Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00508 presentata da PELLEGATTA MARIA AGOSTINA (INSIEME CON L'UNIONE VERDI - COMUNISTI ITALIANI) in data 21/03/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00508 presentata da MARIA AGOSTINA PELLEGATTA mercoledì 21 marzo 2007 nella seduta n.129 PELLEGATTA, FONTANA, CAPELLI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che: nella città di Milano è prevista la realizzazione di un parcheggio di iniziativa privata sotto lo specchio d'acqua della Darsena; tale opera, in project financing , è stata dichiarata di pubblico interesse, con provvedimento n. 36 del 31 maggio 2002, dal Sindaco di Milano, Commissario delegato per l'emergenza del traffico e della mobilità ( ex ordinanza del Ministro dell'interno n. 3171 del 28 dicembre 2001, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2002), nell'ambito dei parcheggi pubblici a rotazione "a servizio delle aree centrali, degli assi commerciali, delle funzioni terziarie e per lo spettacolo"; con provvedimento n. 332 dell'11 agosto 2004, il Sindaco di Milano, Commissario delegato, ha disposto, ex art. 1 della predetta ordinanza, di approvare il "Progetto Darsena" e di cedere, in diritto di superficie per 30 anni, il sottosuolo della Darsena alla Progetto Darsena SpA per la realizzazione di un parcheggio pubblico in concessione di: progettazione, costruzione e gestione (ai sensi dell'art. 37 bis della legge n. 109/1994); tale parcheggio, inizialmente ipotizzato per 700 posti auto a rotazione e, in ampliamento, 300 per residenti ed eventuale ulteriore quota pubblica, potrebbe di fatto venire progettato per 1.200-1.300 posti; il progetto è stato redatto prima che venisse ottemperato l'obbligo di stesura del Piano paesistico dell'intero ambito, come prescritto dalle norme e dai criteri per la gestione delle trasformazioni imposte dal vincolo di tutela ex legge 1497/39, art. 1, punti 3 e 5 (delibera della Giunta regionale n. 5/62221); il progetto opera senza chiari e definiti criteri di salvaguardia per il recupero storico, idraulico e monumentale dell'intero Ambito Darsena, disaggrega il rapporto urbano tra la Darsena e il suo contesto; isola tra di loro i monumenti e le testimonianze storiche del luogo senza mirare a una loro ricomposizione urbanistica nel riordino dell'area: la Darsena, il Naviglio del Vallone, la Conca di Viarenna, il Ponte dello Scudellino, il Ponte del Trofeo e la Porta del Cagnola, sotto il cui arco scorre ancora il Ticinello, diventano monumenti a sé stanti non più riconoscibili come parte integrante dell'Ambito Darsena, delle sue funzioni idrauliche e portuali e del suo tessuto edificato; il riconoscimento della Darsena come valore storico e ambientale da preservare è ben presente nella coscienza collettiva milanese poiché si tratta di un'area di grande importanza e rilevanza storico-urbanistica della città di Milano nonché "nodo" e "cerniera" funzionale di tutto il "sistema" storico della rete dei Navigli milanesi e pavesi, ed essa ha costituito, con la conca di Viarenna, la chiave di volta di tutto il sistema dei Navigli interni; insieme hanno formato quel nodo idraulico strutturale, essenziale e indissolubile, che ha consentito di rendere navigabili i Navigli e di trasformare la Darsena nel secondo porto commerciale italiano; il progetto, quindi, non risponde ai requisiti richiesti per la salvaguardia e la valorizzazione dell'area monumentale sulla quale si insedia e pertanto è stata presentata, il 10 luglio 2003, alla Sovrintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Milano la "Richiesta di vincolo ex lege 1 giugno 1939 n. 1089 da apporre sulla Darsena di Porta Ticinese, nonché sulle cose e sui beni ad essa connessi", redatta dal prof. Gianni Beltrame, fatta propria dal Comitato per la difesa della Darsena e parte integrante della nostra relazione di opposizione al progetto del parcheggio sotto lo specchio d'acqua della Darsena; la Regione Lombardia, nella relazione della Delibera della Giunta regionale n. 5/62221 del 1994 che appose il vincolo ambientale (ai sensi dei punti 3 e 4 dell'art. 1 della legge 1497/39), sottolinea che la Darsena va considerata anche all'interno del contesto edificato del Comune di Milano, ove "in tale area assume particolare significato la conservazione e la valorizzazione delle parti di tessuto urbanizzato legate agli usi tradizionali dei Navigli, sia all'interno della città che