Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00154 presentata da VALENTINO GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 06/03/2007
Atto Senato Interpellanza 2-00154 presentata da GIUSEPPE VALENTINO martedì 6 marzo 2007 nella seduta n.119 VALENTINO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni - Premesso che: nell'ambito della realizzazione di nuove infrastrutture per il Paese, un ruolo particolare sarà assunto dalla cosiddetta "Next Generation Network", abbreviato NGN, ovvero la rete di telecomunicazioni del futuro; tale infrastruttura sarà basata principalmente su fibra ottica ed utilizzerà tecnologie in grado di raggiungere in maniera economica gli utenti con connessioni ottiche a larga banda; superata una prima fase ricognitiva, pressoché tutti gli operatori telefonici a livello internazionale hanno avviato la realizzazione di strutture di questo genere; la spinta agli investimenti proviene da più direzioni: in primo luogo, l'erosione dei cavi del traffico voce e dati che muove gli operatori verso servizi alternativi, in secondo luogo, la domanda di banda sta crescendo proprio spinta dalla potenzialità stessa della rete che propone sempre più numerose soluzioni; una rete NGN è ormai indispensabile allo sviluppo tecnologico ed industriale del Paese, soprattutto, in considerazione del ruolo che avrà in merito alla riduzione del cosiddetto digital divide ; è noto che da tempo Telecom Italia sta valutando investimenti in tale nuovo settore e che la spesa complessiva per la copertura del territorio ammonta a circa 8-10 miliardi di euro distribuiti in un arco temporale di 5-6 anni; considerando i ricavi ed il flusso di cassa dell'azienda, l'investimento appare sostenibile a patto che i dividendi vengano destinati, almeno parzialmente, agli investimenti; uno degli ostacoli al decollo del progetto finora è stata l'assenza di una sua chiara regolamentazione in materia antitrust (se la vecchia rete in rame derivava da investimenti pubblici e, quindi, andava aperta anche ai concorrenti di Telecom Italia, ci si chiede quale sarà la regolamentazione imposta concordata per una rete costruita ex novo da una società privata); è, altresì, vero che Telecom gode di una posizione dominante e che sarebbe l'unico operatore a poter effettuare un investimento di questo genere talché la sua posizione richiede una accurata ma anche rapida emanazione delle nuove regole, pena l'ennesimo ritardo dell'Italia rispetto al resto del mondo; l'orientamento generale comunitario è favorevole alla creazione di una società di gestione della rete con partecipazione ampia di operatori e Stato che garantisca l'accesso all'infrastruttura di tutti gli operatori su base paritetica; nel Regno Unito è stato imposto a British Telecom lo scorporo della rete in una divisione a gestione separata chiamata ora "Open Reach" che, per l'appunto, gestisce la rete di accesso e garantisce pariteticità d'uso a tutti gli operatori; un altro aspetto non secondario, da tenere in debita considerazione, riguarda le forniture per la costruzione della nuova rete poiché, come è noto, l'industria elettronica italiana è stata, di fatto, smantellata e solo poche piccole aziende rimangono a presidiare il settore, seppure con tecnologie all'avanguardia; se le gare di appalto per la nuova rete saranno emesse escludendo le piccole e medie imprese, le forniture saranno solo appannaggio dei colossi internazionali che producono all'estero, cosa che, di fatto, avviene costantemente in tutti gli appalti tecnologici pubblici e privati, inibendo così ogni possibilità di crescita e di sviluppo dell'industria elettronica nazionale; l'attenzione va rivolta, in particolare, alle forniture provenienti dalla Cina e da cordate formalmente italiane ma con partner industriali cinesi; gli Stati Uniti, in passato, hanno introdotto sbarramenti che hanno frenato l'invasione di apparati e servizi venduti in chiaro regime di dumping e prodotti senza rispetto delle regole per la sicurezza, per le emissioni nella atmosfera, per il lavoro minorile, in buona sostanza un'assenza di norme che rende tali prodotti artificiosamente competitivi rispetto ai prodotti italiani e comunitari; i margini di guadagno cui sono costrette le imprese italiane per lavorare sono talmente irrisori da non consentire la destinazione di utili alla ricerca ed allo sviluppo; risulta all'interrogante che Telecom stia istruendo una gara per la sperimentazione e la prima stesura delle nuova rete, si chiede di conoscere: quali iniziative saranno assunte per garantire che la costruzione di un'infrastruttura essenziale per il Paese costituisca anche un'enorme opportunità di consolidamento per la tecnologia italiana; quali regole saranno introdotte per agevolare la promozione dell'industria nazionale; se non appaia opportuna l'istituzione di un tavolo di lavoro dove prevedere regole certe a garanzia degli investitori e della crescita industriale dell'Italia. (2-00154)