Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00763 presentata da BOCCI GIANPIERO (L' ULIVO) in data 21/03/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00763 presentata da GIANPIERO BOCCI mercoledì 21 marzo 2007 nella seduta n.131 BOCCI e DI GIROLAMO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: nell'intervento del Governatore della Banca d'Italia Draghi pronunciato alla giornata mondiale del risparmio del 2006 tenuta presso la sede dell'ACRI il 31 ottobre 2006, nell'affrontare le problematiche relative alla riorganizzazione della Banca d'Italia il Governatore stesso affermava tra l'altro, di aver trasmesso, nella stessa giornata alle organizzazioni sindacali presenti in Banca d'Italia un documento di lavoro sulla riforma della struttura organizzativa dell'Istituto; gli interventi delineati, sosteneva il Governatore «mirano a rendere più efficace ed efficiente l'azione della Banca a livello internazionale e nel Paese, concentrando articolazioni periferica sul livello regionale, con strutture adeguatamente potenziate»; successivamente a questo intervento è stato consegnato alle Organizzazioni sindacali presenti nell'Istituto il documento cui il Governatore fa cenno e nel quale, oltre a rivedere l'organizzazione interna del lavoro è prevista la riorganizzazione territoriale della Banca mediante la chiusura delle Filiali non insediate nei capoluoghi regionali e il contestuale blocco del turn-over del personale; nel breve periodo dovranno essere individuate le prime Filiali da chiudere. Su questo ultimo punto tutte le Organizzazioni sindacali hanno espresso il più fermo dissenso; in ultimo, nella giornata del 19 marzo 2007, nel tavolo di confronto con i sindacati il Direttore Generale, dott. Fabrizio Saccomanni, ha presentato un piano che prevede la riduzione delle sedi attuali 97 e 38. Tale progetto si attuerebbe attraverso due fasi: in una prima verrebbero chiuse 30 sedi, in una seconda le altre 29; la realizzazione proposta, secondo gli interroganti oltre a non creare alcun beneficio per la collettività che si vedrà privata di numerosi servizi, danneggia enormemente i numerosi dipendenti che non avendo raggiunto l'età pensionabile saranno trasferiti in altre realtà presso le quali dovranno stabilire la propria residenza o, in alternativa trasformarsi in pendolari con notevoli costi umani ed economici in entrambi i casi; emblematico a tale riguardo è il caso Umbria, regione con due sole province lontane 100 km circa luna dall'altra, che vedrebbe soppressa la storica sede di Terni risalente al 1883 ad opera della Banca Nazionale del Regno, divenuta successivamente Banca d'Italia (1895), e testimone della fiducia degli amministratori di quella che già allora era una delle banche più importanti del Paese appena unito nella nascente industria della città, così, dopo 120 anni di interrotta presenza si rischia ora di perdere un'Istituzione che fa parte della storia della città -: se il Governo non intenda ferma restando l'autonomia della Banca d'Italia, intervenire al fine di evitare, con la minacciata soppressione della filiale, gravi disagi al personale dipendente e, in rilevante misura, alla città di Terni e alla sua Comunità.(3-00763)