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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00889 presentata da ADENTI FRANCESCO (POPOLARI-UDEUR) in data 28/03/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00889 presentata da FRANCESCO ADENTI mercoledì 28 marzo 2007 nella seduta n.136 ADENTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: in questi mesi, con maggiore o minore evidenza mediatica, si è imposto il tema del problema sociale, della sicurezza e, più in generale, della convivenza e dell'integrazione delle comunità rom stabilitesi nel nord Italia e in particolare nella regione Lombardia; i rom e i sinti presenti in Lombardia sono stimabili attorno alle 13.000 unità di cui tra i 9.000 e gli 11.000 vivono in insediamenti collettivi di vario tipo (regolari o irregolari, permanenti o temporanei) e che, nonostante si tratti di una comunità numericamente limitata, essa presenta comunque un'alta criticità in termini di integrazione; più della metà dei rom e dei sinti che vivono in Lombardia sono stranieri di diverse nazionalità (bulgari, macedoni, romeni, kossovari) e che le restanti unità sono cittadini di nazionalità italiana; in tutto il territorio lombardo sono stimati tra i 290 e i 350 gli insediamenti di rom e sinti e che di tali insediamenti poco meno della metà è regolarmente autorizzato dalle amministrazioni locali e in prevalenza affidato alla gestione di organizzazioni del volontariato; i restanti insediamenti sono di tipo «irregolare», ovvero vere e proprie baraccopoli prive delle minime condizioni di igiene e sicurezza per chi vi abita; spesso in questi insediamenti si verificano situazioni per cui donne e minori sono costretti a comportamenti degradanti, come l'accattonaggio, o forzati a compiere azioni illecite come furti; soprattutto in questo ultimo caso si sono verificati di frequente problemi di ordine pubblico, connessi principalmente con gli interventi di sgombro e smantellamento di tali insediamenti, interventi che condotti dalle forze dell'ordine difficilmente e solo in pochi casi sono stati efficaci, anche alla luce di oggettive difficoltà nel procedere all'identificazione e all'espulsione degli stranieri irregolari; tali insediamenti sono concentrati nella città e nella provincia di Milano, ma tutte le principali cittadine lombarde presentano insediamenti di rom e sinti che in alcuni casi hanno carattere «irregolare» con conseguenze significative di carattere sociale e con conseguenti riflessi anche sulla sicurezza del territorio verificandosi spesso episodi di microcriminalità in qualche modo riconducibili ai soggetti che risiedono in questi insediamenti; rom e sinti, diversamente da quanto diffusamente si ritiene, tendono al contrario a stabilizzarsi nello stesso insediamento per lungo tempo e generalmente lo abbandonano solo in caso di allontanamento forzato dallo stesso; nel caso dei cittadini romeni si deve tenere in considerazione che dal primo gennaio essi sono divenuti cittadini comunitari e quindi non più espellibili; la soluzione del campo nomadi ha dimostrato, nel corso degli anni, significativi limiti esponendo il territorio a un doppio rischio: da una parte riservando a queste comunità un trattamento differenziale e suscitando, invece, nei cittadini delle comunità locali reazioni negative, spesso intolleranti, anche per l'assenza di una efficace politica di mediazione e integrazione culturale; in tal senso è significativo che la legge regionale della Lombardia a favore dei rom non è stata rifinanziata da diversi anni impedendo così di proseguire una indispensabile azione di mediazione culturale; in Lombardia si registrano da una parte situazioni di grave intolleranza, come nel caso dell'insediamento di Opera alle porte di Milano, dall'altra situazioni di carattere sociale gravissimo, come nel caso di Pavia dove diverse famiglie rom, spesso con figli minori, vivono in un'area industriale dimessa priva di ogni servizio igienico, priva di condizioni di sicurezza trattandosi di una area fortemente inquinata per le produzioni chimiche che vi si lavoravano e per la generale precarietà della struttura e priva degli indispensabili servizi (come acqua, luce eccetera) volti a garantire delle condizioni civili di vita, specie per i soggetti minori; in entrambi i casi le comunità rom e sinti ospitate sono indotte dalle precarie condizioni di vita anche a compiere atti e attività illecite e il diffondersi di avvenimenti criminosi imputabili a queste comunità rende ancora più difficile la convivenza con le comunità locali e l'integrazione; di fronte al sostanziale fallimento del modello dei campi nomadi si rende indispensabile affrontare diversamente il problema della presenza delle comunità rom e sinti con particolare attenzione a garantire condizioni di sicurezza per tali comunità e quelle locali e condizioni di vita almeno dignitose per i rom e i sinti -: se il Ministro interrogato intenda assumere l'iniziativa di promuovere, anche in accordo con il Ministro per le politiche sociali, una legge quadro nazionale che affronti in modo organico e sistematico questa materia, contribuendo a stabilire le competenze dei diversi livelli di governo e che sostenga i comuni ad affrontare in termini amministrativi tali problematiche. (5-00889)





 
Cronologia
sabato 24 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I capi di Stato e di governo dell'Ue si riuniscono a Berlino in occasione del cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e adottano una dichiarazione che ribadisce i valori condivisi, sottolinea il ruolo svolto dal mercato comune e dall'euro e conferma l'obiettivo di dare all'Unione, entro le elezioni del Parlamento europeo del 2009, una base costituzionale rinnovata.

mercoledì 28 marzo
  • Politica, cultura e società
    La Conferenza episcopale italiana pubblica una nota sulle unioni di fatto, secondo la quale per i politici cattolici è «dovere morale» votare contro il riconoscimento di tali unioni, dovere che è «ancora più grave» nel caso delle unioni omosessuali.

venerdì 30 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 161 voti favorevoli e 153 contrari, l'articolo unico del d.d.l. S.1427, di conversione del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.