGB, Oleg Gordievsky, un "provocatore" e un "collaboratore Svr/Fsb" agli ordini dei suoi "capi di Mosca" i quali gli chiesero di preparare alcune e-mail da inviare a Mario Scaramella nelle quali si asseriva che a Mosca sarebbe stato deciso di "usare la forza" contro Mario Scaramella e Paolo Guzzanti al solo scopo di terrorizzare Mario Scaramella in partenza per Londra (dove doveva partecipare ai lavori annuali della International Maritime Organization) e spingerlo ad incontrarsi subito con il suo amico Alexander Litvinenko, in modo che potesse scattare, come scattò, il piano di avvelenamento dello stesso che prevedeva, oltre all'omicidio dell'esule ormai cittadino britannico, anche l'immediata esposizione del "misterioso italiano che lo aveva avvelenato al sushi bar Itsu di Piccadilly Circus"; l'annuncio dell'ispezione ministeriale da parte del Ministro dell'interno ha permesso ai quotidiani del giorno dopo, 28 novembre 2006, di stampare titoli del seguente tenore: «Commissione Mitrokhin, Amato apre un'inchiesta» ("Il Messaggero"); «Amato: fuori tutti i documenti della Commissione Mitrokhin» ("Corriere della Sera"); «Amato: verifiche sulla Commissione Mitrokhin» ("Il Giornale"); «Mitrokhin, Amato apre un'inchiesta» ("la Repubblica"); «Il governo ordina un'indagine sulla Commissione Mitrokhin» ("Il Secolo XIX"); «Mitrokhin, è bufera sul ruolo di Guzzanti» ("La Stampa"); anche l'informazione televisiva pubblica e privata seguiva la stessa falsariga, ben sapendo tutti, organi di stampa e Ministro, che non era possibile alcuna "ispezione sulla Mitrokhin", ma soltanto una verifica interna al Ministero sull'ipotesi, falsa, di collaborazioni illegali con l'organo parlamentare; lo stesso Ministro ritenne di emettere una breve nota in cui assicurava ironicamente di ben conoscere il diritto costituzionale e di essere dunque consapevole dell'impossibilità per l'Esecutivo di indagare sul Parlamento, e tuttavia vedeva che la sua azione era universalmente interpretata, giustamente, come l'esatto contrario di quel che la sua ironia tentava di riparare; la selvaggia campagna di stampa contro il Presidente di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta, campagna che ha costituito una pagina di vergogna per le istituzioni e per quanti hanno partecipato ad una vera "caccia alle streghe" senza aver compiuto le più elementari e doverose verifiche, ha avuto il suo avallo istituzionale con l'annuncio del Ministro di una "ispezione sulla Mitrokhin", che di fatto copriva senza alcun controllo quelle che poi sono state dimostrate essere fabbricazioni, bugie e manipolazioni del quotidiano "la Repubblica", proseguita poi per settimane sulla stampa italiana e internazionale, rafforzata dall'effetto moltiplicatore dell'illegale pubblicazione di intercettazioni telefoniche, in violazione della legge 140/2003 e dell'articolo 68 della Costituzione, che costituiscono un ulteriore vulnus alla sovranità del Parlamento ed ai diritti riconosciuti agli eletti in ogni democrazia; l'ispezione ministeriale ha dato esito totalmente negativo, come ammesso dallo stesso ministro Giuliano Amato al Copaco il 24 gennaio 2007: "Nessun uomo della Polizia ha collaborato alla Mitrokhin", così come in precedenza lo stesso Copaco aveva raggiunto la certezza, come dichiarato dal suo Presidente Claudio Scajola, che neanche personale del Sismi avesse mai prestato qualsiasi forma di illegale collaborazione, si chiede di sapere: quali siano stati i criteri procedurali, giuridici, costituzionali e di semplice rispetto delle regole che governano i rapporti fra il Parlamento e l'Esecutivo, adottati per promuovere l'ispezione che ha contribuito al "linciaggio" di un membro del Senato della Repubblica, senza svolgere alcuna indagine preventiva atta a certificare la credibilità dell'unica e sola fonte di informazione da cui ha preso le mosse l'indagine stessa; se si ritenga opportuno, in particolare, verificare: se davvero un'intervista come quella pubblicata sul quotidiano "la Repubblica" e dai connotati giornalistici