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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00441 presentata da FASOLINO GAETANO (FORZA ITALIA) in data 27/03/2007

Atto Camera Interpellanza 2-00441 presentata da GAETANO FASOLINO martedì 27 marzo 2007 nella seduta n.135 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che: sul finire del 2006 la dirigenza della Banca d'Italia ha presentato un documento di lavoro riguardante l'organizzazione e l'operatività dell'istituto per gli anni a venire, anche a seguito della modifica del posizionamento dell'Istituto in ambito europeo, ma anche nazionale; nel documento si prevede la progressiva chiusura delle filiali dispiegate sul territorio e il contemporaneo potenziamento delle sedi regionali, alle quali sarà affiancato un numero ristretto (4 o 5) di filiali specializzate per la gestione del contante prelevato o riservato da banche e società di servizio; secondo quanto precisato dai vertici dell'istituto, gli uffici della Banca d'Italia a livello locale dovrebbero ridursi a 24-25 unità dalle attuali 99. La ristrutturazione della rete si accompagna poi a un piano di vendita o locazione delle unità immobiliari. Quanto alla presenza all'estero della banca (attualmente attraverso 6 delegazioni), verrà rivista in due direzioni: da un lato con il taglio delle delegazioni in Europa e la loro sostituzione con la figura dell'addetto finanziario alle ambasciate, dall'altro con il potenziamento in altre aree economiche e finanziarie (in questo caso verrebbero mantenute le delegazioni di New York e Tokyo); secondo le stime riportate nel documento, inoltre, nel periodo 2006-2013 potrebbero lasciare la Banca d'Italia 2.460 dipendenti, 1.551 dei quali cesseranno d'ufficio (prevalentemente concentrati nelle regioni del centro sud). Entro il 2013 si registreranno anche nuove assunzioni pari ad un terzo delle uscite (ovvero 800 unità circa); va peraltro ricordato che è già avvenuta una riduzione dell'organico del 20 per cento tra il 1998 e il 2006 (da 9.400 a 7.787 dipendenti); alla originaria disponibilità al dialogo, di fronte alle resistenze sindacali, la dirigenza dell'Istituto ha opposto una crescente rigidità, sino a minacciare l'adozione del piano senza il parere sindacale; i sindacati d'altro canto hanno obiettato che non è possibile un rilancio di Banca d'Italia sul territorio, tramite abbandono del territorio; d'altro canto, rispetto ai tempi in cui la Banca era il dominus della politica monetaria nazionale, i suoi compiti si sono diversificati, ma non per questo sono diminuiti in particolare per ciò che riguarda le funzioni di controllo; ad esempio la ristrutturazione del sistema bancario ha prodotto la riduzione del numero delle banche, ma anche il contemporaneo aumento degli intermediari non bancari da sottoporre a vigilanza (oltre 24.000), registrandosi inoltre una maggiore complessità dell'attività bancaria che non comprende più la sola intermediazione creditizia, ma anche la finanza e sistemi di pagamento più evoluti ( factoring , gestione fondi comuni, intermediazione negli strumenti di pagamento, moneta elettronica, cartolarizzazioni dei crediti, merchant banking, credito al consumo eccetera); un fenomeno che si espanderà con l'inserimento dei Confidi tra gli intermediari vigilati, operatori con spiccata connotazione localistica; nemmeno corrisponde a verità, ad avviso degli interpellanti, che la nuova legge sul risparmio e le ulteriori norme contenute nella Comunitaria 2006 abbiano dei riflessi riduttivi rispetto al lavoro dell'Istituto centrale; ad esempio per quel che riguarda la collaborazione delle diverse Authority di controllo del sistema creditizio e finanziario sul territorio, Banca d'Italia è l'unica ad avere un'adeguata articolazione, potendo così svolgere un ruolo di rilievo su delega delle altre Authority; viceversa ulteriori attribuzioni sono assegnate alla Banca d'Italia dal disegno di legge di iniziativa governativa sulla riforma delle Autorità indipendenti; né è sostenibile, come dichiara il documento di lavoro dell'Istituto, che la tendenza alla focalizzazione sulle funzioni core e l'esternalizzazione delle altre funzioni sia comune a livello europeo, dove invece si registra una varietà di modi di rivalutare il lavoro degli istituti centrali comunitari, sino a reinternalizzare servizi esternalizzati; e peraltro le sole banche decisamente ristrutturate sono state la Bundesbank, che tuttora ha circa il 50 per cento in più dei dipendenti di Banca d'Italia, il Banco de España e, a livello territoriale, la Banque de France, che ha tuttavia mantenuto ben 96 filiali dipartimentali e 32 ulteriori filiali con compiti di varia natura; peraltro restano vastissimi e delicati i compiti che a tutt'oggi ed in un prevedibile futuro, l'Istituto centrale è chiamato a svolgere oltre ai poteri di controllo sul sistema bancario e sugli intermediari finanziari: funzioni di Tesoreria Provinciale e Centrale dello Stato, gestione delle riserve ufficiali del Paese, che costituiscono parte integrante delle riserve dell'Eurosistema, promozione del regolare funzionamento del sistema dei pagamenti, compiti di consulenza sia livello nazionale che europeo ma soprattutto in ambito locale con i diversi enti locali (comuni, province, prefetture, le quali ultime si avvalgono della consulenza della rete periferica delle filiali sulla problematica dei tassi usurai) -: ferma restando l'autonomia organizzativa della Banca d'Italia, come il Governo valuti la riorganizzazione proposta dal Governatore Draghi e se non ritenga opportuno, per i profili di sua competenza, valutare la ristrutturazione della Banca d'Italia sulla base delle esigenze nazionali e della struttura necessaria per svolgere i compiti ad essa affidati; se non ritenga opportuno avviare un tavolo di concertazione Governo-Banca d'Italia-Sindacati. (2-00441) «Fasolino, Marinello».

 
Cronologia
sabato 24 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I capi di Stato e di governo dell'Ue si riuniscono a Berlino in occasione del cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e adottano una dichiarazione che ribadisce i valori condivisi, sottolinea il ruolo svolto dal mercato comune e dall'euro e conferma l'obiettivo di dare all'Unione, entro le elezioni del Parlamento europeo del 2009, una base costituzionale rinnovata.

mercoledì 28 marzo
  • Politica, cultura e società
    La Conferenza episcopale italiana pubblica una nota sulle unioni di fatto, secondo la quale per i politici cattolici è «dovere morale» votare contro il riconoscimento di tali unioni, dovere che è «ancora più grave» nel caso delle unioni omosessuali.