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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00694 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 06/03/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00694 presentata da MARCO LION martedì 6 marzo 2007 nella seduta n.120 LION, CAMILLO PIAZZA, PELLEGRINO e FUNDARÒ. - Al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che: gli interroganti, nel riprendere la vicenda concernente il subingresso della società Porto di Lavagna spa nella concessione attribuita alla Cala dei genovesi spa, relativa ad una zona di arenile nel comune di Lavagna (Genova), come evidenziata con atto di sindacato ispettivo n. 2-00304, e confermando i contenuti problematici indicati in tale atto, intendono accentuare i dubbi di trasparenza, regolarità e legittimità che il caso contiene e in tali circostanze rimarcare ulteriori elementi critici che sostanziano le richieste di accertamento che l'amministrazione ministeriale competente ha invece ritenuto opzionali nella risposta fornita all'interpellanza nella seduta n. 94 di giovedì 18 gennaio 2007, dell'Assemblea della Camera dei deputati; nelle premesse dell'interpellanza di cui si discute, che nel presente atto si conferma, si faceva osservare, tra l'altro, che il subingresso nella concessione in favore della Porto di Lavagna spa, assentito tramite un'autorizzazione adottata dal dirigente dell'area tecnica della Città di Lavagna, Ufficio del Demanio Marittimo, del 7 agosto 2003, prot. n. 19047, sostanziava e giustificava i suoi presupposti legittimanti sulla base delle decisioni e delle motivazioni allo scopo desunte dalle approvazioni e dagli atti amministrativi relativamente collegati, in precedenza assunti dalla curatela fallimentare e soprattutto dal Ministero competente tramite l'Unità di gestione infrastrutture per la navigazione ed il demanio marittimo. Proprio per quanto riguarda questi ultimi provvedimenti ministeriali, era evidenziata la necessità di approfondimenti, in quanto, a parere degli interroganti, contenevano indiscutibili profili di illegittimità, sia nei presupposti, sia nel merito; tra gli atti che sono serviti a creare le condizioni formali per assentire il subingresso nella concessione in favore della Porto di Lavagna spa, vi sarebbero anche disposizioni amministrative rilasciate dal Ministero competente che, in caso fossero state preventivamente valutate con il rigore dovuto, avrebbero avuto un giudizio di irregolarità o di illegittimità già al momento in cui furono emanate, e sarebbe così ragionevolmente venuta meno anche la successiva autorizzazione iniziale del subingresso in oggetto, ciò in quanto la Porto di Lavagna spa aveva commesso comportamenti contrari al codice nautico e interdittivi per l'ottenimento della concessione demaniale. Ma anche se una tale deduzione fosse dubbia, si è convinti che quei provvedimenti amministrativi del Ministero contengono ancora oggi profili che ostano al mantenimento della concessione demaniale in capo alla società Porto di Lavagna spa, semplicemente perché non avrebbero, allora per ora, consentito neppure l'avvio del procedimento di subingresso nella concessione demaniale e che sarebbe rimasta legittimamente in possesso della società Cala dei Genovesi spa; i provvedimenti amministrativi cui gli interroganti fanno riferimento concernono, in particolare, alcuni atti ministeriali emanati a decorrere dal 13 ottobre 2000, sulla base dei quali la Società Porto di Lavagna spa ha tratto avallo per continuare a formalizzare contratti di cessione dei diritti di proprietà superficiaria su beni demaniali, che in maniera non evidente aveva effettuato anche prima dell'ottenimento del subingresso, ma a titolo di precontratti di vendita di posti barca; basandosi su alcuni iniziali assensi emessi dalla direzione competente del Ministero dei trasporti, la Porto di Lavagna spa continua ancora oggi ad effettuare atti rogitati in forma di scrittura privata per l'assegnazione ed il trasferimento a terzi, con corrispondente accettazione ed acquisto da parte di questi ultimi, di beni appartenenti al demanio marittimo, tra cui pontili e opere portuali, di cui, invece, l'ordinamento nazionale prescrive l'inalienabilità e la nullità delle transazioni tra privati; a tal proposito come risulta da notizie di stampa appare illuminante la valutazione che viene fatta dalla Guardia di Finanza, Comando nucleo regionale polizia tributaria Liguria in merito ad un procedimento penale attivato specificamente su questa questione, che su tali contratti di compravendita segnala come le controparti hanno considerato questi atti come veri e propri passaggi di proprietà e quindi cessioni di beni e non prestazioni di servizio; tali contratti di compravendita, viziati pesantemente di illegittimità, come detto, hanno caratterizzato costantemente la