Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00519 presentata da RUBINATO SIMONETTA (PER LE AUTONOMIE) in data 27/03/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00519 presentata da SIMONETTA RUBINATO martedì 27 marzo 2007 nella seduta n.130 RUBINATO, MORGANDO, LEGNINI, TECCE - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze - Premesso che: il 23 febbraio 2007 il Ministero dell'interno ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale, un avviso nel quale si informava testualmente che "I trasferimenti spettanti ai comuni per l'anno 2007 sono stati determinati al lordo della riduzione complessiva di 609 milioni di euro già operata dal Ministero dell'economia e delle finanze sul fondo ordinario, quale maggiore introito Ici presunto derivante dall'applicazione dell'art. 2, commi 39 e 46, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. Qualora entro il mese di ottobre 2007 non siano stati emanati gli appositi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze previsti dalle norme citate, recanti i criteri e le modalità di applicazione della detrazione per i singoli comuni, il Ministero dell'interno procederà ad applicare la detrazione complessiva nei confronti della generalità dei comuni in misura proporzionale ai contributi ordinari spettanti per l'anno in corso"; le disposizioni, di cui all'articolo 2, commi 39 e 46, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, fanno sì che i trasferimenti erariali in favore dei Comuni siano ridotti in misura pari al maggior gettito derivante dalle disposizioni concernenti i fabbricati rurali e i fabbricati "secondo criteri e modalità da stabilire con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze"; dalla lettera delle citate disposizioni si desume dunque chiaramente la necessità della preventiva emanazione di un decreto attuativo e, soprattutto, l'obbligo - prima di procedere ad un taglio dei trasferimenti - di preventiva acquisizione da parte dei Comuni interessati dei dati relativi all'effettivo maggior gettito riscosso; l'avviso divulgato dal Ministero dell'interno sembra, invece, disporre una decurtazione complessiva dei trasferimenti ai Comuni, in misura proporzionale ai contributi ordinari spettanti per l'anno in corso, a prescindere dal suddetto decreto e dall'effettivo andamento dei flussi tributari; analoga disposizione della legge finanziaria per il 2007 ha inoltre previsto, con riferimento alle addizionali comunali e regionali Irpef, che "i trasferimenti erariali in favore delle regioni e degli enti locali sono ridotti in misura pari al maggior gettito" di addizionale Irpef derivante dalla modifica della base imponibile del tributo. Anche in questo caso, nonostante la norma rinvii la determinazione dell'entità effettiva del maggior gettito per ogni Comune ad un apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, il Governo ha già preventivamente stimato in 130 milioni di euro gli effetti complessivi di gettito, con ciò preordinando l'entità dei tagli e prefigurando un analogo e censurabile meccanismo di automatica e indiscriminata riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali; con una nota del 12 marzo 2007del Ministero dell'interno (prot. 15700 5B O 192), interpretativa dei commi 557 e 562 della legge finanziaria per il 2007, si specifica che "la riduzione delle spese del personale va effettuata tenendo conto del risultato contabile che scaturisce" dal rispetto dei commi da 198 a 206 della legge finanziaria per il 2006, che prevedevano per tutti gli enti locali il taglio dell'un per cento della spesa per il personale rispetto agli oneri sostenuti nel 2004. Tale interpretazione impone evidentemente agli enti locali sottoposti al Patto di stabilità per il 2007 un'ulteriore e drastica riduzione della spesa per il personale rispetto a quanto già previsto per l'anno 2006, nonostante le nuove regole del Patto disposte dalla legge finanziaria per il 2007 abbiano espressamente assoggettato le spese per il personale al solo vincolo generale sui saldi, in discontinuità con il recente passato; con riferimento agli enti commissariati, la circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n. 12 del 2007, nel fornire precisazioni interpretative circa l'individuazione degli enti soggetti alla nuova disciplina, ha di fatto limitato per alcuni comuni l'accesso all'esclusione dal Patto di stabilità per il 2007 prevista dall'ultima legge finanziaria. È il caso, in particolare, dei Comuni commissariati negli anni passati, che si troverebbero costretti ad adottare una base di calcolo ridotta ad un solo anno, con evidenti effetti di incongruenza e non significatività per l'effettiva valutazione della dinamica di spesa, tanto più che prima dell'emanazione