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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00083 presentata da SERAFINI ANNA MARIA (L'ULIVO) in data 20/03/2007

Atto Senato Mozione 1-00083 presentata da ANNA MARIA SERAFINI martedì 20 marzo 2007 nella seduta n.127 SERAFINI, FINOCCHIARO, BAIO, BASSOLI, BINETTI, CARLONI, FILIPPI, MAGISTRELLI, MONGIELLO, PIGNEDOLI, PISA, PROCACCI, SOLIANI, TURANO, VILLECCO CALIPARI, NEGRI, PELLEGATTA, BARBATO - Il Senato, premesso che: la Convenzione ONU di New York per i diritti del fanciullo del 1989 ha chiesto agli Stati di andare oltre i propri confini in relazione ai diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, quindi le stesse legislazioni nazionali devono considerare i bambini e gli adolescenti come persone sempre a prescindere dal loro Paese di provenienza; l'infanzia impone alla cultura politica di tenere insieme due dimensioni che la vecchia cultura statale aveva trascurato. Queste due dimensioni sono il globale e il locale. La più grande attenzione che si può dare concretamente alla cura dell'infanzia in un territorio, comune, provincia, regione non può essere disgiunta da una cura dell'infanzia che non ha cittadinanza, e viceversa. Proprio per questo i diritti fondamentali hanno trovato prima di tutto, e spesso in anticipo sulle sensibilità culturali dei diversi Paesi, il loro luogo nella legislazione internazionale. L'infanzia vuole uno sguardo cosmopolita: obbliga le comunità a guardare oltre lo Stato e quindi oltre i confini stessi della cittadinanza. La Convenzione dell'89 afferma che alcuni diritti fondamentali sono riconosciuti "ad ogni fanciullo che dipende dalla giurisdizione" dello Stato-parte, quindi anche a tutti i bambini e ai ragazzi stranieri presenti nel nostro Paese; da ciò deriva un divieto di discriminazione sulla base della cittadinanza, principio dichiarato dalla stessa Carta di Nizza. Tutti i diritti di tutti i bambini devono essere quindi fondati sulla base della loro presenza in un Paese, indipendentemente dalla cittadinanza. La tutela della loro integrità, il diritto alla propria famiglia e a vivere nel proprio Paese, il diritto ad essere ospitati e tutelati nei Paesi non di provenienza condizionano, e devono farlo in modo sempre più adeguato, la legislazione e gli atti dell'insieme dei soggetti pubblici e privati per contrastare l'abbandono, la tratta, ogni tipo di sfruttamento dei bambini e degli adolescenti, compreso l'accattonaggio; nelle nostre città il fenomeno dei bambini che esercitano l'accattonaggio e di donne che chiedono l'elemosina con dei bambini in braccio o accanto a loro è reale e visibile; l'accattonaggio interessa in particolare il mondo degli zingari, e in particolare quei gruppi di zingari profughi nell'ultimo decennio dai tradizionali luoghi di residenza (Kosovo, Romania, eccetera), che sono venuti in vari Paesi occidentali, fra cui l'Italia; si sono aggiunte anche altre forme, di ben maggiore gravità, di sfruttamento in cui adulti stranieri che non sono parenti prendono dalle famiglie di origine dei bambini che utilizzano in Italia per chiedere l'elemosina; in tutti i casi, questi bambini subiscono gravi pregiudizi per la salute, per la mancata integrazione con gli altri bambini nell'asilo e nella scuola, per la impossibilità di costruirsi un futuro, talvolta per la lontananza dai genitori; i bambini vivono quasi sempre in condizioni di inadeguatezza delle condizioni di alloggio nei campi e nelle baracche; secondo i dati del Ministero dell'interno negli anni 2003-2005 elaborati dall'Istituto degli innocenti l'uso di minori in attività di accattonaggio "garantisce rilevanti guadagni alle famiglie dei minori e movimenta enormi introiti per le organizzazioni criminali che lo gestiscono. Le stesse Forze di Polizia stimano il ricavo medio in 100 euro al giorno per bambino. Ai bambini di origine Rom che vengono costretti ad operare in organizzazioni strettamente familiari si sono aggiunti ormai da anni bambini di origine albanese e rumena che vengono affidati dalle proprie famiglie a vere organizzazioni criminali che si occupano di farli entrare in Italia. Data la sua complessità, il fenomeno è ancora perlopiù statisticamente sconosciuto. Tra i dati ad oggi disponibili si hanno quelli che riguardano le segnalazioni alle Forze di Polizia aggiornate all'anno 2005. si contano in Italia 455 segnalazioni per impiego di minori in attività di accattonaggio, di queste 449 riguardano denunce, e soli 6 casi hanno portato ad arresti. Una segnalazione su 5 riguarda la Regione Lombardia (90 segnalazioni) seguita dalla Puglia con 77 segnalazioni