Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00516 presentata da BUTTI ALESSIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 27/03/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00516 presentata da ALESSIO BUTTI martedì 27 marzo 2007 nella seduta n.130 BUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: il giorno 22 marzo 2007 è pervenuta ad ACSM (Agenzia comuncale servizio municipalizzati S.p.A.) la notifica di un'ingiunzione di pagamento da parte dell'Agenzia delle entrate di Como, emessa per il recupero delle misure fiscali agevolate al tempo riconosciute dallo Stato italiano alle aziende municipalizzate per la conversione delle stesse in società per azioni a prevalente capitale pubblico ex legge 142/1990 da pagarsi entro e non oltre il 20 aprile 2007 per l'importo di 6,5 milioni di euro; il 5 settembre 2002 la Commissione europea ha emanato la decisione assunta in merito alle agevolazioni fiscali riconosciute dallo Stato italiano alle società per azioni a prevalente capitale pubblico ex legge 142/1990. La Commissione ha ritenuto che le agevolazioni fiscali concesse costituissero aiuto di Stato ai sensi dell'art. 87, paragrafo 1, del trattato CE ed erano quindi incompatibili con il Trattato istitutivo del Mercato comune; lo Stato italiano, con l'intervento dell'Ufficio per il contenzioso diplomatico del Ministero degli affari esteri, ha presentato ricorso avanti la Corte di Giustizia europea per ottenere l'annullamento della decisione. Anche ACSM, contro tale decisione della Commissione europea ha opposto ricorso per la tutela della società e degli interessi degli azionisti. La Commissione europea di fronte ai ricorsi presentati avverso la decisione del 5 settembre 2002 ha opposto eccezione di irricevibilità; il 12 maggio 2003, il Tribunale di primo grado della Comunità europea ha emesso un'ordinanza con la quale ammette ACSM ad intervenire nella Causa T-297/02, contro la Commissione europea avverso la decisione del 5 giugno 2002, la cui causa è ancora in corso; lo Stato italiano, con l'art. 27 della legge 18 aprile 2005, n. 62 (cosiddetta legge comunitaria), ha disposto, in attuazione della citata decisione, il recupero delle misure agevolative concesse a favore delle Società a prevalente partecipazione pubblica. Tale recupero si presenta a carattere provvisorio in ragione dell'esistenza dei ricorsi di richiesta di annullamento avanzati, sia da parte dello Stato italiano, sia dalle società intervenute contro tale procedura adottata della Commissione europea; ACSM, in ottemperanza alle prescrizioni contenute nel sopra citato art. 27 della legge 18 aprile 2005 ha provveduto a presentare alla Direzione regionale delle entrate le dichiarazioni dei redditi dei periodi d'imposta nei quali il regime d'esenzione è stato fruito (1997-1998-1999); inoltre nel corso del mese di giugno 2003, il Consiglio di amministrazione di ACSM deliberava ed approvava l'adesione alla sanatoria fiscale cosiddetta tombale (art. 9 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, legge finanziaria per il 2003), esperendo tutte le procedure ad essa collegate; ACSM ha ritenuto fino ad oggi, supportata anche da pareri legali, con l'adesione alla sanatoria fiscale cosiddetta "tombale", attesa la natura tributaria dell'obbligazione restitutoria, di essere al riparo da ogni eventuale procedura esecutiva. Tale assunto scaturisce dalla convinzione-certezza che anche se le agevolazioni fiscali riconosciute nel periodo 1997-1998-1999 venissero assimilate alla fattispecie degli "aiuti di Stato" (per cui è in corso un procedimento legale presso il Tribunale di primo grado della Comunità europea), la posizione di ACSM dovrebbe essere considerata e salvaguardata in considerazione del fatto che ha sempre operato, durante gli anni in contenzioso (1997-1998-1999), in regime di assoluto monopolio nei settori dell'acqua, del gas, e dei rifiuti solidi urbani; è palesemente evidente che la moratoria fiscale promossa dal Governo per gli anni non può configurarsi come "aiuti di Stato" in quanto non è ravvisabile in alcun modo elementi distorsivi della concorrenza in quel determinato periodo in cui le aziende operavano in regime di monopolio; ulteriormente si può affermare, che la sostanziale neutralità della moratoria fiscale sulle regole e sui principi dell'economia di mercato (considerate oggi distorsive) viene da ACSM ritenuta rafforzativa in quanto nel triennio in esame anni (1997-1999) gli utili generati da ACSM furono prevalentemente distribuiti al socio pubblico (Comune di Como) e, conseguentemente, sottratti alle disponibilità gestionali dell'azienda che non avrebbe potuto impiegarli per operazioni tese ad emarginalizzare ipotetici concorrenti, atteso il regime di monopolio nel quale ACSM operava legittimamente vista la natura delle concessioni ad essa conferite e che le liberalizzazioni dovevano ancora avvenire, si chiede di sapere: se si ritenga opportuno che il Governo, "a caccia di soldi", per il tramite dell'Agenzia dell'entrate, richieda alle aziende che, come ACSM, hanno beneficiato di un provvedimento a suo tempo emanato per il raggiungimento di uno scopo preciso, il pagamento dei benefici da esso derivanti, con l'aggravante che tale recupero è oberato d'interessi in vigore al tempo dell'emanazione del provvedimento; se si ritenga opportuno richiedere questo pagamento da parte dell'Agenzia prima ancora che il provvedimento venga convertito in legge; se si ritenga opportuno portare avanti il provvedimento, poiché è in atto una causa pendente presso il Tribunale di primo grado della Comunità europea e solo dopo tale pronunciamento il Governo potrà emettere provvedimenti, sempre se questi sarà riconosciuti legittimi. (3-00516)

 
Cronologia
sabato 24 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I capi di Stato e di governo dell'Ue si riuniscono a Berlino in occasione del cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e adottano una dichiarazione che ribadisce i valori condivisi, sottolinea il ruolo svolto dal mercato comune e dall'euro e conferma l'obiettivo di dare all'Unione, entro le elezioni del Parlamento europeo del 2009, una base costituzionale rinnovata.

mercoledì 28 marzo
  • Politica, cultura e società
    La Conferenza episcopale italiana pubblica una nota sulle unioni di fatto, secondo la quale per i politici cattolici è «dovere morale» votare contro il riconoscimento di tali unioni, dovere che è «ancora più grave» nel caso delle unioni omosessuali.