Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00445 presentata da BELLILLO KATIA (COMUNISTI ITALIANI) in data 28/03/2007
Atto Camera Interpellanza 2-00445 presentata da KATIA BELLILLO mercoledì 28 marzo 2007 nella seduta n.136 La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro per i beni e le attività culturali, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, per sapere - premesso che: Trevi è un borgo che sorge sui declivi della campagna umbra coltivata ad ulivi nella valle spoletana, celebre per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche, anche grazie a Goethe e rientra nel novero de «I borghi più belli d'Italia» e «Città del Bio»; il Comune di Trevi (Perugia) ha approvato, con delibera del consiglio comunale n. 41 del 19 settembre 2006, la «variante parziale dello strumento urbanistico generale, relativamente al primo stralcio della ex Zona Zai da destinare ad attività ricettiva, Zona "Dr": ai sensi del comma 3, articolo 67 della legge regionale n. 117 del 2005, stante il piano regolatore del Comune di Trevi, non ancora adeguato alla legge regionale n. 31 del 1997, così come indicato negli elaborati grafici, conservati agli atti dell'Ufficio urbanistica; la società «Pietrarossa Inn Srl» proprietaria dei terreni in questione, in seguito alla delibera comunale, ha fatto pervenire proposte finalizzate alla riqualificazione della ex Zona Zai, in Frazione Santa Maria in Valle (dove si trovavano le dismesse serre della estinta cooperativa «Di Vittorio»), attraverso la costruzione di un complesso turistico costituito da circa 100 «villette bifamiliari» a due piani nelle forme del cosiddetto «casolare sparso umbro», una costruzione centrale ed un centro benessere con annessa piscina, il tutto in un terreno di 73.876 metro quadri, per una cubatura complessiva di circa 60.000 metri cubi di cemento; la società «Pietrarossa Inn Srl» ha un capitale sociale di 50.000 euro a fronte di lavori che si stimano di importo superiore ai 40 milioni di euro. È stata costituita ad hoc per la realizzazione dell'opera ed ha acquistato per soli 800 milioni di lire i terreni, dopo che il Comune di Trevi ha rinunciato ad esercitare il diritto di prelazione per il riacquisto dello stesso terreno; secondo l'interpellante, la variante si pone in contrasto con il comma 3 dell'articolo 67 della legge regionale n. 11 del 2005, che limita le ipotesi in cui è possibile effettuare varianti a strumenti urbanistici generali non ancora adeguati alla medesima legge o alla legge n. 31 del 1997, quale è il PRG di Trevi. Tale norma, infatti, ammette che le varianti possano essere adottate nei soli casi e nelle modalità previste dal comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1997, anche a mezzo di piano attuativo di iniziativa pubblica o mista, ovvero nel caso di iniziativa privata unicamente ai fini previsti dall'articolo 19 della legge regionale n. 2 del 2000. La variante adottata non è di iniziativa pubblica o mista e non rientra in nessuna delle ipotesi previste dalla norma di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 2 del 2000 nel caso di iniziativa privata, che riguardano solo le «attività estrattive»; l'area denominata «ex serre» non è in condizioni di degrado tali da far considerare l'intervento di urbanizzazione come migliorativo della situazione; al contrario su di essa si trovano una serie di strutture leggere facilmente rimovibili; l'intervento programmato non corrisponde ad alcuna reale esigenza di espansione dell'offerta turistico-ricettiva, come dimostrano i dati comprensoriali S.T.A., secondo cui il centro storico della città di Trevi abbonda di edifici non utilizzati e che le strutture ricettive esistenti non solo coprono ampiamente il fabbisogno turistico, ma risultano addirittura sovradimensionate; l'intervento, qualora fosse realizzato, richiederebbe un carico urbanistico enorme: necessità di ridisegnare le vie d'accesso alla vecchia Flaminia, di reperire risorse idriche aggiuntive, di potenziare l'attuale depuratore, mentre va sottolineato che il territorio è attraversato da un elettrodotto delle Ferrovie dello Stato ed è già oggi soggetto ad elevato inquinamento acustico. Inoltre i proprietari dei terreni confinanti hanno già espresso la volontà di convertire la destinazione d'uso dei terreni rendendoli edificabili, con un prevedibile ulteriore aggravio per la situazione dell'area; il Comitato regionale umbro del WWF, locali Associazioni ambientaliste, la stampa locale e i cittadini hanno più volte espresso contrarietà e preoccupazione per il progetto e si sono costituiti in comitati contro l'intervento; di recente, il Ministro Rutelli ha lanciato l'idea di una «mappa degli scempi», richiedendo ai soprintendenti italiani di fornirgli entro due settimane la mappatura dei casi più critici di cementificazione del territorio -: se il comune di Trevi e sue frazioni siano stati inclusi nella mappatura dei casi critici dal punto di vista paesaggistico. (2-00445)«Bellillo».