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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00135 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 05/03/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00135 presentata da MARCO LION lunedì 5 marzo 2007 nella seduta n.119 La XIII Commissione, premesso che: la grave problematica sanitaria legata al comparto bufalino, soprattutto in specifiche aree della Regione Campania, impone una attenta e profonda riflessione con l'adozione di specifiche misure atte a risolverla in via definitiva; le motivazioni che impongono la scelta di adottare misure in grado di risolvere definitivamente il problema delle epizoozie nel settore bufalino si possono enunciare essenzialmente in due: 1) si tratta dell'unico comparto dell'agro Alimentare Campano e di altre importanti aree centromeridionali, in grado di assicurare soddisfazioni economiche all'intera filiera ed all'economia di un vasto territorio; 2) rappresenta uno dei pochi settori zootecnici che può ancora espandersi, ma solo a condizione di mettere in atto azioni compatibili con l'ambiente ed in genere con il territorio; si deve evidenziare ad ogni modo che siamo in presenza di un sistema produttivo caratterizzato da una estrema vulnerabilità in quanto poggia, al momento, solo sulla caseificazione e la commercializzazione del prodotto principe: la Mozzarella di bufala Campana; è doveroso impegnarsi, sia dal punto di vista politico, sia amministrativo, affinché in futuro si sviluppino anche altri percorsi produttivi di ambito bufalino, progettando programmi di azioni e di sostegno che puntino soprattutto alla valorizzazione e alla commercializzazione della carne; al miglioramento della genetica; all'individuazione di produzioni alternative alla mozzarella, soprattutto per la migliore valorizzazione del latte nel periodo invernale; purtroppo si devono anche segnalare nuove minacce per il comparto zootecnico bufalino Campano. Da alcuni anni, infatti, in altre aree in cui l'agricoltura ha assunto livelli di professionalizzazione spesso anche incompatibili con gli equilibri economici ed ambientali dei rispettivi territori rurali, si sono formati grossi interessi economici intorno a nuovi settori strategici che attualmente stanno operando per «trasferire» altrove la produzione e la trasformazione delle produzioni di origine bufalina ed addirittura sembrerebbero già esistere studi ed interventi anche autorevoli che vorrebbero far risalire origini e storia di questo caratteristico patrimonio allevatoriale ad altre realtà; le difficoltà esposte invitano a predisporre misure urgenti e straordinarie che per essere realizzate richiederanno l'impegno di tutti i soggetti coinvolti nel comparto: allevatori (Organizzazioni Professionali, Associazione Allevatori, Associazione Nazionale di specie), Organi Istituzionali (Assessorati Regionali e Provinciali competenti), Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala Campana DOP, trasformatori e indotto (distribuzione), autorità ispettive e di polizia, anche con competenze sanitarie e zootecniche; l'integrazione dei diversi soggetti è da ritenersi fondamentale per raggiungere l'obiettivo e non attivare interventi tampone non in grado di dare un futuro certo al comparto. La questione deve essere affrontata in maniera globale a partire dai reflui fino ad arrivare alla verifica delle derrate alimentari a garanzia del consumatore; lo strumento da adottare per raggiungere i risultati auspicati deve consistere necessariamente in uno specifico piano di eradicazione e di risanamento sanitario, e dovrà essere l'occasione per affrontare tutte le questioni sul tappeto assicurando alle aziende effettività di sviluppo e di competitività; tale piano, per avere successo, deve inderogabilmente prevedere misure ed interventi efficaci per il rispetto della sanità pubblica, ma anche per la salvaguardia della sopravvivenza delle aziende e del patrimonio zootecnico bufalino, allo scopo ponendo al centro delle attenzioni l'allevatore, garantendogli un futuro certo anche se sarà costretto ad attraversare un periodo di «sofferenza» economica, purtroppo inevitabile; per assicurare l'effettiva attuabilità di un piano siffatto, bisognerà in primo luogo garantire agli allevatori partecipanti che le azioni messe in campo interesseranno tutti e non saranno lasciate sacche incontrollate di focolai delle malattie, nocivi per le aziende che intendono risanarsi e pericolosi per il futuro dell'intero settore; nell'ambito del piano di risanamento dovranno essere attivati tutti quegli interventi in grado di limitare il danno legato alla mancata produzione del latte per un periodo più o meno lungo; infatti non sarà sufficiente il solo incentivo all'abbattimento visto che i danni riguarderanno due ulteriori aspetti, ossia la mancata produzione e lo scarso reperimento di capi da sostituire; pertanto le misure dovranno interessare: 1) gli indennizzi all'atto dell'abbattimento; 2) gli indennizzi legati alla mancata produzione; 3) gli incentivi volti a creare centri di ripopolamento e di crescita per la sostituzione dei capi abbattuti; emerge l'esigenza di un piano di intervento complessivo, da parte del Governo, che, mediante le amministrazioni competenti, permetta di conseguire i seguenti obiettivi: 1) migliorare l'identificazione dei capi con adozione dei boli ruminali; 2) assicurare dei controlli sierologici in tempi certi; 3) separare i capi infetti nel più breve tempo possibile e il loro successivo abbattimento in base alle disposizioni di legge; 4) controllare il latte che arriva ai caseifici che producono Mozzarella di Bufala Campana; 5) garantire l'azione di un adeguato numero di Veterinari in grado di assistere l'Allevatore nella complessa fase del risanamento, che prevede in particolare la verifica dei dati, il controllo dell'ambiente, l'allontanamento dei capi infetti, l'isolamento e la vaccinazione (territorialmente eventualmente decisa