Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00517 presentata da CUTRUFO MAURO (DEMOCRAZIA CRISTIANA - PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - INDIPENDENTI - MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA) in data 27/03/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00517 presentata da MAURO CUTRUFO martedì 27 marzo 2007 nella seduta n.130 CUTRUFO - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che: la Telecom non è solo un'azienda che produce molti utili (oltre tre miliardi netti) e che ha delle performance elevate rispetto ai suoi competitori europei, ma è anche l'ex monopolista proprietaria del cosiddetto "ultimo miglio", passaggio obbligato per tutti gli operatori del settore; la Telcom è anche proprietaria di tre frequenze televisive ed è il primo collaboratore delle Procure della Repubblica di tutta Italia ai tini delle intercettazioni telefoniche, in questi giorni al centro di aspre polemiche; la strategicità della Telecom è legata anche al potenziale di innovazione tecnologica che hanno tutte le aziende di telecomunicazioni e che in molti Paesi ha suggerito ai Governi di mantenere nel loro azionariato una presenza pubblica, alcune volte minoritaria altre maggioritaria, come nel caso della France Telecom e della Deutsche Telekom; è noto che, nell'ambiente finanziario, Intesa San Paolo, Mediobanca e Capitalia tentano la "stretta finale" per arrivare a presentare una proposta alla Pirelli per la sistemazione della quota Olimpia di Telecom; da mesi vi è una partita di potere che si sta giocando sulla Telecom e che ha già penalizzato i piccoli azionisti con il calo dei titoli in questi ultimi sette mesi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, ritenga davvero opportuno affidare il destino della Telecom esclusivamente ai responsabili del sistema finanziario italiano; se non ritenga che la preannunciata uscita di Pirelli dall'azionariato Telecom possa rappresentare un salto di qualità dopo le disastrose esperienze di "avventurose" privatizzazioni avvenute alla fine degli anni Novanta; per quale motivo, se la Telecom è così evidentemente strategica per il Paese, per i suoi equilibri democratici e per la sua capacità innovativa e relazionale sul piano internazionale, il Ministro non ritenga necessario avere una pluralità di azionisti pubblici e privati, finanziari e industriali, come ad esempio la Cassa depositi e prestiti, struttura pubblica nei cui azionariato vi sono moltissime fondazioni; se non ritenga che il Governo e la politica nel suo insieme abbiano il dovere di assumersi le proprie responsabilità senza preoccuparsi delle polemiche su presunti e inesistenti ritorni alla pubblicizzazione, al fine di garantire un più stabile più sicuro assetto azionario della Telecom. (3-00517)