gestione della concessione demaniale fatta dalla Porto di Lavagna spa, fin da prima che ottenesse l'assenso definitivo al subingresso nella stessa concessione, per poi perdurare fino ai giorni nostri, come testimoniano le scritture private autenticate di cui agli atti privati registrati a Milano il 20 luglio 2001 e al Registrodell'Ufficio del territorio di Genova, sezione distaccata di Chiavari, il 23 luglio 2001, n. ordine 6799, n. registro 5399, nonché quelle del 12 luglio 2001, n. ordine 6451, n. registro 5137. Tale comportamento che si inserisce in un quadro di miliardarie frodi fiscali, truffe, fantasmi di riciclaggio, minacce e pressioni, nel generare ad ogni modo proventi di notevole entità alla Porto di Lavagna spa, crea enormi danni agli usuari del porto che non possono vantare alcun diritto sui beni in argomento; questi ulteriori fattori controversi avvalorano ancora di più le richieste contenute nell'interpellanza n. 2-00304, di disporre un'inchiesta ministeriale volta ad accertare eventuali o presunti atti irregolari o nulli, o abusi da parte di funzionari del Ministero in ordine alle circostanze che hanno consentito l'iniziale autorizzazione al subingresso nella concessione demaniale marittima in favore della società Porto di Lavagna spa, rispetto alla quale, invece, l'amministrazione ministeriale competenteriferisce che non sembra sussistere alcun presupposto, affinché l'amministrazione predisponga un atto di adempimento volto ad accertare irregolarità in merito al procedimento adottato; come riportato da la Repubblica , cronaca di Genova, del 13 giugno 2003, gli accertamenti del Nucleo regionale della Polizia tributaria hanno coinvolto Antonino Cusumano, ex Procuratore Capo a Monza e Presidente di Corte d'appello a Milano, e Massimo Provinciali, Direttore generale dell'Unità di gestione delle Infrastrutture per la Navigazione e il Demanio marittimo del Ministero dei trasporti; per il dirigente, l'ipotesi accusatoria è di aver fornito interpretazioni illegittime della legislazione vigente, permettendo la vendita di spazi che sono invece di proprietà demaniale; avrebbe cioè consentito una «cessione di proprietà superficiaria» nonostante il parere negativo dell'ufficio legislativo dello stesso ministero -: se sia a conoscenza dei contratti, rogitati in forma di scrittura privata come indicato in premessa, formalizzati tra la società Porto di Lavagna spa e gli utenti del porto, volti al trasferimento oneroso della proprietà della superficie demaniale marittima assentita in concessione alla società Porto di Lavagna spa, in favore degli stessi utenti, allo scopo valutati non legali sin dal marzo 2001 dall'Ufficio legislativo del Ministero dei trasporti che nel merito si era espresso in maniera contraria con nota n. 790 del 5 marzo 2001, e se in tal senso non intenda intervenire per reprimere tale comportamento assolutamente dannoso per gli usuari coinvolti; se sia a conoscenza della richiesta di incriminazione, avanzata dalla Guardia di Finanza, Comando nucleo regionale polizia tributaria Liguria, nei confronti del direttore pro tempore dell'Unità di Gestione delle infrastrutture per la Navigazione ed il Demanio Marittimo, dottor Massimo Provinciali, e se ad ogni modo sia stato informato dell'intero procedimento penale; se anche in ragione dei fatti esposti non ritenga urgente attivare un'inchiesta ministeriale che faccia piena luce sulla vicenda concernente il subingresso della società Porto di Lavagna spa nella concessione attribuita alla Cala dei genovesi spa, relativa ad una zona di arenile nel comune di Lavagna (Genova); se per gli ulteriori profili di illegalità evidenziati in premessa, segnatamente il presunto reato di truffa commesso dalla Società Porto di Lavagna spa in ordine ai contratti di compravendita dei diritti di superficie sui beni demaniali marittimi realizzati dai responsabili della Società stessa con gli utenti del porto in maniera contraria alla normativa vigente, e alla carenza di requisiti legali per il rilascio dell'autorizzazione necessaria alla gestione del Porto di Lavagna, quale bene del Demanio dello Stato, in favore della Società Porto di Lavagna spa, non voglia procedere a revocare la concessione assentita alla stessa società Porto di Lavagna spa.(3-00694)

 
Cronologia
lunedì 5 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, del quotidiano La Repubblica, viene rapito a Kabul da un gruppo di talebani. Sarà liberato dopo quattordici giorni di prigionia.

giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 316 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento 13.500 del Governo, sostitutivo dei commi da 1- quater a 8 dell'articolo 13 e soppressivo degli articoli da 13-bis a 15, nonchè 6 e 12 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (A.C. 2201), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.