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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00008 presentata da FILIPPI MARCO (L'ULIVO) in data 14/03/2007

Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00008 presentata da MARCO FILIPPI mercoledì 14 marzo 2007 nella seduta n.055 La 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, Comunicazioni) del Senato della Repubblica, esaminata, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 97/67/CE relativa al pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari (COM(2006) 594 def.); ricordato come tale proposta vada inserita nell'ambito del processo di progressiva liberalizzazione dei servizi postali avviato a livello europeo, nell'ambito della strategia di Lisbona, come strumento per stimolare la crescita e creare nuove opportunità di lavoro, nella consapevolezza dell'importanza di tali servizi nei settori della comunicazione, del commercio e della coesione sociale e territoriale; evidenziato come gli obiettivi sostanziali della proposta di direttiva in esame siano di assicurare il completamento del mercato interno dei servizi postali entro il 2009 e di garantire, parallelamente, il pieno mantenimento del servizio universale; rilevato come, in base al quadro comunitario attualmente vigente, il servizio universale che gli Stati membri hanno l'obbligo di fornire ai cittadini corrisponda ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata, forniti stabilmente in tutti i punti del territorio, a prezzi accessibili a tutti gli utenti; sottolineato come la proposta di direttiva lasci inalterato l'obbligo di garantire tale servizio, prevedendo la raccolta e la distribuzione della posta al domicilio di ciascuna persona fisica o giuridica in tutti i giorni lavorativi o almeno per cinque giorni a settimana; considerato che l'obiettivo di pieno completamento del mercato interno dei servizi postali viene perseguito dal testo in esame mediante l'introduzione del divieto per gli Stati membri di concedere o mantenere diritti esclusivi o speciali a vantaggio di un operatore o in riferimento a determinate zone del territorio, a partire dal 2009; preso atto del diverso grado di liberalizzazione raggiunto dai mercati postali dei singoli Paesi dell'Unione europea, alcuni dei quali hanno continuato a riservare al fornitore del servizio universale alcuni servizi e che tale riserva continua ad essere la garanzia per la copertura dei costi per la fornitura del servizio universale stesso; considerato che il contenuto della proposta di direttiva è stato pienamente condiviso dagli Stati che hanno già proceduto alla liberalizzazione dei propri servizi postali e per i quali, pertanto, l'apertura totale del mercato comunitario costituisce un'occasione di crescita e di immediato vantaggio competitivo, mentre altri Paesi, tra i quali quelli dell'area mediterranea e, in particolare, l'Italia, hanno invece assunto un atteggiamento più cauto, dedicando particolare attenzione all'esigenza di conciliare il processo di liberalizzazione con il dovere di garantire pienamente la continuità del servizio universale; ricordato come, proprio al fine di garantire il servizio universale, la proposta di direttiva riconosca agli Stati membri la possibilità di continuarne a finanziare i costi, e come essa stessa individui alcune delle possibili modalità di finanziamento, lasciando tuttavia impregiudicata la possibilità che gli Stati membri ricorrano ad ulteriori strumenti di sostegno, purché compatibili con i principi del Trattato; sottolineato inoltre come, con specifico riferimento alla realtà italiana, il servizio postale abbia tradizionalmente rappresentato e tuttora rappresenti un elemento di presidio del territorio, capace di garantire a tutti i cittadini un'offerta di servizi che, nel corso del tempo, hanno travalicato il settore postale in senso stretto, colmando l'assenza di altre strutture locali; evidenziato come le caratteristiche geografiche, morfologiche ed in particolare orografiche del territorio italiano rendano necessario approfondire le conseguenze dell'introduzione del divieto di riserva nel nostro Paese; segnalato come l'assoluta non convenienza economica della gestione dei servizi postali in alcune zone non solo rischierebbe di non determinare le diminuzioni di costo per gli utenti che si presume debbano derivare dalla liberalizzazione, ma possa invece compromettere la fornitura dello stesso servizio universale; condivise pienamente le osservazioni contenute nel parere formulato dalla 14ª Commissione del Senato nella seduta dell'8 febbraio 2007, valutate positivamente le considerazioni approvate il 15 febbraio 2007 dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome, invita il Governo ad adoperarsi affinché - vengano individuate adeguate misure di accompagnamento del processo di liberalizzazione del mercato postale che consentano la piena salvaguardia del servizio universale, tenendo conto dell'esigenza sia di garantire livelli elevati nella qualità dei servizi forniti, sia di assicurare la continuità del servizio in relazione alle particolari caratteristiche geografiche del territorio italiano; - in relazione pertanto ai tempi di attuazione della direttiva, venga quantificata e verificata la capacità delle modalità di finanziamento alternative al settore riservato di assicurare la sostenibilità dei costi del servizio universale; - si proceda comunque alla individuazione di forme di compensazione che siano equivalenti all'area riservata, definendone la base giuridica che ne consenta l'adozione; - venga valutato attentamente l'impatto reale della liberalizzazione sul settore occupazionale del mercato postale. (7-00008) FILIPPI

 
Cronologia
lunedì 5 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, del quotidiano La Repubblica, viene rapito a Kabul da un gruppo di talebani. Sarà liberato dopo quattordici giorni di prigionia.

giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 316 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento 13.500 del Governo, sostitutivo dei commi da 1- quater a 8 dell'articolo 13 e soppressivo degli articoli da 13-bis a 15, nonchè 6 e 12 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (A.C. 2201), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.