Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00141 presentata da MARTINELLO LEONARDO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 13/03/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00141 presentata da LEONARDO MARTINELLO martedì 13 marzo 2007 nella seduta n.125 La VIII e XIII Commissione, premesso che: l'allarme per l'emergenza idrica si estende su gran parte del territorio nazionale; le piogge cadute durante l'autunno e l'inverno, risultano essere state del tutto insufficienti ad abbassare la soglia di allarme; il nostro Paese si trova a fronteggiare da nord a sud della penisola, una serie di problemi, frutto del fenomeno di cambiamento del clima che sta coinvolgendo l'intero pianeta e dei notevoli ritardi accumulati sugli interventi di programmazione, sviluppo, manutenzione e ammodernamento della nostra rete idrica; nelle regioni del Centro Nord a seguito della scarsità di piogge e della particolare scarsa innevazione della stagione invernale si è verificato un abnorme abbassamento del livello delle falde acquifere, «sottoposte ad un pericoloso superprelievo», nonché del livello dei laghi, dei fiumi ed in particolare del Po che ha raggiunto livelli storici di siccità; se si pensa che la Pianura Padana è racchiusa tra il fiume più importanted'Italia e l'Adige e che il bacino idrografico che l'intera area occupa è di circa 71.000 chilometri quadrati, si capisce che qualsiasi problema che riguarda questo territorio è un problema che ha rilievo nazionale; questa situazione di assoluta emergenza idrica del tutto singolare sta arrecando notevoli danni alle produzioni agricole che si vedranno privare delle risorse idriche indispensabili alle particolari colture arboree e cerealicole a ciclo tipiche del Nord Italia; i temuti cambiamenti climatici sembrano procedere con una inaspettata accelerazione che ha fatto registrare negli ultimi periodi siccità da considerare critici anche per i nuovi scenari climatici; tali cambiamenti non soltanto incidono sulla quantità degli afflussi, ma anche sulla loro distribuzione, che riduce l'effetto di regolazione degli invasi naturali ed artificiali; come detto, il settore agricolo è quello che maggiormente subisce gli effetti negativi della siccità in relazione alla maggior quantità di acqua necessaria per l'irrigazione rispetto agli altri usi; l'irrigazione è uno strumento indispensabile per garantire non soltanto la produzione agricola ma anche la qualità e la competitività dei prodotti stessi; la competitività richiesta dal mercato mondiale è fortemente subordinata, per l'impresa agricola italiana, all'irrigazione; per l'Italia l'irrigazione è un'indispensabile esigenza strutturale; è indispensabile ed urgente aumentare le disponibilità idriche attraverso l'incremento delle risorse disponibili ed una maggiore efficienza del loro impiego, anche attraverso il riuso; un consistente incremento di disponibilità può essere ottenuto per mezzo del completamento, ristrutturazione, riabilitazione ed ammodernamento degli schemi idrici esistenti; una maggiore efficienza impone una riduzione drastica delle perdite idriche comunque prodotte, quale che sia il settore di utilizzazione; l'incremento di efficienza nel settore irriguo potrebbe liberare enormi quantità di acqua che potranno essere destinate alla valorizzazione del settore agricolo o ad altri settori; per ottenere una più alta efficienza, ridurre gli sprechi e governare adeguatamente le risorse idriche è necessario un sistema di gestione unitaria delle risorse e della distribuzione; si dovrebbe aumentare l'efficienza di adacquamento, promuovendo, dove possibile, il ricorso a sistemi irrigui meno dissipativi e favorendo l'impiego di impianti di alta qualità ed efficienza; sarebbe necessario recuperare il ritardo maturato nel campo della ricerca nel settore irriguo e della verifica e certificazione dei materiali e degli impianti per l'irrigazione; infine serve una nuova politica per il riutilizzo delle acque reflue per le quali manca ancora un idoneo quadro giuridico per riutilizzarle in agricoltura. Occorrerà definire i parametri per l'utilizzo agricolo delle acque reflue urbane tenendo presente le esperienze di altre nazioni all'avanguardia nel settore quali Israele e la Spagna che ha dedicato una particolare attenzione allo sfruttamento dei reflui urbani a favore dell'agricoltura specie nei mesi di giugno, luglio e agosto ove si concentra il maggior afflusso turistico, impegnano il Governo: ad accrescere la disponibilità di acqua per l'agricoltura al fine di soddisfare le nuove esigenze di trasformazione irrigua soprattutto in quelle zone che, pur disponendo di terreni fertili, vedono decadere i livelli della loro produzione; a promuovere la realizzazione e la ristrutturazione di grandi schemi idrici e di infrastrutture di accumulo a prevalente uso irriguo, inserendo urgentemente tali opere nel piano irriguo nazionale previsto nell'ultima legge finanziaria; ad emanare una serie di provvedimenti per il riutilizzo dei reflui in agricoltura; a sollecitare a livello comunitario la creazione di un fondo di solidarietà nazionale individuando anche in quella sede, i migliori strumenti assicurativi atti a coprire gli agricoltori dai sopravvenuti ed insistenti rischi climatici; a far convergere tutti i finanziamenti nazionali e dell'Unione europea su progetti idrici integrati di immediata realizzazione; a potenziare il coordinamento tra gli enti di gestione per permettere attraverso la costituzione di una vera e propria «Cabina di Regia» e quindi attraverso il coordinamento tra i soggetti costituzionalmente competenti e ai fini di una migliore programmazione, di individuare tempestivamente le priorità dei sistemi idrici e di programmare e gestire le risorse idriche secondo un'efficiente ripartizione fra gli usi civili, irrigui ed industriali; a consentire nel quadro di un forte rilancio del settore l'ammodernamento e la ristrutturazione dell'intero sistema agricolo, quale tassello di una nuova strategia d'attacco della filiera agroalimentare italiana, che tenda a preservare ed a valorizzare nel mondo le tradizioni alimentari italiane, in un'ottica di affermazione di un'immagine di «qualità globale» del nostro sistema agricolo. (7-00141) «Martinello».