della predetta circolare la Ragioneria generale dello Stato si era espressa - in data 1° marzo 2007, in sede di risposta al quesito formulato da un Comune commissariato nel 2003 per sette mesi e nel 2004 per sei mesi - in termini favorevoli all'esclusione dal Patto anche per il 2007 sulla base del significato letterale del comma 689 della finanziaria 2007; infine, con riferimento ai piccoli Comuni, l'articolo 1, comma 703, della legge finanziaria per il 2007 ha disposto un incremento del fondo ordinario per i trasferimenti agli enti locali, finalizzato in particolare a sostenere gli interventi socio-assistenziali nei Comuni fino a 5.000 abitanti che abbiano almeno il 30 per cento di popolazione anziana oppure almeno il 5 per cento di bambini di età inferiore a cinque anni. Contributi aggiuntivi sono inoltre previsti per i Comuni fino a 3.000 abitanti e per le Comunità montane, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano che un taglio omogeneo e preventivo dei trasferimenti agli enti territoriali, operato a prescindere dalla verifica dell'effettivo maggior gettito ICI e IRPEF derivante dalle disposizioni della legge finanziaria per il 2007, si configuri come un'ingiustificata penalizzazione per gli enti territoriali interessati, in quanto manifestamente in contrasto con le medesime disposizioni di legge; se ritengano che la riduzione della spesa per il personale, secondo l'interpretazione data nella citata nota del Ministero dell'interno, sia in palese contrasto sia con le medesime disposizioni di legge sia con la logica del rispetto degli obiettivi di saldo introdotta dalla legge finanziaria per il 2007, oltre che lesiva del principio di autonomia finanziaria, in particolare di spesa, degli enti territoriali, come riconosciuto ripetutamente dalla Corte costituzionale; se ritengano altresì che detta riduzione della spesa per il personale, applicata in modo indifferenziato e non selettivo a tutti gli enti locali, configuri un'indebita penalizzazione proprio dei Comuni più virtuosi, che hanno un numero di dipendenti in rapporto alla popolazione molto al di sotto della media nazionale, oltre che inferiore alle rispettive dotazioni organiche, e che, ancorché in tali condizioni, hanno comunque rispettato il Patto di stabilità negli anni precedenti ed i limiti di spesa del personale imposti in particolare per gli anni 2005 e 2006, e risulti tanto più iniqua ed illogica ove si consideri che la normativa statale ha da ultimo "sanato" la posizione degli enti locali che non hanno rispettato la riduzione della spesa per il personale prevista dalla finanziaria 2006; con riferimento alla circolare ministeriale riguardante gli enti commissariati, se non ritengano che tale provvedimento interpretativo abbia illegittimamente limitato la portata originaria della norma, determinando una situazione peggiorativa per alcuni enti, in contrasto con le finalità della norma stessa e con effetti per di più insignificanti sul bilancio dello Stato, a causa dell'esiguo numero di enti interessati; se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover fornire al Parlamento indicazioni precise anche circa i tempi e i criteri adottati o in via di definizione per l'attribuzione ai piccoli Comuni delle maggiori risorse previste dalla legge finanziaria per il 2007, considerato che a molti di questi non risulta assegnata ancora alcuna contribuzione aggiuntiva; infine, se non ritengano indispensabile la tempestiva adozione in via d'urgenza, stante la prossima scadenza del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione da parte degli enti locali, di provvedimenti correttivi che garantiscano la piena applicazione della legge, nel rispetto sia della portata letterale, sia della ratio della stessa; e in particolare: se procederanno - in quali termini e in che tempi - ad adottare provvedimenti pienamente attuativi della legge finanziaria per il 2007, idonei ad assicurare che la riduzione dei trasferimenti erariali agli enti territoriali avvenga soltanto a seguito dell'accertato incremento del gettito Ici ed Irpef; se procederanno - in quali termini e in che tempi - a precisare con chiarezza, attraverso apposito provvedimento ministeriale, che i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti possono procedere ad assunzioni di personale nei limiti del rispetto dei saldi imposti dal Patto di stabilità per il 2007 e della dotazione organica approvata da ciascun ente; se procederanno, in quali termini e in che tempi, alla correzione della citata Circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n. 12 del 2007, ripristinando l'interpretazione conforme al significato letterale della norma di cui all'articolo 1, comma 689, della legge finanziaria per il 2007. (3-00519)