privi di precedenti fosse stata effettivamente rilasciata, in quale data e se ne esistesse una registrazione meccanica o elettronica; se l'autore o gli autori dell'intervista fossero in grado di giustificare il criterio per cui, pur essendo venuti a conoscenza di reati gravissimi apparentemente commessi da una figura istituzionale quale è il Presidente di una Commissione bicamerale d'inchiesta, non ritennero di darne immediata notizia all'autorità giudiziaria; se l'intervistato Evgueni Limarev, notoriamente residente in Francia nella città di Cluses, Haute Savoie, confermasse e con quali dettagli i fatti riferiti nell'articolo del 26 novembre 2006 e in particolare se avesse davvero incontrato, dove, quando e in quali circostanze, il senatore Paolo Guzzanti allora Presidente della Commissione "Mitrokhin", atteso che lo scorso 8 gennaio 2007, intervistato davanti a un registratore, Evgueni Limarev ha riconosciuto di non aver mai incontrato prima di quel momento Paolo Guzzanti, ma forse di aver visto un sosia al suo posto, ciò che, data la notorietà del giornalista e politico in questione, appare ridicolo e grottesco prima ancora che falso; se il Sisde, organismo preposto a tutelare la sicurezza interna e delle istituzioni, fra cui il Parlamento e i suoi membri, avesse immediatamente disposto un'inchiesta di intelligence sul personaggio Limarev, definito dalle autorità del Regno Unito "un contrattista esterno dei servizi di sicurezza russi", allo scopo di documentarne il ruolo, la professione, i contatti, le attività segrete oltre all'attendibilità, atteso che si tratta di persona dal noto e dichiarato passato criminale per essere stato membro di un'associazione mafiosa segreta russa; se il Sisde o la Polizia di Stato o i Carabinieri o comunque personale dipendente dal Ministro in indirizzo fosse venuto a conoscenza del fatto che lo stesso Limarev, preteso autore dell'intervista in questione, fosse anche lo stesso Limarev che nei giorni 30 e 31 ottobre 2006 inviò all'ex consulente della Commissione "Mitrokhin" Mario Scaramella alcune e-mail di sua fattura, in cui si sosteneva che da Mosca fosse stato deciso l'immediato uso della forza per mettere a tacere lo stesso Scaramella e il senatore Guzzanti, al solo scopo di spingere Scaramella a recarsi d'urgenza ad un appuntamento-trappola con Litvinenko a Londra trovandosi così coinvolto in uno sconvolgente caso di omicidio di risonanza mondiale, evento destinato a causare l'improvvisa attenzione di tutti i media sullo Scaramella stesso (perché in prima battuta considerato dallo stesso Litvinenko l'apparente avvelenatore, così come era nei piani degli assassini) in modo da consentire la partenza di un'operazione di disinformazione e diffamazione accuratamente preparata per accompagnare all'omicidio del patriota russo in esilio Alexander Litvinenko, la criminalizzazione del consulente Scaramella oggi detenuto perché accusato di aver calunniato l'ex capitano del KGB Oleksander Talik e, come effetto finale e desiderato del complotto criminale, il massacro mediatico e politico del Presidente dell'unica Commissione parlamentare d'inchiesta europea che abbia indagato sulla penetrazione sovietica; se gli organi di informazione di polizia a disposizione del Ministro in indirizzo si siano attivati e in qual modo per la protezione di una Commissione d'inchiesta del Parlamento e del suo Presidente; se l'ufficio stampa del Ministero si sia infine attivato - una volta stabilita la totale falsità delle pretese e contestate dichiarazioni di Limarev circa le "strutture" falsamente attribuite al senatore Guzzanti e gli inesistenti dossier che sarebbero stati da lui ordinati e fatti fabbricare per danneggiare esponenti politici avversari durante la campagna elettorale - affinché tutti gli organi di informazione, cartacea, televisiva ed elettronica, fossero ampiamente e dettagliatamente informati dell'esito negativo dell'ispezione, sicché ne potessero dare notizia con lo stesso rilievo con cui avevano trattato le notizie risultate false. (3-00439)