di cui 4 arresti, dalla Sicilia (48) e dal Lazio (42 di cui 2 arresti)"; va contrastata ogni forma di indifferenza che porta a considerare normale l'esistenza all'interno della società italiana di forme assolutamente palesi di sfruttamento dei minorenni; è necessaria una continua azione per contrastare una concezione, presente spesso nelle comunità di provenienza di molte bambine e bambini, secondo cui l'accattonaggio non è da considerare dannoso per i bambini, bensì un positivo e normale contributo per sostenere economicamente le famiglie; occorre tener presente la sentenza del 1° febbraio 2007 della Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato da un uomo accusato di aver maltrattato il nipote, non ancora quattordicenne, affidato alle sue cure, "consentendo che lo stesso rimanesse abitualmente in giro per l'intera giornata a vendere piccoli oggetti per le strade di Torino, disinteressandosi della condizione di sofferenza in cui il minore versava (malnutrizione, esposizione ai rigori invernali con abbigliamento inadeguato, stato di isolamento, mancata frequentazione della scuola) e appropriandosi del ricavato del commercio ambulante da costui praticato". Per la Cassazione "è evidente che imporre al minore o anche semplicemente consentirgli un sistema di vita non adeguato alle sue esigenze e anzi in contrasto con queste, lasciandolo esposto sistematicamente ai rischi della vita di strada" significa "determinare nella vittima uno stato di sofferenza fisica e morale, avvertito, proprio perché frutto di una condizione abituale e persistente, come intollerabile". Né può evocarsi, conclude la Cassazione, per la concessione delle attenuanti, "l'etica dell'uomo", affermata "sulla base di opzioni sub-culturali relative a ordinamenti diversi dal nostro. Tale riferimento a principi di una cultura arretrata e poco sensibile alla valorizzazione e alla salvaguardia dell'infanzia deve cedere il passo, nell'ambito della giurisdizione italiana, ai principi di base del nostro ordinamento"; esistono in alcune regioni e città italiane, grandi e medie, buone prassi per tutelare i bambini e gli adolescenti indotti all'accattonaggio nelle sue varie forme, ma esse sono sprovviste di un sicuro quadro di riferimento; il processo di integrazione europea si è irrobustito con l'ingresso di nuovi Paesi, alcuni dei quali, come la Romania, sono Paesi di provenienza di un numero non irrilevante di bambini e adolescenti che sono costretti all'accattonaggio, impegna il Governo ad attivarsi, anche in collaborazione con le Regioni e con le Province autonome di Trento e Bolzano al fine di: disporre una indagine conoscitiva sul fenomeno dei bambini che esercitano l'accattonaggio e di donne che chiedono l'elemosina con dei bambini in braccio o accanto, e più in generale, sulle condizioni dei bambini zingari che vivono nei campi nomadi o in condizioni di emarginazione, per accertarne la reale entità, pervenire ad una identificazione delle singole situazioni e individuare e attuare i rimedi sociali; disporre dei piani di sostegno economico e abitativo, di integrazione sociale delle famiglie, di integrazione dei bambini con gli altri bambini nell'asilo e nella scuola; sensibilizzare, formare e coordinare le forze dell'ordine sull'assoluta necessità di un intervento in tutte quelle situazioni in cui i bambini sono utilizzati da terzi per l'accattonaggio o sono oggetto di tratta; istituire un fondo specifico con risorse aggiuntive e a promuovere un coordinamento interistituzionale che definisca i compiti e gli indirizzi delle diverse articolazioni dello Stato e delle relative amministrazioni; sviluppare rapporti di cooperazione ed a stipulare accordi specifici con quei Paesi a partire dalla Romania, che hanno fatto il loro ingresso nell'Unione europea al fine di offrire maggiore tutela ai diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti; verificare l'opportunità dell'istituzione di un apposito numero verde che faciliti una maggiore protezione dei bambini dall'accattonaggio. (1-00083)

 
Cronologia
lunedì 5 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, del quotidiano La Repubblica, viene rapito a Kabul da un gruppo di talebani. Sarà liberato dopo quattordici giorni di prigionia.

giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 316 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento 13.500 del Governo, sostitutivo dei commi da 1- quater a 8 dell'articolo 13 e soppressivo degli articoli da 13-bis a 15, nonchè 6 e 12 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (A.C. 2201), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.