e autorizzata) dei capi sani, la possibilità di allontanamento dei capi sani sotto vincolo sanitario in aree vicine o in aziende appositamente allestite e con equivalenti situazioni sanitarie; 6) valutare la possibilità di rivedere l'articolazione del Piano straordinario attualmente in vigore, in merito all'utilizzazione della vaccinazione con RB 51, estendendola anche alle aziende indenni ed ufficialmente indenni in aree di particolare rischio ed eventualmente imporne il ricorso per tutti gli allevamenti non indenni; sempre nell'ambito delle finalità del piano, bisognerebbe prevedere la necessità di porre in grado le aziende agricole ed alimentari di rispettare tutte le norme applicabili in materia di sanità, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, anche promuovendo una diversa utilizzazione dei reflui, di quelle sullo spandimento dei liquami, soprattutto promuovendo una diversa utilizzazione dei reflui a fini energetici; dal punto di vista normativo, a supporto del piano, dovranno essere individuate norme regolamentari, eccezionalmente legislative, atte a garantire una copertura di base del reddito degli allevatori che vedranno ridurre la consistenza della propria mandria; compatibilmente con le norme comunitarie applicabili in materia, in tale contesto bisognerebbe cercare di favorire la sostituzione dei capi infetti, anche se nel tempo, con rimonta sana aziendale vista la generale scarsità di capi bufalini e l'alto costo del relativo acquisto; in opportuno tavolo di concertazione tra parti ministeriali e parti regionali, dovranno anche essere valutate le conseguenze economiche di un risanamento sanitario su un comparto complesso come quello bufalino, in quanto queste richiedono l'adozione di interventi volti a sorreggere il reddito degli operatori e che in questo caso potrebbero trovare giustificazione dalla Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo del 9 marzo 2005 «relativa alla gestione delle crisi nel settore agricolo» [SEC(2005) 320] in cui è espressamente previsto che tali azioni possono essere finanziate utilizzando un punto percentuale della modulazione del Piano di Sviluppo Rurale; in caso di necessità, analogamente a quanto avvenuto per le recenti crisi sanitarie ed economiche occorse al comparto avicolo e a quello del tabacco, si dovranno prevedere specifici ammortizzatori sociali, nel solco di quelli che ultimamente sono stati attivati per il settore agricolo e per i lavoratori a tempo determinato, oltre che tutti gli interventi di dilazione e sospensione degli oneri contabili e contributivi, tra cui le cambiali agrarie, i mutui, i prestiti e le altre forme di credito agrario, nonchè i contributi previdenziali: impegna il Governo: a rivolgere una specifica e urgente attenzione alla questione del risanamento sanitario del comparto zootecnico bufalino campano, in tal senso favorendo l'attuazione di un piano di eradicazione e di sviluppo che corrisponda alle caratteristiche ed alle finalità del piano indicato in premessa; a predisporre, nell'ambito dell'attuazione dell'ordinanza ministeriale 14 novembre 2006, concernente misure straordinarie per il controllo della tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucomi enzootica bovina e bufalina in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, misure di intervento per il risanamento degli allevamenti bufalini Campani, come allo scopo anche previsto dalla legge finanziaria per il 2007, con particolare riferimento a quelli della provincia di Caserta, che siano in grado anche di preservare la continuità e la capacità produttiva delle aziende coinvolte, di non mettere a rischio il patrimonio zootecnico bufalino campano, in tal senso prevedendo, previa verifica di compatibilità con le decisioni che a tale riguardo sono assunte dalle competenti istituzioni sanitarie nazionali ed europee, operazioni di abbattimento programmate nel tempo e che salvaguardino i capi appena nati e le bufale prossime al parto, nonché di proteggere la genetica fino ad ora acquisita, in tal senso, attivando sotto stretto controllo sanitario, una attenta separazione dei capi sani da quelli infetti, in modo da ridurre il rischio di diffusione della malattia, e recuperando la rimonta dei capi non negativi al fine di contenere il danno economico al comparto; a predisporre misure e iniziative normative conformi all'ordinamento comunitario in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo, volte alla concessione di indennizzi per gli allevatori bufalini che subiscono perdite di reddito e di competitività in conseguenza delle misure di abbattimento e di restrizione sanitaria connesse all'ordinanza del 14 novembre 2006, nonché agevolazioni fiscali e contributive per far fronte alla mancanza di liquidità che deriverà dall'applicazione della stessa ordinanza; a realizzare misure di sostegno per lo sviluppo dell'intera filiera casearia bufalina e per quella della carne di bufalo, assicurando uno specifico intervento per il consolidamento e la competitività della Mozzarella di bufala Campana DOP. (7-00135)«Lion».

 
Cronologia
giovedì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolge alla Camera il dibattito sulle comunicazioni del Governo, cui segue la votazione sulla risoluzione n. 6-00016, sulla cui approvazione il Governo ha posto la fiducia (risultato della votazione: 342 voti a favore, 253 contrari e 2 astenuti).

lunedì 5 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, del quotidiano La Repubblica, viene rapito a Kabul da un gruppo di talebani. Sarà liberato dopo quattordici giorni di prigionia.

giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 316 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento 13.500 del Governo, sostitutivo dei commi da 1- quater a 8 dell'articolo 13 e soppressivo degli articoli da 13-bis a 15, nonchè 6 e 12 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (A.C. 2201), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.