Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00893 presentata da D'AGRO' LUIGI (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 28/03/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00893 presentata da LUIGI D'AGRO' mercoledì 28 marzo 2007 nella seduta n.136 D'AGRÒ. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: una recente sentenza del Tar Lazio, che ha accolto un ricorso presentato da una società emittente di buoni pasto, rende di fatto nullo in alcuni punti il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 novembre 2005 che aveva messo ordine nel settore dopo forti agitazioni da parte degli esercenti contro l'elevato costo delle commissioni, culminate con lo sciopero dei ticket ; il decreto impugnato aveva stabilito i requisiti delle società di emissione e degli esercizi che forniscono il servizio di mensa, le caratteristiche dei buoni, i parametri per l'aggiudicazione delle gare; il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dalla società Repas Lunch Coupon nei punti in cui si contestavano alcuni requisiti ritenuti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri necessari per poter partecipare alle gare di aggiudicazione dei servizi di buoni pasto; in dettaglio, il Tar del Lazio ha ritenuto «irragionevoli, eccessivamente penalizzanti e sproporzionate» le prescrizioni del decreto che imponevano alle società emittenti di avere un capitale sociale minimo di 750.000 euro e di far revisionare il proprio bilancio ad una società iscritta al registro del Ministero della giustizia (praticamente lo stesso controllo contabile riservato alle società quotate); i giudici amministrativi hanno altresi giudicato illegittime le norme sulla nullità dei contratti e sui termini di pagamento dei buoni pasto da parte delle società emittenti, le procedure di aggiudicazione del servizio sostitutivo di mensa e i rapporti tra le società di emissione e gli esercizi convenzionati; la decisione del Tar ha praticamente azzerato il provvedimento, ripristinando di fatto la situazione di mercato precedente alla normativa, che aveva provocato in tutta Italia forti proteste da parte degli esercenti contro meccanismi giudicati non remunerativi quali gli sconti eccessivi e le modalità contrattuali; il settore dei buoni pasto ha un fatturato di 2,5 miliardi di euro l'anno, convenziona 100.000 pubblici esercizi e garantisce pasti sostitutivi a 2,5 milioni di lavoratori; la Fipe-Confcommercio ha proclamato lo stato di agitazione del settore, promuovendo in ogni sede territoriale le azioni di mobilitazione più adeguate; tra le altre misure decise dalla Fipe vi sono il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, la richiesta di sospensiva degli effetti della deliberazione del giudice amministrativo, la rescissione dei contratti di convenzione con tassi di sconto eccessivi; la Fipe teme che con questa sentenza del Tar si creerebbe un vuoto legislativo all'interno del quale si potrebbero insinuare società emettitrici di buoni pasto poco serie e scarsamente affidabili (il cui capitale potrà essere di soli 10.000 euro) che potrebbero modificare a loro piacimento le condizioni contrattuali e produrre danni per tutti; inoltre, l'annullamento delle norme contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relative all'obbligo di revisione dei bilanci delle società emittenti da parte di società iscritte al registro del Ministero della giustizia determinerebbe il fatto che questi siano controllati da collegi sindacali nominati dalle stesse società emittenti con il rischio che non si avrebbero riscontri di veridicità; gli associati dell'Anseb (Associazione Nazionale Società Emettitrici di Buoni Pasto) hanno deciso di continuare ad applicare la normativa del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in attesa degli esiti giudiziari del ricorso al Consiglio di Stato e di richiedere la sospensione della gara Consip -: se si intenda intervenire rapidamente per regolamentare con un nuovo provvedimento i rapporti tra esercenti pubblici e società di emissione di buoni pasto al fine di evitare il ritorno ad un mercato privo di regole ed il venir meno degli obiettivi che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 novembre 2005 si era posto e che si stavano lentamente conseguendo, ossia l'efficienza e la trasparenza del mercato, la libera ed effettiva concorrenza del settore dei buoni pasto ed un servizio efficiente ai consumatori. (5-00893)