nel contesto rurale" e che "i Navigli, in quanto manufatti di archeologia industriale, hanno integrato a sé il territorio rurale e urbano circostante, strutturandolo in un'unità formale-funzionale ben definita, che deve essere tutelata come testimonianza storica dello sviluppo socio-economico e urbanistico della Città di Milano, anche ai fini della possibilità di recupero delle sue funzioni urbanistiche" e, ancora, che i criteri di attuazione del vincolo paesistico impongono per l'intera area della Darsena e dei Navigli la stesura di un unico Piano Paesistico; si richiama il "Piano territoriale paesistico regionale", approvato dalla Regione Lombardia e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 32 del 6 agosto 2001, che, in scala 1/200.000, ha esteso la pianificazione a tutto il territorio lombardo e ha recepito, senza modificarli, tutti i vincoli preesistenti compreso, quindi, il vincolo paesistico del 1994; il progetto interferisce sulle cinquecentesche mura spagnole, in particolare sul Bastione, ne compromette la valorizzazione storica e ambientale, e, soprattutto, rischia di minimizzarne la presenza dopo averli caricati del valore negativo di "impedimento" alla realizzazione del parcheggio. L'indagine archeologica, effettuata nel gennaio scorso con cinque scavi, ha messo in luce parte del Bastione, parte della Piazzola per la difesa dei fianchi delle mura e due tratti della cortina che si dipartono da essi. Le condizioni di ritrovamento delle murature non hanno compromesso la lettura del manufatto e la trasposizione in pianta dei rinvenimenti ha consentito di riposizionare con precisione la struttura che appare arretrata verso sud-ovest rispetto alla mappa del XIX secolo; nel corso degli scavi condotti nel 2004 sono anche emersi i resti della prima, originaria, conca di Viarenna, progettata e realizzata nel 1439 dagli "ingegneri" Filippino da Modena (soprannominato anche "degli Organi" per il suo lavoro alla Fabbrica del Duomo) e Fioravante Fioravanti da Bologna, per superare con le imbarcazioni il dislivello tra il laghetto e il fossato che scorreva a ridosso delle mura medievali. Si tratta indubbiamente di una grande scoperta archeologica che riporta alla luce posizione e resti della più grande ed originale "invenzione" della cultura idraulica italiana: la conca a porte steccate. Macchina idraulica diffusasi poi, con successo, in tutti i navigli del mondo. sul posizionamento di queste conche rifletté Leonardo da Vinci, su alcune pagine del Codice Atlantico, fogli 148 v-a e 341 v-b; sul modo in cui conservare e valorizzare questo importantissimo reperto né il Comune di Milano né i progettisti del parcheggio hanno sinora avanzato proposte o soluzioni; il progetto del parcheggio, presentato alla Sovrintendenza archeologica, pur avendo accolto le indicazioni e modificato il tracciato facendolo slittare verso sud-ovest, non ha risolto le preoccupazioni della Sovrintendenza archeologica che, il 15 maggio 2004, afferma "la necessità di effettuare, prima dell'inizio dei lavori, un'indagine archeologica lungo il tracciato dei Bastioni nell'area interessata e limitrofa al parcheggio, da affidarsi a tecnici specializzati sotto la direzione scientifica di questa Soprintendenza"; anche la Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano, il 15 giugno 2004, si riserva di rilasciare l'eventuale autorizzazione al progetto alla seguente condizione: "nessuna opera potrà interferire con le documentate mura cinquecentesche, nei confronti delle quali potranno essere prese in considerazione solo opere di scavo archeologico e di restauro conservativo, eventualmente tese a garantirne il loro recupero e la pubblica fruizione; recupero che dovrà comunque essere preliminarmente concordato con questo Ufficio"; inoltre, "Nessun intervento dovrà precludere l'eventuale riapertura di canali che originariamente accedevano alla Darsena (es. Conca di Via Conca del Naviglio), di cui si auspica il possibile recupero", si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, nel rispetto dell'autonomia delle diverse Istituzioni coinvolte, al fine di assicurare gli obiettivi primari della conservazione dei nuovi reperti e del complesso del sistema dei navigli e del contesto urbano dell'area, anche rivedendo e integrando i vincoli di tutela esistenti su tale area, definendo meglio il perimetro dell'area di tutela ai sensi del decreto legislativo 42/2004. (3-00508)